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Nuraghe Su Nuraxi a Barumini, il complesso cuore della Sardegna

Pubblicato il: 23 settembre 2021 alle 7:00 am

Un luogo di luminosa eterna bellezza ma basato su intricati misteri millenari, capace di sfoderare ingegneria futuribile per il suo tempo ma alimentata da credenze ancestrali, in un complesso legame tra il pragmatismo della terra e l’elevazione dell’ispirazione spirituale: parli di Su Nuraxi a Barumini e sembra di descrivere al tempo stesso l’intera Sardegna che lo ospita, tale è il suo valore identitario e la totale coincidenza con i valori antropici dell’Isola.

Infatti la Fondazione Barumini che gestisce questa meravigliosa area archeologica sita nella provincia del Sud Sardegna spiega che “visitare Barumini e il suo territorio significa andare alla scoperta di un mondo ricco di storia e tradizione”, di cui “la più importante fra le testimonianze di questo glorioso passato è senza dubbio l’area archeologica Su Nuraxi, scoperta e portata alla luce nel corso degli anni ’50, durante gli scavi condotti dal grande archeologo Giovanni Lilliu”.

Si tratta di un’area “costituita da un imponente nuraghe complesso, costruito in diverse fasi a partire dal XV secolo a.C. e da un esteso villaggio di capanne sviluppatosi tutto intorno nel corso dei secoli successivi: un luogo unico nel suo genere e per questo, ormai dal 1997, riconosciuto dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

E’ una formidabile testimonianza della civiltà nuragica che “si sviluppa in Sardegna lungo un arco cronologico di circa 1000 anni (1500-500 a.C.) dando vita ad una struttura sociale molto complessa e articolata” che “prende il nome dal monumento più caratteristico del periodo,  il nuraghe”, lemma che indica sia “mucchio di pietre” che “cavità”, chiaro riferimento al suo “tipo di architettura militare con mura turrite”.

In Sardegna se contano oltre 7000 di nuraghi nelle varie declinazioni, circa trenta dei quali nel solo territorio di Barumini.

Di questo sterminato patrimonio, Su Nuraxi è assurto a sineddoche, diventando nel tempo il più rappresentativo dei cosiddetti nuraghi complessi, ossia “costituiti da più di una torre”.

Gli studiosi hanno fissato lo sviluppo del fenomeno “principalmente tra il Bronzo Medio e il Bronzo Recente con funzione strettamente militare; molto simili ai castelli medievali, pur essendo più antichi di quasi 3000 anni, servivano, infatti, per difendere il territorio circostante”, mentre nei periodi seguenti “verranno riadattati e riutilizzati fino all’età  del Ferro” anche “dalle popolazioni che subentreranno a quella nuragica”, creando un sincretismo che li ha condotti fino a noi.

Dal punto di vista strutturale “il principale materiale utilizzato per la sua costruzione è il basalto, una pietra vulcanica molto dura proveniente dall’altopiano della Giara”, mentre sul piano della realizzazione essa è avvenuta a più riprese, con aggiunte di parti di edifici a intervalli anche di secoli.

Si è partiti nel Bronzo Medio (1500-1300 a.C.) con “la torre maggiore (il mastio), ossia il nuraghe semplice a tholos” con al suo interno “camere circolari con pareti aggettanti”, poi al mastio fu addossato “un robusto corpo murario a schema di quattro torri minori unite mediante delle cortine rettilinee, orientate secondo i quattro punti cardinali”, quindi si aggiunse l’agglomerato del villaggio e una cintura muraria.

Una delle parti più importanti di tale villaggio è la Capanna 80 chiamata anche “capanna delle assemblee, sala delle riunioni o curia”, un “vasto edificio circolare che presenta lungo il perimetro interno un sedile anulare e nelle pareti 5 nicchie, all’interno del quale sono stati trovati vari elementi riconducibili all’area sacra e rituale che fanno supporre che all’interno dell’edificio avessero luogo le assemblee della comunità”. Nel momento in cui vi si accede durante la visita, la suggestione è forte, come se si avvertisse ancora la sua sacralità e la vita sociale che vi si è svolta.

Dal tramonto della civiltà nuragica, il sito ha conosciuto periodi di rovina, abbandono e poi di trasformazione, intervallando “finezze tecniche e forme di arredo urbano” di una certa eleganza antica, nuove applicazioni volumetriche e geometriche, raggiungendo “il grado maggiore di complessità e di evoluzione” tra le strutture omologhe.

Una visita necessaria per comprendere quanto siano lunghe e solide le radici storiche della civiltà sarda, nonché per avere conferma di quanto siamo piccoli oggi davanti alla monumentalità del genio umano, qui fuso con un genius loci emozionante come pochi.

Info: http://www.fondazionebarumini.it/it/area-archelogica-su-nuraxi/

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L'autore

Domenico Liggeri

è attivo dal 1988 nel mondo della comunicazione in tutti gli ambiti, dalla televisione al cinema, dal giornalismo professionistico ai video musicali, dall’insegnamento universitario alla regia, dall’editoria libraria al teatro, dal web alla carta stampata.
Attualmente firma come autore la trasmissione Tiki Taka su Italia Uno condotta da Piero Chiambretti, scrive per i mensili della casa editrice del calendario di Frate Indovino per la quale ha appena pubblicato il suo nuovo libro; inoltre è direttore responsabile della testata giornalistica on line Storie Enogastronomiche specializzata in enogastronomia e turismo culturale, Presidente della Giuria del Festival Internazionale del Videoclip IMAGinACTION, docente universitario della IULM di Milano e per vari insegnamenti in diversi master della Business School della RCS Academy del gruppo editoriale che comprende il Corriere della Sera.

Da oltre vent’anni svolge attività di docente in varie Università, come IULM, Cattolica di Milano, Dams di Bologna, IED - Istituto Europeo di Design e per l’Istituto Internazionale di Ricerca e Studi Avanzati del Ministero per i beni e le attività culturali.
Ha pubblicato diversi volumi come saggista e scrittore, per case editrici come Bompiani, Mondadori e Sperling & Kupfer: diversi suoi volumi sono stati adottati da varie università italiane. E’ autore di voci per alcune delle più importanti enciclopedie italiane.
Come autore televisivo ha lavorato con Piero Chiambretti, Maurizio Crozza, Francesco Facchinetti, Belen Rodriguez, Vanessa Incontrada, Paolo Bonolis, Giancarlo Magalli, Claudio Lippi, Elisa Isoardi, Pupo, scrivendo anche per alcuni comici di Zelig (tra cui Leonardo Manera) e firmando molte trasmissioni soprattutto di prima serata per tutte le reti Rai e Mediaset, ma anche per La7 e Sky. Tra le sue trasmissioni più note, Dopofestival di Sanremo su Rai Uno, Markette e Crozza Italia Live su La7, X Factor su Rai Due, Wind Music Awards su Italia Uno. E’ stato direttore editoriale della tv musicale satellitare Match Music, mentre per i Festival di Sanremo del 2004 e del 2005 ha realizzato come autore unico i profili dei cantanti andati in onda sulle reti Rai e gli spot ufficiali della trasmissione. Come regista televisivo ha firmato servizi, live ed esterne per Rai, Mediaset e diverse tv musicali, nonché l’evento multimediale Come and Dance Rihanna con Garrison di Amici di Maria De Filippi. Ha collaborato come autore e copywriter a vari spot per alcune campagne della Wind. E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker voluta da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central).
Giornalista professionista dal 1996, ha scritto per Il Giorno, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale di Sicilia, Maxim, Campus, Frate Indovino, InTV, svolgendo anche attività di critico cinematografico (Duel, Ciak) e critico musicale (Maxim, il Mucchio Selvaggio). Suoi servizi sono stati pubblicati on line anche da Tiscali.it e LiberoQuotidiano.it, Rockol, Mtv.it.
Regista di videoclip, ha firmato il pluri-plagiato Dedicato a te per il gruppo Le Vibrazioni, Cleptomania per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista e sceneggiatore cinematografico, è autore di vari cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti dalle strutture di Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati a prestigiose rassegne in Italia e all’estero come Torino Film Festival, Locarno International Film Festival, Bellaria Film Festival, FIFF - Festival International de Films de Fribourg, Genova Film Festival, Capalbio International Film Festival. E’ stato assistente alla regia di Roberta Torre e collaboratore di Ciprì e Maresco. Ha firmato un contratto come soggettista, sceneggiatore e regista per un film lungometraggio con l’importante casa di produzione Lux Vide (Don Matteo, Che Dio ci aiuti, L’Isola di Pietro).
Come autore e regista teatrale, ha portato in scena lo spettacolo CabaRE’ al Derby di Milano e altre opere come quella che ha visto quali protagonisti Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada al Teatro Donizetti di Bergamo.
E’ stato ideatore e direttore artistico della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri. Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt. E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica marchigiana Ultrasuoni (prima label italiana distribuita dalla multinazionale tedesca Edel) e ha svolto anche attività di produttore artistico musicale, realizzando album di diverse rock band per etichette come la CNI - Compagnia delle Nuove Indye.
www.domenicoliggeri.it


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