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Osteréa dè la Anetì, la vera cultura gastronomica di Bergamo

Pubblicato il: 24 febbraio 2016 alle 4:30 pm

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Una vera grande osteria che rappresenta non soltanto un’esperienza ludica, ma anche storica e antropologica: l’Osteréa dè la Anetì in via Pinamonte da Brembate 10 a Bergamo è un’istituzione culturale importante quanto l’Accademia Carrara, tutelando l’identità bergamasca con il recupero delle sue tradizioni alimentari ancestrali.

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Come nel caso di un piatto commovente come la Polenta e latte, antico pasto povero della sera che qualunque lombardo proveniente dal mondo contadino ricorda ancora ma che si era perduto: non potendo usare – a causa delle ridicole fisime dei salutisti e delle leggi sanitarie liberticide – il latte appena munto, se ne ricrea la cremosità aggiungendo al latte intero “un pizzico di mascarpone e un goccio di panna fresca”.

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Se ne può gustare anche la pazzesca versione gelato, prodotta dalla Gelateria Pan di Zucchero a Villa d’Alme…

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… servita con l’aceto invecchiato bergamasco, il Balsamo degli Angeli, elisir più delicato di quello emiliano e quindi in grado di sposarsi bene con i cibi senza coprirne il sapore.

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Nel “menu bergamasco” l’apertura è affidata a formaggi e salumi della zona. L’arte casearia che ha reso Bergamo capitale europea con nove dop, qui è ben rappresentata dallo strepitoso Strachitunt, potente erborinato, quindi dagli ottimi Branzi, Formai de Mut, formaggella della Val di Scalve e dal re Taleggio.

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Tra i salumi, troneggia la Bresaola Orobica, insieme a un delizioso prosciutto crudo, al lardo e all’archetipico salame bergamasco.

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Stessa intensa ricerca nei primi.

Immancabili i Casoncelli alla bergamasca (i più buoni in città)…

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… meno scontato trovare un’antica pasta ripiena povera proveniente dalla piccola località di Parre, gli Scarpinòcc, dal ripieno di pane e formaggio.

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Ci siamo fatti raccontare questo “menu bergamasco” dell’Osteréa dè la Anetì da Silvia Verzeri e Paolo Gherardi.

Tra le altre specialità, molto apprezzati gli Gnocchi della Anetì: “l’impasto è quello classico, noi però li teniamo abbastanza più consistenti e grossi”, mentre “il condimento è una fonduta con un nostro mix di formaggi, con aggiunta di panna fresca, crema di radicchio e nella mantecatura una spolverata di grana padano”.

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Curatissima e mirata la selezione dei vini e delle birre artigianali, tutti dei dintorni. Quella dell’Anetì è una cucina che chiama vini rossi e quelli della Locatelli Caffi non tradiscono, soprattutto l’equilibrato I Filendri, taglio bordolese    di Merlot (50%) e Cabernet Sauvignon (50%).

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Dopo pasto da affidare certamente alla Pòta! Che Grappa prodotta nel comune di Mapello per conto delle Distillerie di Sarnico da “vinacce prodotte e vinificate da aziende vitivinicole della provincia di Bergamo”, sul cui sito si afferma che “questa grappa è l’unica distillata in provincia di Bergamo”, dal 1897.

Buone anche le grappe di Locatelli Caffi.

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La Anetì è una delle osterie più rigorose e appaganti di tutta Italia, a partire dall’uso dell’idioma bergamasco per il menu e il sito: scandaloso che non sia stata inserita nella guida di Slow Food, forse in assoluto la più grave delle mancanze sempre più numerose di questa pubblicazione un tempo maggiormente attendibile e oggi in sensibile calo.

Per fortuna i clienti ne capiscono più dei collaboratori delle guide e affollano questo locale, tributandone un meritato trionfo.

La parola a due dei quattro soci di questo gioiello della ristorazione italiana, per descriverci davanti alla telecamera la filosofia del locale.

Info: www.aneti.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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