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Nelle vigne in Valpolicella di re Amarone

Pubblicato il: 14 marzo 2019 alle 3:00 pm

Vaio dei masi. In questa piccola valle nel cuore della Valpolicella la famiglia Boscaini acquista vigneti di pregio alla fine del XVIII secolo e oggi l’azienda è leader nella produzione di Amarone con uno dei suoi riconosciuti interpreti storici, Sandro Boscaini, Presidente di Federvini.

Il vigneron che ha sperimentato, con i professori Antonio Cali e Attilio Scienza, i nuovi protocolli dei vini a doppia fermentazione, individuando i parametri NASA dell’appassimento naturale superassistito (umidità, temperatura, ventilazione, peso). Regalandoli alla comunità enologica e affinando la tecnologia relativa.

Sandro Boscaini ci porta in cantina, passiamo fra le cassette di canne di bambù cerate dove appassiscono le uve di Corvina, Rondinella, Molinara e la recuperata Oseleta, interessante anche in purezza.

“Perdono il 40 per cento di liquido. Poi si passa all’acciaio, al fusto veronese o alle botti grandi, tutte di rovere francese (in ciliegio solo da Serego Alighieri, con cui collaborano da anni). Macerazione a freddo, pressaggio lento e delicato. Poi rabbocchiamo”.

L’azienda ha vigne in Soave, Valdobbiadene, Friuli, Toscana (Poderi del Bello Ovile in biologico) e Masi Tupungato in Argentina. Ho ritrovato un’evoluzione moderna, naturale, dei Valpolicella maturi e riserva, Amaroni scarichi di zuccheri, dal gusto più attuale, grande estrazione del frutto ed eleganza nel legno. La valorizzazione delle vecchie vigne.

L’Osar, Oseleta in purezza, è una bellissima scoperta.

Tre abbinamenti a pranzo da Serego Alighieri, alla tradizionale Baita Fraina di Cortina e a cena al Cristallo (ottima cucina).

Buoni i bianchi Serego, Garganega, Sauvignon e il Valpolicella Montepiazzo.

Alla Baita cortinese Conte Federico Riserva 2013 Bossi Fedrigotti, bollicina notevole dei partner di Rovereto, Il Pinot Grigo friulano Masi, il Brolo Campofiorin Oro 2015, punteggio alto, l’Amarone Riserva Costanera 2013, superbo. Il Cartizze Valdobbiadene Superiore Docg Dry Canevel di Masi, “con le uve raccolte a mano – racconta Raffaele Boscaini – e spumantizzate da Bossi”.

La vetta a Col Deuscié con Campolongo di Torbe Amarone Classico

2007 e 2011, Amarone Mazzano 2011. Commoventi. Con le etichette scritte a mano.

 

Info: http://www.masi.it/ita/home

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 16 febbraio 2019

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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