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Il Parco Archeologico di Venosa (PZ) e la stupefacente chiesa Incompiuta

Pubblicato il: 17 aprile 2018 alle 7:00 am

Una delle più grandi sensazioni che si possano vivere in Italia: l’immersione nel Parco Archeologico di Venosa fino a sfociare nella stupefacente chiesa Incompiuta rappresenta una delle esperienze più profonde e sconvolgenti che un animo sensibile possa vivere in assoluto.

Un ordito di vestigia antropiche dai tratti magnificamente conservati che fiorisce tra una natura metafisica che induce al silenzio e alla riflessione, sull’umano transeunte e il nostro perenne divenire.

Ogni passo evoca una storia, a ogni respiro si illumina un pensiero sul Tempo che è stato e che qui è rimasto, fissato per sempre nella Terra forse con l’anima più grande che abbiamo, una Basilicata di sconvolgente meraviglia e carsica inarrivabile profondità.

Siamo sulla Strada Provinciale Ofantina, in uno dei comuni più prodigiosi del Paese per cura e proposta di Beni Culturali, Venosa, in provincia di Potenza, nel nord della regione lucana.

Il Comune di Venosa del Parco Archeologico fa giustamente l’epicentro della proposta culturale della città, specificando nelle sue pagine web sul Turismo che Domus, Terme, Anfiteatro e Battistero Paleocristiano, elementi costitutivi del Parco Archeologico, “sono attribuibili al periodo traiano-adrianeo, periodo di intensa attività edilizia, specie nel settore pubblico…

… “degli ambienti termali nel loro complesso restano le tracce un Tepidarium con i piastrini in mattoncini che sostenevano il solaio di calpestio”…

… “e le tracce di un frigidarium che presenta una pavimentazione musiva a motivi geometrici e zoomorfi”.

“Delle numerose domus private, probabilmente risalenti al periodo della deduzione coloniale del 43 a.c., edificate su alcune fornaci di età repubblicana e ristrutturate agli inizi del I secolo dopo Cristo, vi sono numerose testimonianze” (http://www.comune.venosa.pz.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/85).

Grazie alle immagini concesse del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, siamo in grado di mostrarvi tanta Bellezza in questa pagina e nel video sottostante.

Sul sito del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo invece si precisa che “l’area archeologica racchiude i resti monumentali della colonia latina di Venusia (fondata nel 291 a. C.) dal periodo repubblicano all’età medievale”, preludio all’indicazione che dal parco si accede all’Incompiuta, un impianto ecclesiale realizzato in epoca normanna e mai portato a compimento  (http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=153133&pagename=157031).

E’ il momento più elevato e indimenticabile della visita, capace di elevarsi a snodo fondamentale della Memoria personale di chiunque abbia la gratificazione di potere vivere una simile apparizione.

La chiesa Incompiuta ti risucchia in un microcosmo spaziale che diviene macrocosmo interiore, liberando l’intelletto oltre ogni soglia del percepibile e stimolando spiritualità anche nel più puro senso laico: gli scorci ingegneristici, i bagliori figurativi, la plasticità dei volumi…

… e la grazia infinita del dettaglio pittorico reso magari da un affioramento muschioso…

… insieme a lievi tocchi scultorei dalle suggestioni sospese tra il mistero e la rivelazione…

… tutto irretisce, ghermisce epidermicamente, fino a segnare profondamente, per sempre.

L’Agenzia di Promozione Territoriale di Basilicata la racconta (http://www.aptbasilicata.it/Incompiuta.464.0.html) spiegando che “nel XII sec. ha inizio il progetto di realizzazione della chiesa nuova voluta dai Benedettini per ampliare lo spazio destinato al culto”, rispetto al Complesso della Santissima Trinità di cui ancora possiamo godere: “i lavori furono però interrotti dopo qualche decennio quando i monaci abbandonarono il convento”…

… così “dell’opera rimangono oggi solo le mura esterne”…

… “e all’interno sul lato destro, cinque colonne”…

… “di cui quattro complete di capitello corinzio”…

… “si può tuttavia intuire in maniera chiara l’assetto della chiesa: pianta a croce latina, tre navate, transetto, abside, coro con deambulatorio e cappelle radiali”.

Essendo stata realizzata anche con materiali di altre opere preesistenti, la struttura presenta innesti decorativi da cogliere con minuziosa attenzione, quasi una caccia al dettaglio che sveli cenni di sincretismo architettonico ma anche simbolico, in dialogo pure con il vicino Anfiteatro Romano, come nel caso di qualche epigrafe, mentre tra i bassorilievi spicca la compostezza da rigor mortis della Stele Funeraria della famiglia del console romano Lucio Cornelio Cinna.

Ma il primo paradigma del resto lo si incontra già sull’arco da cui si fa ingresso alla struttura, con l’archetipica effige di un agnello che ungula una croce, riferimento esplicito all’Ordine dei Cavalieri di Malta, tra gli affidatari del progetto mai compiuto.

In attesa che possiate avere la fortuna di vivere di persona la struggente meraviglia dell’Incompiuta, potete intuirla dal video che segue.

Info: tel.: 0972/6095

mail: sar-bas.venosamuseo@beniculturali.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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