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Ravioli, bao, bio: da Mu DimSum, i veri piatti di Hong Kong a Milano

Pubblicato il: 12 luglio 2018 alle 3:00 pm

Cinese. L’alta cucina che vi sto raccontando da anni è quella di giovani imprenditori cinesi che hanno rivoluzionato a Milano l’idea di contaminazione orientale fra Cina, Italia e Giappone.

Dopo Wicky’s, Iyo e Gong, Bon Wei e Dim Sum, ecco i due ristoranti di Suili e Liwei Zhou, MU Fish di Nova Milanese e MU DimSum di via Caretto 3, angolo Filzi a Milano.

Liwei Zhou ha aperto meno di due anni fa Mu Fish (http://www.mufish.it/) a Nova con grande successo, chef presi da Finger’s e Gong, rapporto qualità prezzo premiato dalla guida del Gambero  Rosso. “Noi vogliamo una cucina più popolare, ma di qualità”.

A Nova, locale pieno il martedì, vi consiglio i piatti più semplici, il salmone, il tonno e il pesce bianco (spigola e ricciola) marinati, meglio delle tartare, la declinazione fusion del raviolo cinese, meglio della proposta creativa, prezzi onesti, si sta bene.

Ma il vero salto di qualità è a Mu DimSum, con la moglie Suili, bravissima, in sala, e il maitre Egidio Giovannini.

Lei propone una carta rara di tè stagionali e fermentati, lui vini biologici (birra cinese). Suili spiega la filosofia del ristorante, “vera cucina della tradizione, anche contemporanea, della regione di Canton e Hong Kong”.

Due chef, Kin Cheung da Hong Kong e Zhan Quinglong che ha lavorato in Cina, ad Amburgo e Milano (Bon Wei).

Aperto da mezzogiorno a mezzanotte serve ravioli, bao e cheung fung anche nel pomeriggio. Il bao più soffice di Milano.

Oltre dieci le varietà di tè cinese, tra nero, verde e bianco, ho provato quello di montagna appena raccolto, con la tipica nota affumicata.

Buoni i ravioli, provati anche quelli tradizionali in brodo di verdure.

Le uova al profumo di osmanto odoroso, i cannelloni di riso ripieni di pane fritto cinese, la trippa di manzo al vapore con zenzero e cipollotto.

Le zampe di gallina alla soia. I bao, i panini ripieni cotti al vapore.

Molte delle materie prime sono da aziende agricole biologiche: le carni di BordonaFarm di Valera Fratta (Lodi), le farine dal Molino Rosso di Buttapietra (Verona), i limoni e le arance da Bioinvio di Vittoria (Ragusa).

La pasticceria è affidata a Lin Yi-Kuan.

La cantina di Egidio seleziona piccole cantine bio e grandi vigneron.

 

Info: http://www.dimsummilano.com/

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 16 giugno 2018

 

 

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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