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Museo Storico del Rame “Gerbasi” ad Agnone, pezzo di storia del Molise

Pubblicato il: 28 novembre 2018 alle 7:00 am

Tra i tanti importanti elementi identitari del meraviglioso Molise, un posto di rilievo è occupato da un metallo che affianca l’umano divenire da oltre dieci millenni, come racconta con entusiasmo umano e precisione scientifica il Museo Storico del Rame Francesco Gerbasi di via Marconi 61 ad Agnone, in provincia di Isernia.

E’ intitolato a Francesco Gerbasi, classe 1856, capostipite di una famiglia che ha legato il proprio nome da sempre alla “millenaria arte del rame”, tanto che ancora oggi è titolare di una prestigiosa azienda del settore come LaRamera che a buon diritto si presenta come “erede del passato, custode del presente, responsabile del futuro”.

Arte del rame che viene orgogliosamente definita “agnonese”, per sottolineare il remoto e solido legame di questo centro con la lavorazione di uno dei materiali più affascinanti che la Natura ci abbia donato.

Le parole chiave che ispirano l’allestimento sono “sudore”, “sacrifici”, “ingegnosità”, “ricchezza”, cardini semantici di un’avventura umana esemplare, di altissima levatura morale.

L’esposizione è di argomento etno-antropologico, con forte accento pedagogico, poiché si propone sì di narrare una storia di lavoro collettivo insieme a una vicenda imprenditoriale specifica, ma anche di spiegare un’attività materiale in tutti i particolari, sviscerandone le evoluzioni storiche, la portata sociale, l’incidenza economica, le sfumature artistiche.

Il criterio allestitivo è quindi induttivo, puntando sulla ricostruzione degli ambienti che hanno ospitato nel tempo ogni fase di lavoro, attingendo soluzioni tanto dalla messa in scena teatrale quanto dalla più classica museologia d’impresa tesa alla visualizzazione del saper fare.

Progetto ambizioso ma perfettamente centrato e credibile, grazie all’uso dei reali strumenti di lavorazione e di preziosi reperti, ciascuno portatore di una narrazione.

Un’impostazione che si presta ad attività didattiche e laboratori.

Un museo materico che non dimentica però l’utilizzo dei dispositivi più efficaci nella trasmissione del sapere in chiave popolare, come l’audiovisivo, tanto da affidare a un suggestivo video l’introduzione alla visita, un documentario realizzato dall’associazione Kerres di Agnone che illustra nel dettaglio la lavorazione del rame, anche attraverso immagini rare.

Il tragitto di conoscenza proposto dal museo prende le mosse dalla raffigurazione della Fonderia, in cui un manichino si staglia con la sua figura sulla sagoma dei magli e di un enorme mantice, attraverso i quali governare la crepitante potenza generatrice del fuoco che porta a forgiare capolavori dell’estro umano e della sua perizia artigianale.

L’ambiente è unico ma la suddivisione tematica del museo si percepisce perfettamente, così è chiaro il passaggio dalla fonderia alla Bottega del ramaio, regno di impegno fisico che si sublima in vette creative.

In quest’area, ogni oggetto diviene ode alla manualità, quindi tributo a quelle capacità che hanno consentito al genere umano di evolversi ed elevarsi, le quali pertanto meriterebbero oggi maggiore considerazione e rispetto.

La loro disposizione spaziale, aiutata dal gioco prospettico, assume connotati evocativi, manifestazione di grande sensibilità e buon gusto nel valorizzare la nobiltà lignea degli attrezzi.

In successione, scorrono davanti allo sguardo tanti oggetti familiari a tutti, contraddistinti da quel magnifico colore che suggerisce solidità e senso del tempo, insieme a un corredo di ricordi collettivi che risiede in ognuno di noi.

Ogni angolo del percorso espositivo è pronto a fare zampillare un pezzo di storia del Molise, attraverso vecchie foto…

… ed emozionanti schegge di memoria, come la teca che contiene manici di braciere del 1400…

… mentre avvicinandosi alle opere si può avvertire il talento di chi riesce a dare vita alla Bellezza partendo da un’anima di rame.

Grande la responsabilità sociale d’impresa espressa dalla struttura, palesata anche attraverso la sua opera di divulgazione delle eccellenze del territorio, come il Confetto riccio, tipicità gastronomica di Agnone.

La visita chiarisce perché il rame venga chiamato l’oro rosso e abbia instaurato il rapporto ancestrale per eccellenza tra l’Uomo e un metallo.

D’obbligo naturalmente un passaggio nella contigua bottega dei Gerbasi ricca di pezzi molto apprezzati dal mercato.

Nel video che segue, le immagini raccolte durante la nostra visita al museo.

Info: https://www.museodelrame.it/it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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