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Ristorante L’Elfo a Capracotta, la cultura gastronomica dell’Alto Molise

Pubblicato il: 11 ottobre 2018 alle 7:00 am

Un intero territorio racchiuso in un ristorante: L’Elfo a Capracotta, in provincia di Isernia, condensa nei suoi piatti tutta l’immensa Cultura dell’Alto Molise, fatta di sapienza contadina, esplorazione montana, competenza antropologica, memoria storica, sensibilità moderna.

Merito di un vero eroe della gastronomia italiana, Michele Sozio, magnifico chef che con la sua mano prodigiosa potrebbe ambire alle più altolocate cucine stellate e invece ha deciso, con grande senso di responsabilità civile e morale, di fare il cuoco nei luoghi che gli appartengono da una vita, facendosi presidio di un territorio e suo volano divulgativo.

Già la sede del locale è un bene culturale in sé, essendo ospitata in un edificio “ricavato dalle cantine di un palazzo settecentesco”.

Emoziona fin dall’ingresso, con la sua antichissima porta bullonata in legno massiccio che porta addosso i segni del tempo in affascinante evidenza, sormontata da un arco in pietra di remota suggestione ingegneristica.

Dentro, i movimenti architettonici in materiale litico donano forti suggestioni allo sguardo…

… tra volute, rinforzi e scorci che parlano di pietra e buon gusto, anche quando presentano tracce di inopportune demolizioni del passato, opportunamente recuperate da Sozio.

Un ambiente che si visita come un museo, grazie alla gentilezza dell’animo del titolare che ha voluto utilizzare le pareti e gli angoli come spazi di allestimento…

… mettendo in mostra reperti del lavoro agricolo che non sfigurerebbero in un museo della civiltà contadina…

… cui si aggiunge il valore affettivo, trattandosi in buona parte di oggetti appartenuti agli avi di Sozio, come la botticella per il conforto energetico del nonno…

… e il ferro da stiro della nonna.

In tale contesto carico di calore umano, prendono vita “piatti che nascono dalla passione per il nostro lavoro e dall’amore per la nostra terra”, dato che programmaticamente qui “la proposta culinaria affonda infatti le radici nel territorio utilizzando esclusivamente carni provenienti dai nostri pascoli, formaggi selezionati, prodotti del nostro orto come le pregiate lenticchie di Capracotta, verdure selvatiche come orapi, aspraggine, crescione, funghi prugnoli, porcini, dormienti e in particolare il tartufo sia nero che bianco, fiore all’occhiello del Molise e della nostra tavola”.

Ecco come Michele, davanti alla nostra telecamera, racconta l’esperienza meravigliosa che si può fare in questo locale.

Ogni pietanza qui racconta il luogo e la sua storia.

Come i Voccarusc mpanicc in cui i selvaggi orapi, tipica verdura autoctona di montagna, ricordano che ci troviamo a oltre 1400 metri di altezza sul livello del mare, mentre pane raffermo e pancetta sono testimonianza della transumanza che si sviluppava lungo la via dei tratturi molisani.

Questa preparazione è pura poesia, in cui si avverte tutta la dolcezza irruenta della linfa vegetale, cui la cottura regala grande cremosità naturale e un sapore di infinita persistenza.

Sublimi le Lenticchie di Capracotta, piccole e dolcissime, tra le più buone in assoluto, le quali narrano l’agricoltura eroica, poiché coltivate in impervi fazzoletti di terra strappati alla ruvidezza sconnessa dei rilievi dei dintorni.

Esaltante la loro proposta nella Zuppa di cicoria selvatica, patate e lenticchie di Capracotta, delicata e irresistibile.

Ghiottoneria straordinaria la menestra patana arricchita con scaglie del magnifico tartufo nero locale, le Lenticchie di Capracotta e meravigliosi pezzetti di pancetta croccante, un trionfo di sapori di terra, carico di dolcezza e stimolante sapidità.

Tartufo nero molisano ancora protagonista con degli strepitosi tagliolini intinti in una mantecatura gentile e spumosa, una potenza organolettica che dà gioia al palato molto a lungo.

Trionfale il piatto identitario per eccellenza, la Pezzata, tocchetti di carne di pecora cotti a lungo, creando un intingolo sublime che da solo varrebbe già il viaggio.

Da sogno la carne che si offre alla masticazione morbida ma dalla consistenza appagante, pazzesco il brodo che restituisce magnifici sentori animali.

Da citare anche la Millefoglie d’agnello con cicorietta e crema di topinambour, dall’intrigante presentazione.

A tutto pasto, eccellente il vino da uva autoctona Tintilia prodotto dalla VI.NI.CA. di Ripalimosani (CB): profuma di more, mentre in bocca esprime il sottobosco con serena potenza, grazie a un sorso denso accompagnato da buona acidità, per una beva semplice ed elegante.

Pasto da concludere con un liquore della casa, come quello intrigante alla ciliegia.

Nel video che segue, abbiamo raccolto la dimensione visiva di quanto degustato.

 

Info: http://www.ristorantelelfo.it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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