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Il Parco della Biodiversità a Catanzaro, splendido esempio di civiltà

Pubblicato il: 1 dicembre 2017 alle 7:00 am

Quando lo vedi da fuori può sembrarti uno dei tanti polmoni verdi urbani che esistono in Italia, ma appena ti inoltri nel suo ordito di arte, natura, servizi e slanci storico-bucolici, ti rendi conto di essere davanti al più riuscito e soprattutto pensato parco naturale cittadino che abbiamo mai visto in Italia, un esempio supremo di istanze di civiltà, vivibilità, fruizione pubblica e responsabilità sociale: benvenuti nel Parco della Biodiversità Mediterranea a Catanzaro, vero vanto della sua Calabria come dell’intero Paese.

E’ nato nel 2004 nel cuore pulsante della città per riqualificare con i suoi 60 ettari l’ambiente che ospita la vecchia azienda della Scuola Agraria che versava in stato di abbandono.

E’ frutto di anni di lavoro dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro che “ha realizzato un massiccio intervento di rimodellamento del paesaggio nello spirito di un’ingegneria naturalistica orientata al rispetto e alla valorizzazione della biodiversità”, creando un ecosistema in cui “la dimensione naturalistica si intreccia a quella culturale, sportiva e ludica”, tanto è vero che vi si trovano strutture come il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) e il MUSMI (Museo Storico Militare “Brigata Catanzaro”), senza dimenticare l’importante raccolta di opere d’arte contemporanea che costituiscono il parallelo Parco Internazionale della Scultura.

L’area raccoglie sotto il profilo botanico le “più importanti varietà locali della flora mediterranea”, mentre sotto quello faunistico vi si trovano “gufi reali, vari esemplari di pappagalli, aquile, gru coronate, un grifone del Pollino, esemplari di falco lanario e varie specie di interesse ornitologico”, alcune delle quali stazionano intorno a un suggestivo laghetto.

Mentre sei in ammirazione per tanta grazia, contornata da pulizia assoluta e pregevoli applicazioni architettoniche, arriva l’aspetto più sorprendente, il dipanarsi di percorsi di notevole lunghezza e ancora più significativa pregnanza storica e antropologica: è “la zona boschiva della Valle dei Mulini, con i suoi tre sentieri in fondo naturale, il Grande Anello del Parco, l’Anello Antico Acquedotto e l’Anello delle Miniere”, i quali si dipanano tra foreste di essenze mediterranee, le gole di un torrente e tracce dell’ingegno dell’Uomo.

La suprema intelligenza del progetto si palesa al suo massimo nel momento in cui a tanta Cultura e sensibilità ambientale affianca anche “la dimensione ludica”, attraverso “aree accuratamente studiate per i bambini con scivoli, giochi gommosi, ponti tibetani e a piramide, una funivia a pendolo e, all’interno del Parco dei folletti, un castello in legno e un vascello dei pirati”, giochi che consentono ai più piccoli di avvicinarsi alla Bellezza già in tenera età, insieme alle famiglie. Vedere dei pargoli che si divertono spensierati tra antiche vestigia ed espressioni artistiche attuali, commuove e dà luminosa speranza per il loro futuro.

Naturalmente il Parco è anche il paradiso degli sportivi, grazie ai sentieri predisposti per il footing e la mountain bike, una piccola area fitness, campetti di minipallavolo, calcetto e basket e una pista di pattinaggio sul ghiaccio. Ma ci sono spazi che invitano anche ai cari vecchi giochi di carte.

A completare l’esperienza intervengono i servizi di ristorazione, l’accesso gratuito a Internet in tutta l’area, un servizio gratuito di navetta all’interno del Parco e tra il Parco e il centro storico.

Un vero capolavoro di civiltà che sarebbe auspicabile venisse seguito ovunque nel Paese. Potete ammirarlo nel video qui sotto.

Info: http://www.parco.provincia.catanzaro.it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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