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Pasticceria Iginio Massari a Milano, due anni di bontà senza empatia

Pubblicato il: 26 febbraio 2020 alle 7:00 am

Vai alla pasticceria Veneto a Brescia e può capitarti di trovare il titolare che sposta i tavoli in prima persona ed è pronto a raccontarti i dolci della tradizione bresciana meno noti, vai invece alla pasticceria Iginio Massari a Milano e ti ritrovi accolto con professionalità sì ma fredda, tra imperfezioni logistiche e creazioni senza il calore della storia: sta in questa dicotomia la perplessità che alligna nel valutare i primi due anni di attività del locale del maestro bresciano nel capoluogo lombardo, dove non sembra proprio che stia riuscendo a lasciare il segno come sperato.

Già la collocazione non aiuta, poiché il trovarsi nel blocco architettonico di via Marconi 4 ad angolo con Piazza Diaz che ospita pure una nota banca fa scattare involontarie ma inevitabili ironie che l’operazione di Massari sia meramente d’impronta commerciale: legittimo, ma noi il vero Iginio lo abbiamo visto illuminarsi in volto quando parla dei dolci poveri della sua infanzia che ancora propone a Brescia, mentre per il resto sembra si sia creata eccessiva compenetrazione pirandelliana tra la persona reale e il personaggio televisivo.

A confermare la mancanza di calore non è soltanto il dato metaforico ma purtroppo anche quello pratico, visto il freddo sofferto tempo fa nella struttura esterna allestita per il consumo da seduti: per tutto il tempo impossibile liberarsi dai cappotti e un senso di disagio che ci ha portati a finire la degustazione più in fretta possibile per poi non avere alcuna voglia di ripetere l’esperienza.

Di alta classe ovviamente la presentazione delle creazioni dolciarie di Massari, giustamente e utilmente concentrate sulle monoporzioni, poiché quando ti trovi al cospetto di un così celebrato maestro della pasticceria la curiosità è tanta e scatta quindi anche la voglia di testare il maggior numero possibile di sue espressioni.

Ogni declinazione al cioccolato è una sicurezza, per la capacità di Massari di mantenere sempre in equilibrio i toni zuccherini con le sfumature organolettiche intrinseche del cacao…

… ma a creare maggiore interesse sono i numerosi impeghi della frutta, disposta sempre su basi golose, dal semplice fondo sablè a soluzioni imbibite, come il pan di spagna irrorato di bagna alla vaniglia, il savoiardo al caffè, il roulò alla fragola o l’impasto sacher al rum, ma senza trascurare la consistenza croccante affidata a una massa, al cioccolato o alla friabilità della frolla.

Su questo ordito di nuance si innestano lamponi, pistacchio, mandarino candito, marmellata di arance e confettura di ribes, fragole, pere a cubetti, nocciole, in un gioco continuo tra frutta fresca e lavorata.

Il palato certamente non ha reclami da fare, il ché fa rimanere ancora di più l’amaro in bocca per un servizio corretto svolto da addetti preparati ma non particolarmente dinamici e non perfettamente organizzati, cui manca quell’empatia che un cliente si aspetterebbe in un locale al quale chiede in fondo delle coccole sensoriali magari accompagnate da forme di gentilezza più convinte e calorose.

Altrimenti viene davvero la voglia di prendere l’auto e tornare a Brescia, alla ricerca delle radici più emozionanti e coinvolgenti del Massari più intimo e quindi anche più autentico.

 

Info: https://www.iginiomassari.it/iginio-massari-milano/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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