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Museo delle Reali Ferriere a Mongiana, memoria industriale della Calabria

Pubblicato il: 1 novembre 2017 alle 7:00 am

Un Museo per svelare, finalmente, la storia dell’eccellenza industriale della Calabria in epoca borbonica, nascosta dalla storiografia ufficiale di regime perché scomoda e portatrice di verità imbarazzanti per il potere dominante.

Sì, perché turba e sorprende scoprire grazie a una magnifica esposizione museale che la Calabria nell’800, sotto un regno illuminato come quello dei Borboni, era una potenza siderurgica di grande importanza, tecnologicamente avanzata, florida, esemplare agli occhi del mondo.

Per questo dovrebbe essere obbligatorio fare visita al MuFar, Museo Fabbrica d’Armi – Reali ferriere Borboniche, abbarbicato fino ai quasi 1000 metri di Mongiana, nobile ma poco popolato comune della provincia di Vibo Valentia, nel cuore delle Serre Calabresi.

Visitare questo museo dovrebbe rappresentare un obbligo morale e scolastico per conoscere l’altra faccia della Storia, quella che narra di un agglomerato urbano sorto sotto la spinta di un complesso siderurgico che Ferdinando IV di Borbone decise di creare qui nella seconda metà del ’700 per sostenere la crescita dell’economia del Regno di Napoli e della Calabria.

Il progetto si estese al territorio circostante, creando un notevole distretto di produzione, fino a quando con l’unità d’Italia il nuovo potere costituito non decise di affossare le attività imprenditoriali nel Meridione, portando anche alla fine di questa straordinaria azione industriale.

Di quell’epopea però sono rimaste tracce, documentali e materiali, intorno alle quali dei volenterosi intellettuali stanno cercando di ricucire le maglie della Storia, per un atto di responsabilità culturale ma anche di risarcimento della Verità.

Il Museo di Mongiana è il frutto più compiuto del percorso in fieri del recupero di cotanta memoria storica. “Si tratta di un percorso informativo che, attraverso una serie di strumenti di comunicazione integrata e con un livello innovativo di fruizione con modalità tecnologicamente avanzate, conduce il turista e il visitatore nell’area delle Reali Ferriere Borboniche di Mongiana in un percorso capace di rivelare l’importanza storica e assieme antropologica del sito” spiegano sul sito della struttura.

Precisando che “le applicazioni riguardanti i due percorsi informativi e le rispettive attrezzature sono dislocate all’interno dei locali della Fabbrica d’Armi e lungo il percorso che si snoda dalla stessa Fabbrica d’Armi e arriva alla Fonderia vera e propria, per proseguire poi fino agli Altiforni e ai resti della ferriera Robinson dove si conservano i resti della fabbrica per ferri e lamine a cilindri e l’area del Cubilot, con la presenza di alcuni ambienti riferibili a magazzini, depositi e officine”.

Nel video che segue, una sintesi di ciò che è possibile ammirare e apprendere durante la visita al museo.

Nel museo sono presenti un “sistema multimediale di esplorazione spazio-temporale” con postazioni touch screen per l’esplorazione del territorio di Mongiana e della Valle dello Stilaro, itinerari didattici dedicati alle scuole, un tavolo interattivo per la visualizzazione dei documenti d’archivio.

A emozionare sono però soprattutto i reperti fisici del tempo che fu.

I minerali che venivano estratti dalle viscere di questa terra…

… attrezzi da lavoro…

… oggetti di alto valore simbolico come la campana donata da Ferdinando II…

… armi d’epoca…

… e qualche reperto archeologico come la scultura sveva rivenuta in questa zona.

In ogni sala, i pannelli esplicativi sono esemplari per il modo in cui mettono insieme perizia scientifica e capacità divulgativa, puntando a testi congrui, linguaggio semplice ma non povero, grafica allettante anche per lo sguardo più pigro, riuscendo in tal modo a svolgere la funzione pedagogica senza rinunciare al coinvolgimento popolare.

Spettacolare, alla fine del percorso, il sistema di multivisione a carattere divulgativo-evocativo che vede, sulle pareti della sala convegni, proiezioni che evocano “alcuni aspetti delle attività lavorative e della vita quotidiana, come erano all’epoca di maggior produzione della Ferriera e della Fabbrica d’Armi”, dal lavoro nell’altoforno e in miniera alla vita quotidiana degli operai, fino all’aspetto “naturalistico del luogo e del territorio limitrofo”.

Senza dimenticare il pregio architettonico dell’edificio, con quelle sue colonne doriche la cui imponente struttura in ferro massiccio è ingentilita dalle decorazioni con cornici e rosette, perla del progetto firmato da Domenico Fortunato Savino.

Oggi il museo è fulcro di un progetto di valorizzazione che “ha lo scopo di realizzare un modello avanzato di fruizione, valorizzazione e gestione di un bene architettonico e culturale e dell’area circostante”.

Anima indefessa del progetto di riscoperta che ha condotto anche alla creazione del museo è Danilo Franco, intellettuale con una profonda conoscenza di valori e vicende di questo territorio: a lui abbiamo chiesto di illustrarci la valenza dell’esposizione.

Info: www.museorealiferrieremongiana.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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