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Radicchio Rosso di Treviso, ecco perché è così buono

Pubblicato il: 6 aprile 2016 alle 4:00 pm

radicchio rosso di treviso 1

Sarebbe già buona di suo, quella cicoria che chiamiamo Radicchio Rosso, ma a Treviso da secoli ci si mette la mano dell’Uomo a farla diventare una delle verdure più buone del mondo.

Tanti rimangono sorpresi davanti al costo della versione tardiva, ma il prezzo è più che giustificato dal pregio, non soltanto per l’infinita bontà del prodotto, ma anche per tutto il lavoro che richiede.

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Forse l’equivoco consiste nel ritenere il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo una semplice verdura, mentre è una prelibatezza e come tale va trattata. E’ eccezionale a crudo e quindi magnifico in insalata, ma aggiungerlo a delle altre normali verdure sarebbe uno spreco. Andrebbe invece trattato come piatto di portata a sé e non come contorno. Cotto in forno e poi condito con un filo d’olio, è paradisiaco: ne bastano pochi ciuffetti per fare un pasto regale, perché è tale la potenza del suo sapore che ogni suo boccone, accompagnato da buon pane, sazia e gratifica al massimo.

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Bisogna però saperlo scegliere e capirne le caratteristiche, cominciando a distinguere tra i vari radicchi che troviamo indistintamente al supermercato e poi tra il Radicchio Rosso di Treviso Precoce e quello Tardivo.

Seminato entro luglio, il Radicchio Rosso di Treviso Precoce matura in campo: “passato il periodo estivo più caldo, infatti, le foglie ancora verdi vengono legate per migliorarne la qualità, permettendo che il cuore del radicchio sviluppi nuove foglie” spiegano sul sito Fioridinverno.tv, iniziativa di promozione che vede accomunati Pro Loco dei territori di produzione e il Consorzio che tutela il prodotto.

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Prodotto che nella versione precoce presenta già il suo caratteristico sapore amaro, ma con un impatto organolettico inferiore al Tardivo.

Radicchio Rosso di Treviso Tardivo che invece è frutto di una lunga e attenta lavorazione. Viene raccolto da novembre in poi, ma dopo aver subito delle gelate.

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Seguono quindi tre fasi. La Preforzatura che “prevede la formazione di mazzi da 25-30 piante che venivano tradizionalmente sistemati su due solchi, protetti dalle basse temperature grazie a piccoli tunnel coperti con un foglio di materiale plastico”.

La Forzaturaimbianchimento, “durante la quale i mazzi vengono posti in vasche riempite con 10 – 12 cm di acqua corrente, proveniente dalle falde freatiche”, dove sostano dai quindici ai venti giorni.

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Il Finissaggio, “con lo sfrondamento dei mazzi di radicchio in ambienti riscaldati”, cui seguono la slegatura dei mazzi e la toelettatura.

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Visitare un’azienda agricola che lo lavora e assistere a tutte le fasi, aiuta a comprendere la ragione del pregio di questo miracolo della terra.

Già l’atmosfera dei campi in cui è coltivato è magica, con quella leggera setosa nebbiolina che cinge la cima delle verdure, come accarezzandole per resistere ai rigori dell’inverno nel cuore del Veneto.

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Poi ti colpisce l’amore con cui viene lavorato.

Lo abbiamo riscontrato nell’azienda della famiglia Dotto, una vita dedicata all’agricoltura, di recente confluita anche in uno splendido agriturismo adiacente, alle porte di Treviso.

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Giovanni Dotto ci ha accolti con il suo sorriso aperto, guidandoci tra le varie fasi di produzione e spiegandocele in maniera chiara e avvincente davanti alla nostra telecamera: ecco il video di questa esperienza che fa capire in che modo si arriva a una squisitezza assoluta come il Radicchio Rosso di Treviso Tardivo.

Nell’azienda agricola Dotto Giovanni & Gino è presente anche uno spaccio dove potere acquistare i prodotti di questa terra direttamente dalle mani di chi li coltiva: sarà suggestione, ma hanno tutto un altro sapore.

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Info: www.agriturismoilcascinale.it

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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