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Museo di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte, a Bova (RC)

Pubblicato il: 6 ottobre 2016 alle 3:00 pm

museo paleontologia e scienze naturali bova aspromonte 1

Un museo sulla profondità.

La profondità geologica da cui provengono i reperti.

La profondità cronologica, riferita all’estrema lontananza temporale dei temi trattati.

Ma soprattutto la profondità del legame con il territorio di appartenenza, perché il Museo di Paleontologia e Scienze Naturali di Bova, in provincia di Reggio Calabria, racconta intimamente, fin dalle sue viscere, l’Aspromonte in cui si trova, indagandone il cuore atavico per comprenderne lo splendore odierno.

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Un cuore che non è soltanto quello metaforico dell’ipogeo più profondo, ma anche l’altro, reale, della curatrice del museo, Caterina Mesiano, della quale si percepisce l’amore con cui si occupa della struttura, con un’acuta competenza scientifica pari all’impegno divulgativo.

Se a ciò si aggiunge quanto sia illuminata una pubblica amministrazione locale che finanzia una simile impresa culturale, ben si comprende allora che siamo davanti a un raro gioiello che merita una visita e perfino il viaggio.

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In tempi di trionfo dello storytelling museale affidato alla tecnologia spinta, commuove essere condotti per le sale con la sola forza evocativa delle parole e con quella sempre più rara nei musei del contatto fisico con i reperti. Toccare la cultura materiale, ascoltarne il racconto prestando attenzione a chi parla, sono elementi preziosi che ogni struttura museale del Paese dovrebbe recuperare e mettere in primo piano, invece di inseguire proiezioni in 4D, Oculus, realtà aumentata e tutto lo sciocchezzaio da videogame.

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Il sito del comune di Bova spiega che il museo è allestito nei locali dell’ex Pretura ed è dotato di diverse sale e di un ampio salone centrale, in cui le “vetrine espositive si succedono come in un itinerario ideale capace di far percepire ai visitatori il magico fluire del tempo”.

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L’orgoglio identitario è affermato già all’ingresso in cui “giganteggiano alcune carte geografiche del Parco Nazionale dell’Aspromonte, nel cui ambito ricade il Comune di Bova, delineando i confini del Parco evidenziando le risorse naturali esistenti”, proseguendo con “abbondante materiale di studio specifico della Calabria e di Reggio in particolare”, interessantissimi per studiosi e appassionati.

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“Il Museo è unico nel Meridione per l’importanza dei reperti che custodisce all’interno delle sale espositive”, si sottolinea, “poiché i ritrovamenti testimoniano importanti momenti della storia evolutiva della Calabria: la collezione comprende un gran numero di esemplari fossili, circa 15.000, concernenti faune e flore calabresi, utili testimonianze paleogeografiche, di clima, di ambiente che abbracciano un gran lasso di tempo”, cui occorre aggiungere “reperti provenienti da diverse parti del mondo per far capire l’evoluzione della vita durante le diverse ere”.

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Fin dalla sua apertura avvenuta alla fine del 2012, il Museo svolge un’intensa attività didattica, soprattutto con i più piccoli, oltre ad accogliere “molti gruppi di associazioni e visitatori interessati a conoscere la Calabria ed in particolare l’Aspromonte, dal punto di vista geologico e paleontologico”.

Affascinano le storie di specie animali scomparse di cui qui ci sono ancora tracce, ma anche e soprattutto la trasmissione del principio che siamo in eterno divenire, di fronte al maestoso dipanarsi dell’Evoluzione nei meandri del Tempo.

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Con la nostra telecamera abbiamo documentato il realismo magico che aleggia nelle sale di questo encomiabile museo.

Info: www.comune.bova.rc.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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