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Museo di Etnomedicina a Genova: come i Popoli combattono le malattie

Pubblicato il: 17 ottobre 2016 alle 3:00 pm

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Raccontare i popoli del mondo attraverso le loro medicine. E’ il punto di vista sorprendente del Museo di Etnomedicina A. Scarpa di Genova, unico nel suo genere al mondo.

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E’ spiazzante riscontrare quale formidabile strumento di storytelling possano essere le malattie e i differenti modi in cui le si combatte, un punto di osservazione singolare e affascinante sull’Uomo.

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Tra medicina e superstizione, scienza e tradizione, quanta Cultura emerge, raccontando fragilità fisiche e forza di reazione, intelligenza empirica e fantasia trascendente.

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Il Museo si trova nella centrale via Balbi, a pochi passi dalla Stazione ferroviaria Principe, ospitato nei locali della Sezione di antropologia del Dipartimento di Scienze Antropologiche della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Genova.

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Organizza e espone i viaggi e cinquantacinque anni di attività di Antonio Scarpa, scomparso nel 2000, medico periodeuta, ovvero itinerante, “curioso di apprendere come si curano i popoli dei cinque Continenti seguendo le proprie medicine tradizionali”.

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Per l’allestimento è stato adottato un criterio diacronico, “a partire dai sistemi medici più antichi per giungere all’attualità delle tradizioni popolari, rispettando nel contempo la cronologia degli itinerari compiuti dallo Scarpa dal 1938 al 1992”.

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Si parla di millecinquecento oggetti disposti in uno spazio di grande fascino architettonico, in cui la luce tenue si insinua tra antiche travi in legno, caricando di suggestione la visita.

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A suo tempo è stato lo stesso Antonio Scarpa a spiegare il museo e come viverlo, nel volume Itinerario per la visita al Museo di Etnomedicina Collezioni Antonio Scarpa pubblicato per Erga Edizioni nel 1994, in cui fa notare come “la semplice e arida esposizione di oggetti, sia pure interessanti o non facilmente reperibili, viene spesso completata da didascalie, riferimenti bibliografici e pannelli illustrativi di ricerche scientifiche già compiute”.

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“Ciò consente non solo al visitatore, anche se profano, di farsi un’idea immediata e abbastanza precisa delle finalità dell’etnomedicina, intesa in senso medico-biologico, ma di subito orientarsi anche per il suggerimento di altri temi di ricerca e di argomenti da sviluppare”.

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L’attuale direttore Antonio Guerci, sul sito del museo, per spiegare cosa sia l’Etnomedicina, parte dalla considerazione di come da sempre l’uomo per curarsi abbia “attinto i rimedi dal suo habitat, adottando differenti strategie terapeutiche in funzione delle caratteristiche climatiche, pedologiche, fitogeografiche, faunistiche nonché delle peculiari tipologie culturali e socio-strutturali”.

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Guerci spiega l’etnomedicina come lo “studio delle medicine tradizionali dei popoli” che “si occupa in una visione temporo-spaziale dei procedimenti preventivi, igienici, curativi sia magico-religiosi (spirituali) che empirici”.

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Il Museo possiede una collezione unica di oggetti provenienti da oltre 100 gruppi umani legati alle diverse tradizioni mediche del mondo” si legge ancora sul sito, laddove si specifica che “l’approccio del Museo alle Medicine tradizionali comporta una lettura, di grande attualità, dei problemi sanitari, antropologici, sociali ed ecologici legati alla salute, al benessere e all’ambiente”.

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Tra i temi affrontati, Acque salutari e sacre, Aldilà e etnomedicina, Alimento farmaco, Amuleto e talismano, Ayurveda, Cromoterapia, Dépigmentazione artificiale della pelle, Dolore, Fitoterapia, Massaggio, Mineraloterapia, Medicina Teologica, Tabacco, Zooterapia.

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Quindi le varie forme di medicina come quella araba, cambogiana, del Giappone e del Madagascar.

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Le medicine tradizionali affrontate sono invece quella tibetano-mongolica, cinese, dell’America Latina, dell’Indonesia, della Malesia, della Thailandia, dell’Africa sub-sahariana.

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Non mancano sezioni più cruente, come quelle riguardanti le Mutilazioni del corpo, le Operazioni dei chirurghi guaritori delle Filippine e l’impressionante pratica della Trapanazione del cranio.

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A guidarci nella visita al museo è Elena Limardo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale.

Info: www.etnomedicina.unige.it

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Collabora con la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus. Docente universitario a contratto dal 2000, attualmente alla IULM di Milano, facoltà di Arti, Turismo e Mercati; ha insegnato anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Saggista: ha pubblicato nel 1997 Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia per Falsopiano, nel 2004 Cosa resterà… per la Mondadori, nel 2007 Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane. Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la Garzantina Cinema curata da Gianni Canova. Scrittore: ha pubblicato nel 2008 Quello che non ti aspetti, romanzo per Sperling & Kupfer. Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, il Mucchio Selvaggio. Autore televisivo: ha lavorato con Piero Chiambretti per Markette su La7 e per il Dopofestival di Sanremo su Rai Uno, con Maurizio Crozza per Crozza Italia Live, con Francesco Facchinetti per X Factor e Scalo 76 su Rai Due e in Ciak… si canta su Rai Uno (con la co-conduzione di Belen Rodriguez), con Vanessa Incontrada per Wind Music Awards su Italia Uno, con Paolo Bonolis per Speciale SanremoLab su Rai Uno. Ha firmato anche molte altre trasmissioni per RaiUno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (Gli Sgommati), Mediaset (autore di comici di Zelig e Zelig Off) e La7.
Regista televisivo: Come and Dance Rihanna (con Garrison del programma Amici), quindi servizi, live ed esterne per Rai (Su e Giù di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali. Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato Dedicato a te per il gruppo Le Vibrazioni, quindi Cleptomania per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri. Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia. Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo CabaRE’ al Derby di Milano. Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada. Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri. Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt. E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI. Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset. E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
www.domenicoliggeri.it


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