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Museo G.B. Filippa a Rimella (VC), sguardo sul mondo come dovere civico

Pubblicato il: 18 settembre 2019 alle 7:00 am

Un’esposizione nata come atto di commovente generosità, grazie alla profonda umanità e alla sensibilità sociale del fondatore che volle offrire ai suoi concittadini la possibilità di gettare uno sguardo sul mondo esterno anche se essi non avevano la possibilità di muoversi: è così che il G.B. Filippa di Rimella, in provincia di Vercelli, è diventato nella prima metà dell’800 il primo museo civico del Piemonte.

A motivare il fondatore Giovanni Battista Filippa fu la circostanza di avere avuto, al contrario dei suoi compaesani di Rimella, la possibilità di allontanarsi dal piccolo centro della Valsesia e di viaggiare molto, riuscendo in questo modo a conoscere quel mondo invece del tutto ignoto alla comunità di appartenenza.

Così, dopo una vita avventurosa spesa tra emigrazione in tenera età e un’intensa attività bellica che lo vide “prestare servizio militare nelle truppe napoleoniche (1807) con cui partecipò, fra l’altro, alla campagna di guerra in Spagna”, una volta congedato e tornato nel luogo di nascita, decise nel 1836 di dare vita a un “gabinetto di curiosità e cose rare”, come lui stesso “amava definire il piccolo museo che fu poi a lui intitolato”.

Tutto è nato dalla “donazione delle collezioni di Giovanni Battista Filippa (1778 – 1838) a favore della Comunità”, costituite da “una raccolta di libri, monete e oggetti vari di provenienza diversa”, pazientemente messa insieme dallo stesso fondatore.

Lo scopo dichiarato era di stimolare “la curiosità e gli interessi degli abitanti di Rimella”, offrendo loro “un’idea della complessità e della varietà del mondo”, attraverso materiale “estremamente eterogeneo e insolito”, incrementato alla sua morte avvenuta nel 1838 “grazie soprattutto all’interessamento del pittore Maurizio Antonini e del parroco Gaudenzio Cusa”.

E’ così che oggi tale “anelito di conoscenza e pegno di amore per la sua gente”, secondo la felice definizione dell’antropologo torinese Paolo Sibilla impressa su una lapide posta all’ingresso, consente un affascinante viaggio visivo ma anche interiore nelle stanze allestite all’interno di un bell’edificio storico nella frazione Chiesa.

Un pannello fa comprendere l’elevato valore del museo, nato nella Rimella di allora per raggiungere la quale erano necessarie anche sei ore di cammino a piedi da Varallo, un “mondo chiuso” in cui si faticava per la sopravvivenza, dove “l’unica fonte di informazione erano i racconti degli emigranti”: l’esposizione consentiva invece “di vedere e toccare oggetti curiosi provenienti da tutto il mondo”, grazie alla rara sensibilità di Filippa verso “gli interessi enciclopedici e le correnti culturali più avanzate”.

Lungo il breve ma concentrato percorso di visita si incontrano memorie dei vecchi allestimenti, interessantissime per cogliere le origini dello storytelling museale, con le sue ingenuità ma anche tanta eleganza lessicale e formale…

… medaglie con il loro portato onorifico…

 

… pietre di pregio geologico riunite in una litoteca…

… e una xiloteca che raccoglie esemplari legnosi significativi…

… una suggestiva teca che condensa la selezione di conchiglie di una malacoteca…

… quindi immancabili uccelli impagliati nello stile dei musei di scienze naturali.

Ma è anche un museo da leggere, grazie a cartelli che narrano la storia locale…

… i beni culturali del posto e i suoi simboli…

 

… per approdare a un notevole approfondimento sui costumi locali…

… con il loro portato di grazia estetica e significati arcaici.

A definire il genius loci concorrono cenni al suo passato più problematico, dalle difficoltà della scolarizzazione…

… al dramma dell’emigrazione…

… fino al riscatto operato dall’arte contemporanea, rappresentata da diverse opere presenti nel museo.

In alcuni angoli del tragitto, si incontrano anche tracce delle guerre con armi e oggetti appartenuti a soldati…

… e strumenti degli antichi mestieri.

Uscendo dal museo, ti rimane impresso lo spirito della popolazione locale illustrato dall’allestimento, ma anche e soprattutto quel gesto di filantropia di Filippa che ancora oggi vibra di autentica solidarietà intellettuale e materiale.

Nel video sottostante, le immagini colte durante la nostra visita al museo.

Info: http://www.comune.rimella.vc.it/Home/Guidaalpaese/tabid/13330/Default.aspx?IDPagina=5175

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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