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Piandaccoli, il Rinascimento degli antichi autoctoni toscani

Pubblicato il: 9 ottobre 2015 alle 12:00 pm

Piandaccoli vini autoctoni toscani 1

Pugnitello, Foglia Tonda, Mammolo, Barsaglina e Colorino: quanti hanno sentito nominare questi vitigni? E quanti hanno bevuto i vini che se ne traggono? Ben pochi, temiamo.

Eppure sono le vere, autentiche uve identitarie della Toscana. “Nomi impressi in alcuni documenti storici che risalgono a prima di Cristo”, dicono dalla Piandaccoli, azienda vitivinicola di Malmantile, frazione di Lastra a Signa in provincia di Firenze, in cui è in atto da tempo un encomiabile lavoro di recupero e valorizzazione di “vitigni di cui non si sapeva altro se non che avevano dominato la vita vinicola della Toscana dai tempi di Caterina de’ Medici fino alla metà dell’800”.

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Il lavoro “per far tornare a splendere di nuova vita i vitigni autoctoni della Toscana Rinascimentale” è merito dell’impegno appassionato del fondatore della Piandaccoli, Giampaolo Bruni, il quale nella tenuta di famiglia sta sviluppando questo progetto di cultura enologica all’insegna del rispetto della Storia ma anche dell’eco-sostenibilità.

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Della Barsaglina esistono documentazioni dalla fine dell’Ottocento: non adatta alla vinificazione in purezza, porta nei blend il suo colore molto intenso e note minerali. Forte contributo cromatico anche per il Colorino del Valdarno, qualità classica di questa vite dal “tannino molto rotondo e persistente”. Del Foglia Tonda si parla già nel trattato di ampelografia del Di Rovasenda del 1877: alla Piandaccoli lo ritengono “il principe delle varietà minori toscane, con una personalità veramente straordinaria”. Le testimonianze del Mammolo risalgono al Seicento: rispetto ad alcuni dei precedenti, il colore è poco, mentre aumenta l’intensità dei profumi. Il Pugnitello qui è al suo massimo, grazie ai terreni calcarei.

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Parliamo di “vitigni autoctoni che hanno dimostrato di avere le capacità naturali per restituire vini straordinari: forti, eleganti, equilibrati”, ai quali in alcuni casi si unisce il re conclamato dell’enologia toscana, il Sangiovese.

La sua versione in purezza è il Cosmus Chianti Riserva Docg, sorprendente per la scelta di amplificare le caratteristiche di limpida dolcezza del vitigno, con il frutto proposto come a inizio maturazione, carico di aromaticità varietale.

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Il Sangiovese si unisce a Pugnitello e Foglia Tonda nel vino In Primis Toscana Igt che si apre alla piacevole complessità speziata.

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Ma il blend definitivo è quello contenuto nel Maiorem, summa delle bacche enoiche ancestrali: Sangiovese con Pugnitello, Foglia Tonda, Mammolo e Colorino. Al palato l’impatto è immaginifico, per la fantasmagoria di sensazioni che ti inducono a chiudere le palpebre e immergerti nel Mito. A ogni sorso, un sussulto, un’evocazione, un’emozione. Alla fine, commozione. E gratitudine, verso chi l’ha vinificato.

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Da godere il purezza il Foglia Tonda del Rinascimento, vino dal carattere importante e dalla personalità decisa: è innervato del carico genetico del terroir, portandosi dietro una mineralità pepata affiancata da screziature zuccherine.

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Unico bianco, il Vivendi, assemblaggio di Chardonnay e Malvasia che punta a una beva immediata ma non banale, ricco com’è di sentori in grado di vellicare il palato.

Piandaccoli vini autoctoni toscani 9

Una realtà come Piandaccoli rappresenta un baluardo del nostro patrimonio culturale e sociale, perché in questi vini si perpetua il ricordo delle infinite generazioni che hanno goduto del vero nettare della terra di Toscana.

 

Info: www.piandaccoliwine.com

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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