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Il numero dei ravioli, la testa del pesce, la forma delle polpette…

Pubblicato il: 2 aprile 2019 alle 3:00 pm

Significanti. Se i ravioli risalgono a 1800 anni fa e si preparano in condivisione con amici stretti e parenti, le varie Regioni della Cina danno significati diversi agli otto piatti fortunati di ogni Capodanno cinese.

Bon Wei, che ha in carta tutti i distretti gastronomici cinesi, racconta così il suo menu. Con la notevole Zuppa Rossa si servono i dim sum (jiaozi) benauguranti: più se ne mangiano a Capodanno e più denaro si guadagna nell’anno che viene. Se nel Nord della Cina l’abbondanza è augurata dall’offerta di piccoli dim-sum, nel Sud si servono invece gli Niángao. Gnocchi di riso di Capodanno, la traduzione di questo ideogramma significa infatti “ogni anno sempre di più”, perché il significato augurale è filo conduttore dell’intera festa. Un tempo si preparavano a mano pestando in un mortaio di pietra il riso cotto a vapore, mescolandolo poi con acqua e sale per ottenere una pasta densa (operazione chiamata Shi Jiu). E l’impasto poteva essere più sottile, Hong Kong, o masticabile e spesso, nel Nord.

Oggi invece si compra l’impasto fresco e lo si taglia a piacere. Il pesce, la cui traduzione in cinese ha significati simbolici e augurali, nelle case viene servito in quantità tali da renderne certo l’avanzo sempre per questioni scaramantiche e con la testa rivolta verso l’ospite più importante (perché la testa viene sempre prima della coda). Non deve mai essere girato nel piatto: porta sfortuna (ricorda alla gente di mare una barca che affonda).

A fine pasto rafforza l’augurio di prosperità la tradizionale chiusura con le Polpette dolci di riso, con la loro forma sferica, rappresentano la riunione della famiglia.

 

Info:  http://www.bon-wei.it/2019/01/29/dal-4-al-17-febbraio-il-menu-del-capodanno-cinese-2019-anno-del-maiale/

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 02 febbraio 2019

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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