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Osteria della Peppa a Fano, la vera cucina dell’entroterra marchigiano

Pubblicato il: 26 ottobre 2016 alle 9:50 am

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Promuovere una cucina di terra in una città in cui tutti i ristoranti propongono una ricetta di mare, è segno inequivocabile di grande personalità. All’Osteria della Peppa, in via Vecchia 8 a Fano, il Brodetto alla Fanese lo si trova soltanto nel periodo dell’apposito festival, a inizio autunno, mentre per il resto punta orgogliosamente sulla vera cucina dell’entroterra marchigiano.

Vera perché le materie prime arrivano dai produttori del territorio e perché sempre nella medesima zona sono state recuperate antiche ricette contadine.

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Una radicalità sorprendente se si pensa alla giovane età dei gestori, i quali hanno adottato come slogan una frase di Gaudì: “l’originalità è il ritorno alle origini”. Per Martina, Marco e Mirco la frase dell’immenso architetto catalano “sta a significare che la differenza è il ritorno ai sapori, ai gusti e ai valori che la gastronomia del territorio rappresentano in termini di collegamento forte con l’agricoltura, l’allevamento e la viticoltura dell’entroterra marchigiano ricco di prodotti e valori inimitabili: ripartire dalle origini dei sapori quelli del ricordo fatti a mano con passione utilizzando i prodotti acquistati solo da allevatori e agricoltori del territorio per valorizzarlo e promuoverlo come elemento di riconoscibilità della città di Fano”.

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Una dichiarazione d’intenti che rappresenta la più lucida affermazione di ciò che deve essere la ristorazione italiana autentica, ovvero espressione culturale e antropologica totalmente legata alla Storia e alla Tradizione di uno specifico territorio.

Esemplare in tal senso il riconoscimento che il locale ha ricevuto da parte del progetto Campagna Amica nel Piatto, la “Rete della Ristorazione Italiana che valorizza la filiera agricola del nostro Paese”, promuovendo una “nuova alleanza tra produttori agricoli italiani e imprese della ristorazione che privilegia l’impiego di materie prime di esclusiva provenienza nazionale”, sostenendo la cultura del chilometro zero e della cucina di territorio (www.campagnaamica.it).

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Il marchio dell’iniziativa campeggia sul menu del locale, in quanto “prima Osteria di Campagna Amica che utilizza prodotti agricoli del territorio per garantire la genuinità”.

Primo esempio di ciò e vanto del locale, la pasta fatta in casa. E’ così importante che l’osteria ha aperto vicino alla sede della ristorazione anche un altro negozio, in cui delle artigiane lavorano a mano la pasta come una volta.

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La pasta prodotta serve principalmente per approvvigionare l’osteria, ma è anche possibile acquistarla e portarla a casa, ammesso che la si trovi, perché va letteralmente e comprensibilmente a ruba.

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E’ Martina Carloni a spiegarci perché sia così importante tale lavorazione della pasta.

Di questa produzione di pasta, abbiamo provato le tagliatelle: effettivamente la qualità si sente, per l’eccezionale fragranza e genuinità dell’impasto, insieme alla freschezza degli ingredienti.

A ciò si aggiunga un ragù strepitoso, ricchissimo di carne anche a pezzettoni, ma… attenti alle ossa! Sì, perché il ragù è talmente rustico e sincero che si possono trovare pezzi di ossa, come avverte puntualmente il personale di servizio.

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Altra peculiarità dell’Osteria della Peppa è il recupero di antiche ricette contadine della zona, azione per la quale i gestori meriterebbero il sostegno del ministero dei Beni e delle attività Culturali.

Uno dei due piatti recuperati sono le Cresc tajat con fagioli, fenomenale per la carnosa consistenza della pasta, quasi dei maltagliati molto spessi caratterizzati dalla presenza della farina di mais. Golosissimo il sugo, con la salsiccia a pezzi grossi e qualche cotica che impreziosisce.

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Altro piatto della memoria bucolica marchigiana, la Pasticciata, la quale, malgrado il nome, è invece un’elegante pietanza di carne bovina che nel fanese e nel pesarese veniva preparata durante le feste.

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La cura della cucina del locale si nota dalla squisitezza dei contorni, come le verdure coltivate nell’orto degli stessi gestori: strepitosa la scarola, saltata con le olive.

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Contorno da accompagnare con dell’ottima focaccia, stuzzicante e molto ghiotta grazie a un impasto dalla particolare friabilità.

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L’osteria dispensa cultura anche in ambito enoico, grazie a una carta dei vini rigorosamente territoriale che permette di viaggiare tra le referenze della zona e quindi di fare piacevolissime scoperte.

Irrinunciabile provare il vino bianco identitario della provincia di Pesaro e Urbino, il Bianchello del Metauro: minerale, titillante, fresco, aromatico, è incredibile come si sposi perfettamente anche con pietanze per le quali normalmente si sceglierebbe un rosso, merito di una personalità organolettica fuori dal comune.

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I gestori invece producono in proprio El Rosc, un Sangiovese su base Merlot, irrobustito dall’affinamento in legno, solido sui sapori forti.

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L’attenzione e l’amore dei gestori per questa attività si nota anche dai particolari, come la cura estetica del locale, tra sprazzi di allestimento in stile museo della cultura contadina…

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… e grande gusto perfino nell’arredo dei servizi igienici.

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Abbiamo così chiesto ancora a Martina Carloni di entrare nei dettagli della filosofia del locale e della sua attività concreta: ha risposto davanti alla nostra telecamera.

Info: www.osteriadallapeppa.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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