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Da Paillard il N.P.U. delle bolle

Pubblicato il: 8 novembre 2019 alle 3:00 pm

Alice Paillard ha portato in anteprima alla Langosteria Cafè Milano la Cuvée N.P.U Nec Plus Ultra 2004 della maison, “il più grande vino di Champagne possibile”.

Il sogno del mitico padre Bruno e due altre bottiglie da collezione della stessa annata, il Blanc de Blancs – Extra Brut Grand Cru e il Brut Assemblage 2004, abbinati al “miglior pesce possibile a Milano”.

Solo “annate fuori dalla norma”, ricorda Alice, sei cuvée dal primo Nec Plus Ultra 1990. Il 2004 è un’annata sorprendente, “discontinua ma armoniosa – racconta Alice Paillard -, freddo caldo alternati, vendemmia settembre ottobre, anche tardiva, lunga fase di maturazione”. Fresco, caldo e secco, piovoso, ma settembre soleggiato, con temperature elevate.

Solo Grands Crus, sei villaggi rinomati in Champagne: Oger, Le Mesnil sur Oger, Chouilly, Verzenay, Mailly e Bouzy. Le uve sono in esatta quantità tra Chardonnay e Pinot Nero. “Cresce in 10 mesi in piccole botti di quercia (barrique)”: è durante l’estate successiva alla vendemmia, nel luglio del 2005 che viene fatto l’assemblaggio delle 26 botti selezionate che forniranno 7119 bottiglie e 310 magnum; quindici anni di cantina, dodici in bottiglia sui lieviti (élevage), prima della sua sboccatura (dégorgement) a settembre 2017 a cui è seguito un lungo riposo di due anni. Dosaggio a 3 g/l, da Extra Brut”.

Dopo i due notevoli “Blanc de Blancs” e “Brut Assemblage” 2004, il N.P.U. abbinato a un magistrale King Crab al naturale, ha espresso tutta l’armoniosa tranquilla potenza dell’annata, la lunga maturazione felice e lo stile di Bruno Paillard.

Quelli che sanno al naso colgono un’ampia gamma aromatica, dalle fragole di bosco alla liquirizia (e qui mi perdo). L’intensità al palato, l’estrazione totale e matura del frutto (solo prima spremitura), l’equilibro fra acidità elegante e mineralità (salinità) del vino. Perché abbiamo ancora un memorabile vino nel bicchiere.

 

Info: http://www.champagnebrunopaillard.com/it/i-nostri-champagnes/

 

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 5 ottobre 2019

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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