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Pompei, lo splendore eterno della città cristallizzata

Pubblicato il: 3 aprile 2019 alle 3:00 pm


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Oggi la guardiamo con gli occhi incantati della Poesia e il rapimento dell’archeologia, ma in realtà Pompei è stata una frenetica città dedita alle attività commerciali e all’edonismo.

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Perdendoti nel dedalo infinito delle sue vie…

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… è tutto un affacciarsi di botteghe di ogni tipo…

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… mentre in qualche angolo più ritirato incroci un postribolo…

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… o delle terme equivoche…

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… o un pittoresco gioioso inno alla lussuria elegante.

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Un vero centro commerciale, dunque, una città attiva e gaudente che però non ha mai rinunciato al Bello, curando la grazia architettonica degli edifici e distribuendo ovunque arte in forma di pittura e scultura.

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E’ incredibile quanto la si possa sentire ancora viva questa città cristallizzata dall’eruzione del 79 d.C.. Camminando negli scavi, hai la netta sensazione di percepire i suoni, gli odori, la vita del tempo che fu.

Ti sembra di vedere gli artigiani al lavoro, un orafo che cesella gioielli o un fornaio che impasta uno dei tanti pani tipici della città del tempo.

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Gli splendidi affreschi delle case più importanti appaiono come fotografie di quella società, illustrando usi, costumi e credenze.

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Una città più grande di quanto chiunque possa aspettarsi: è la sua estensione a colpirti fin da quando entri, perché le mille immagini che ti arrivano non riescono a rendere l’idea di quanto sia vasta l’area degli scavi, nel suo suggestivo stagliarsi contro la sagoma del Vesuvio.

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Infatti la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia fa un lavoro molto intelligente di preparazione del visitatore (www.pompeiisites.org).

Sia sul sito ufficiale che ai botteghini, vieni avvertito di quanto sia estesa l’area visitabile: da qui l’invito a crearsi un percorso in base alle proprie curiosità e soprattutto alle disponibilità di tempo. Da un capo all’altro della città, può infatti intercorrere oltre mezz’ora di strada a piedi, mentre è davvero impegnativo pensare di percorrere l’intero perimetro degli scavi in un’unica soluzione.

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Due i percorsi suggeriti dalla Soprintendenza.

Uno in base al tempo che hai a disposizione per la visita”, perché “per visitare tutta Pompei sarebbero necessari diversi giorni”.

L’altro “in base ai tuoi interessi”: partendo dalla constatazione che “Pompei ha conservato tutti gli elementi urbanistici, architettonici e artistici di duemila anni fa”, ecco che tra i suggerimenti ci sono La casa romana,         L’amministrazione pubblica, La pittura, La vita quotidiana, Gli spettacoli a Pompei, La cintura muraria, La villa, L’eruzione del Vesuvio.

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In ogni caso, per quanto possiate darvi un rigoroso programma di visita, finirete comunque con il perdervi, nel senso letterario del termine, perché l’emozione a fior di pelle vi porterà a farvi risucchiare da un viottolo inatteso, da una deviazione di percorso che sa di avventura nella Memoria.

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Basta un’iscrizione, un cartello, un segno su un muro…

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… per creare curiosità irresistibile di saperne di più, facendoti deviare in continuazione.

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In qualsiasi percorso, l’unico punto fermo rimane la teca che custodisce gli impressionanti calchi in gesso che hanno permesso di “recuperare l’immagine delle vittime dell’eruzione”. Sono i celebri corpi rigidamente cinerei divenuti simbolo degli scavi.

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Espressioni di dolore, paura, rassegnazione, tenerezza, i calchi restituiscono concentrate tutte la manifestazioni dell’animo umano, tra chi cerca di ripararsi…

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… chi si solleva per resistere alla tragedia…

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… chi sembra accettarla supinamente…

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… e chi decide di non farsi separare neanche dalla morte.

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Ti si gonfiano gli occhi dalla commozione davanti a queste creature fossilizzate, come se il dramma si stesse consumando in quello stesso momento in cui le osservi. Immagini cosa avresti fatto se fossi stato tu al posto loro, pensi a cosa debbano avere provato, investiti dall’apocalisse.

Una delle esperienze più profonde e coinvolgenti che si possano fare, per comprendere il senso della vita, capace di toccare anche il visitatore più attratto dalla magnificenza monumentale…

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… dalle vestigia più iconografiche…

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… che dai piccoli scorci…

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… dalle trame cromatiche eleganti…

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… dalla natura che si è riappropriata dello spazio…

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… o dai lampi di grazia.

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Ci siamo fatti spiegare com’era Pompei duemila anni fa e il senso di visitarla oggi da un’archeologa della Soprintendenza, Antonella Bonini.

Info: www.pompeiisites.org

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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