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Perù, Cile e Argentina nel menu di Don Juanito a Milano

Pubblicato il: 15 maggio 2017 alle 3:00 pm

Un porto. E una stazione ferroviaria, il triangolo Equador, Cile, la base è Argentina. Forse un po’ di Brasile. Il Don Juanito di Porta Vigentina 33 a Milano non è semplicemente il bistrot del famoso Don Juan, ma un nuovo progetto di incroci culturali e culinari, costruito intorno allo chef peruviano Alex Huayanay.

Grandi tagli di Angus argentina e pesce italiano, una rivisitazione elegante della tradizione sudamericana, dalle Ande ai due oceani. E una carta vini che dalla zona di Mendoza scende fino in Patagonia.

Diego Muzzi, argentino di origine italiana è un’ottima guida, non turistica, fra bottiglie, antropologia e menu.

Affascinante il racconto dei vini, le tracce di emigrazione italiana e francese, i rossi dal Cabernet Sauvignon a Bonarda e Barbera, Sangiovese e Refosco, Ceresa, Criolla, Malbech, Merlot, Syrah, Tempranilla.

I bianchi, Chardonnay, Chenin Blanc, Moscatel Alejandria, Pedro Giménez, Sémillon, Torrontés.

In carta le principali zone vinicole, da Mendoza, Rio Negro, San Juan, a Neuquén in Patagonia, con i suoi Malbec e Pinot Nero.

Diego cerca la sintesi già dagli antipasti: Causa Peruana de Langostinos (piatto peruviano, con purè di patate, aji amarillo, lime e gamberetti/pollo), Polpo a la Parilla con peperoncino, Pastel de Mariscos (panzerotto ai frutti di mare).

Il classico Cevice peruviano (Ricciola marinata con lime, coriandolo, mais bianco e patata dolce). Assaggi, ovviamente.

Poi un Mero marinato a crudo con peperoncini e leche de tigre (si usa nel Cevice). Con un gran Malbec 2014 di Mendoza.

Poi il trionfo del Diaframma, al punto e a taglio intero, del Controfiletto di Manzo (Bife de Chorizo) e di un impeccabile Maialino Sardo (in doppia cottura, a bassa temperatura), Chancho a la Parilla.

In Carta Bife de Chorizo e Bife Ancho (il cuore di controfiletto), Lomo, Asado, Ciervo Patagonico, Cordero Andino (agnello), Picanha ed Entraña. Marinature e parilla, griglia argentina da professionisti.

Un arcobaleno di peperoni e peperoncini dal mondo.

Gelato al Dulce de Leche, mandorle tostate e whisky.

Anche Flan Casero con Dulce y Crema (budino) e Pastel de Manzanas con Helado de Crema. La Torta di Mele.

Mangiato benissimo e grappa finale di Muscatel Pisco.

Spesa sui 50-60 euro, ma ne vale la pena.

 

Info: www.donjuanito.it

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 22 aprile 2017

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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