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Museo di Cultura Materiale Nasca di Agira (EN), alle radici dell’emozione

Pubblicato il: 24 luglio 2017 alle 7:00 am

Una delle più emozionanti esperienze antropologiche che si possano fare in tutta Italia: l’EcoMuseo di Cultura Materiale Silvestro Nasca di Agira è un gioiello di rara grazia espositiva e di estrema potenza evocativa, la cui visita è imprescindibile per chi voglia comprendere le radici ancestrali della propria natura umana.

Questo museo in provincia di Enna infatti traduce il rigore scientifico dell’allestimento in afflato poetico, diffondendo nelle proprie sale un’elegia del tempo perduto ma da recuperare, tanto lontano dalla nostra quotidianità quanto vicino temporalmente.

Un passato prossimo fatto di vita agreste, dura e rustica, ma stimolante per l’intelletto di chi ha dovuto ingegnarsi per piegare i rigori della povertà, riuscendo a mutare le avversità in lirismo bucolico.

Così ogni oggetto esposto diviene idillio, racconto sintetico di un mestiere, squarcio di una tradizione, evocazione di un tempo, componendo un mosaico del quale ogni tessera ci riguarda, perché parte del codice genetico sociale che abbiamo mutuato.

Con la nostra telecamera abbiamo cercato di carpire queste immagini di raro fascino, nel video che segue.

I percorsi di visita sono un viaggio suggestivo che incrocia ambienti, sale, stanze, angoli.

Tra le sezioni, una celebra Gli antichi mestieri, “quelli che oggi nessuno fa più”, professioni “estinte o in via d’estinzione”, come lo scalpellino, il sarto, il barbiere, il falegname, lo stagnino, il calzolaio, il fabbro, il muratore, il vasaio, tutti rappresentati nella prassi del loro genio artigiano, vividamente raffigurati da sculture antropomorfe in cartapesta, circondate dagli autentici strumenti di lavoro del tempo.

In guisa di museo diffuso, l’esposizione tracima in diversi ambienti tutti contigui, incastonati nel quartiere antico Santa Maria, la “parte alta e più antica di Agira”.

In edifici antichi, sono ricostruiti scenograficamente gli ambienti tipici della società contadina: la cucina e la camera da letto sono riprodotte con esattezza, suggerendo all’immaginazione del visitatore le scene di vita domestica che ospitavano, così come le stalle mantengono l’impronta del rapporto atavico con gli animali e il loro imprescindibile apporto alla sopravvivenza umana.

Volgendo lo sguardo alle pareti che si snodano nei corridoi, si aprono altre traiettorie di senso, tra fotografie che evocano tranche de vie immerse sempre nell’operosità, sia pure quella annichilente degli zolfatari ignudi in condizioni impossibili…

… e oggetti che invece fanno balenare le prime conquiste del benessere, tra rudimenti tecnologici per l’intrattenimento casalingo e i vagiti neonatali dell’alta fedeltà musicale, senza dimenticare oggetti bellici e corredi antichi, come parafrasi tolstojana dell’alternarsi di Guerra e pace, ma anche di amore e guerra, pur senza la dissacrante rilettura alleniana.

Quando pensi di essere al vertice della tempesta emotiva, arriva lo stupore, con Agira in miniatura, riproduzione in scala di scorci dell’agglomerato urbano in cui l’impressionante verosimiglianza si trasfigura in impressionismo materico di chiaro afflato artistico, soprattutto quando la precisione fotografica diviene astrazione metaforica, raffigurando non più i luoghi della realtà (come sono) ma quelli dell’immaginario (come vorremmo che fosse), innestando la verità fenomenica con una platonica polis ideale.

I dettagli sono talmente credibili da fare strabuzzare gli occhi come in preda a un incanto fanciullesco che si approssima alla commozione.

Basta guardare il video che segue per carpire sprazzi di tanta meraviglia, opera dell’estro di Orazio Lupo.

La visita a questo museo si scolpisce nella memoria (quella privata, stavolta) come l’equivalente di un’esplorazione carsica nelle cavità inesplorate del proprio Essere, sollecitando riflessioni e stimolando nuove mutazioni personali.

Merito anche della sincerità che aleggia nella struttura, ispirata dalla generosa filantropia dei suoi creatori, i quali tutto questo hanno messo in piedi senza alcun finanziamento né fine di lucro.

Una generosità endemica contagiosa, visto che diversi oggetti sono arrivati qui grazie a donazioni spontanee, mentre al prevosto Silvestro Nasca cui è intitolato il museo va il merito di avere messo a disposizione i locali a titolo gratuito.

Inutile aggiungere che anche chi cura la gestione del museo lo fa da volontario: durante la nostra visita siamo stati accompagnati appassionatamente da Orazio Garrubbo e Alfio Torrisi che ci hanno guidato lungo l’esposizione con racconti e spiegazioni.

Questo museo è una validissima ragione per raggiungere Agira, capace di dispensare anche altri tesori archeologici, storici, paesaggistici e culturali fuori dal comune.

Info: www.museoagira.com

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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