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Parco Archeologico di Capo Colonna, sacralità della memoria a Crotone

Pubblicato il: 2 maggio 2019 alle 7:00 am

Quando il sacro diviene universale e parla oltre ogni credo e attraverso le epoche, riesce a raggiungere il cuore di tutti, come accade nel Parco Archeologico di Capo Colonna, avviluppato dalla stupefacente meraviglia della nobilissima costa ionica calabrese che si sviluppa a circa dieci chilometri di distanza da Crotone.

Sono cinquanta ettari di memoria antica che svettano su quel promontorio di Capo Colonna dal quale l’area prende il nome odierno, il quale invece in epoca remota era Lakinion akron.

Come spiegato sul sito del Polo museale della Calabria che ne cura la tutela e la valorizzazione, la zona “comprende l’area archeologica, circoscritta dalle mura di età romana, una zona boschiva e a macchia mediterranea, simbolo del bosco sacro a Hera, e l’area del Museo”.

Noi ci siamo soffermati nell’area archeologica che ospita i resti “dell’Heraion Lakinion, santuario extraurbano della colonia greca di Crotone, ancora attivo in età romana”, un luogo di culto con frequentazioni illustri come quelle di Pitagora e Annibale, il quale vanta di essere stato sede della Lega Italiota, “confederazione a carattere politico e militare che riuniva tutti i Greci d’Occidente”.

Alla funzione religiosa il santuario associava anche quella geografica e nautica, poiché “rappresentava un riferimento essenziale per la navigazione e un rifugio sicuro”…

… di cui si faceva garante la dea Hera che “proteggeva anche la natura e in particolare i bovini che pascolavano liberamente all’interno del bosco a lei sacro”.

Nell’area sacra sono presenti resti di un antico luogo di culto arcaico, templi, luoghi per i banchetti e per il riposo, insediamenti romani, ma anche parti di ville baronali settecentesche e di una chiesa, fino alla vestigia più importante rappresentata dal tempio dorico di Hera Lacinia (470-460 a.C.), la cui unica colonna superstite è “divenuta emblema del Parco e del promontorio”.

E’ proprio l’alto simbolismo di tale colonna ad avere alimentato il fascino dell’area: si erge nel cuore dell’intreccio di fughe verso l’infinito che centrifugano di emozione lo sguardo, assurgendo a icona filosofica quasi come il monolite kubrickiano, tra il monito del Passato e l’indizio del futuro, mentre presidia il presente dall’alto della sua stentorea solitudine architettonica. Il suo essere unica monade eretta di un universo urbanistico sublimato nell’ipotesi del ricordo, carica la colonna di emozione che si trasferisce all’osservatore in forma di brivido mistico, come se avesse assunto in sé tutta la sacralità di questo luogo eletto dall’Uomo quale tabernacolo della propria tensione spirituale.

Così anche il panorama diviene cultura, il paesaggio tracima nella lezione di vita, l’incanto visivo trascende nella riflessione interiore.

I passi che giovano per attraversare l’area mutano in percorso esistenziale, facendo della visita a Capo Colonna non una tappa turistica bensì un momento di formazione della propria sensibilità.

Nel video che segue, abbiamo raccolto frammenti visivi di ciò che abbiamo vissuto durante la permanenza nell’area.

Info: http://musei.calabria.beniculturali.it/musei?mid=83&nome=museo-e-parco-archeologico-nazionale-di-capo-colonna

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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