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Palazzo Te a Mantova, grazia imperitura secolare che emoziona

Pubblicato il: 10 febbraio 2017 alle 9:57 am

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Ti rapisce non appena vi fai ingresso, ma non ti libera quando ne sei uscito: Palazzo Te a Mantova ti rimane dentro a lungo, come una delle esperienze culturali di maggiore impatto emotivo e intellettuale che si possano vivere.

Sì, parliamo di uno degli edifici di maggiore bellezza al mondo, con uno splendido allestimento interno, ma tanta meraviglia non basta a spiegare l’incanto perenne che ti lascia in dote una visita a Palazzo Te.

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Appena metti piede sul viale alberato che introduce all’area della struttura, ti senti pervaso da una vellicante serenità antica, come se fosse il concetto classico di Grazia a stagliarsi innanzi al tuo sguardo sotto le magnifiche spoglie delle architetture dell’edificio. Sarà stata la fortuna di essere capitato in un giorno di leggera nebbia, ma quell’impalpabile candore che avvolgeva il palazzo ne potenziava la magia.

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Carico di aspettative, valicato l’ingresso, ecco la vertigine, infinita.

Una teoria di stanze da guardare a naso in su, alimentando il godimento labirintico: perché ogni soffitto ha una sua personalità che sublima la decorazione in memoria del gusto di un’epoca.

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Mentre su ogni parete si alternano stucchi e affreschi di rara grazia.

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Siamo nelle Sale monumentali che inanellano Camera di Ovidio o delle Metamorfosi, Camera delle Imprese, Camera del Sole e della Luna, Loggia delle Muse, Sala dei Cavalli, Camera di Amore e Psiche, Camera dei Venti, Camera delle Aquile, Loggia di Davide, Camera degli Stucchi, Camera degli Imperatori, Camera dei Giganti, Camerino a Crociera delle Grottesche di Venere, Camera dei Candelabri, Camera delle Cariatidi, Loggia meridionale, Camera delle Vittorie, Appartamento del Giardino Segreto.

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Denominazioni evocative che confermano l’amore per il classicismo imperituro che pervade la struttura.

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Struttura che si deve ai Gonzaga, come buona parte dello splendore di Mantova.

Il sito ufficiale spiega che “due sono le ipotesi più attendibili sul significato del termine Teieto” dalla cui abbreviazione deriva il nome del palazzo: “potrebbe derivare da tiglieto, località di tigli, oppure essere collegato a tegia, dal latino attegia, che significa capanna”.

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Quando ancora questo territorio era un’isola lacustre, i Gonzaga la elessero a “luogo di svago per la famiglia”, mentre “agli inizi del 1500 Francesco II Gonzaga, marito di Isabella d’Este, vi fece costruire stalle per gli amati cavalli di razza e anche una casa padronale”.

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Dall’incontro con Giulio Romano (“un artista che progetta “non abitazioni di uomini, ma case degli Dei” come ci dice Vasari nelle sue Vite”) nasce il progetto di costruire il Palazzo del Te, “per il tempo libero e lo svago, per l’onesto ozio del principe”, divenendo una volta edificato “luogo atto ad accogliere e onorare gli ospiti illustri”.

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Oggi il palazzo ospita anche un’area museale che al “piano superiore del palazzo accoglie notevoli raccolte d’interesse documentario e artistico”…

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… la Donazione Arnoldo Mondadori che espone opere di Zandomeneghi e Spadini…

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… la Collezione Mesopotamica Ugo Sissa, “tra le pochissime in Italia”, con i suoi reperti delle antiche civiltà nate tra i fiumi Tigri ed Eufrate…

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… la Sezione Gonzaghesca che “riunisce pesi e misure in bronzo dell’antico stato dei Gonzaga, nonché conii, punzoni, medaglie e monete di Mantova e dei principati minori”…

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… la Raccolta Egizia con sculture e oggetti “legati ai riti funerari e al culto delle divinità”.

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Abbiamo catturato respiri di questo splendore con la nostra telecamera, nel video che segue.

Nota di merito da aggiungere per la gestione della struttura, a carico del Comune di Mantova, tra i migliori esempi in Italia di efficienza, con particolare plauso all’ottimo lavoro del direttore dei Musei Civici, Stefano Benetti. E’ anche grazie alla qualità dei servizi che si consente agli utenti di innamorarsi dei Beni Culturali.

 

Info: www.palazzote.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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