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Ristorante Il Trappeto a Vico del Gargano regno dell’autentica Paposcia

Pubblicato il: 17 giugno 2020 alle 7:00 am

La Paposcia è un prodotto da forno pugliese dagli ingredienti molto semplici che viene solitamente paragonato al pane come alla focaccia e alla pizza, più assimilabile però al panuozzo napoletano, ma si tratta soltanto di tentativi per definire un prodotto che in realtà ha peculiarità tutte sue e un’appartenenza ben precisa: Vico del Gargano, inarrivabile gioiello urbanistico in provincia di Foggia.

In tanti, anzi in troppi in tutto il Gargano tentano di appropriarsene, cercando di estendere la sua area di appartenenza, ma con risultati sconfortanti: quando si mangia la Paposcia fuori da Vico, si rimane sempre non appagati, come se mancasse qualcosa. Quel qualcosa è l’anima, il senso di profonda e autentica appartenenza a una comunità, un sentimento che lega la Paposcia unicamente e realmente a Vico del Gargano.

Per questo sarebbe auspicabile che l’amministrazione locale provvedesse ad attribuirgli la Denominazione Comunale di Origine. La De.Co. è una qualifica che va oltre sigle come Dop e Igt, poiché certifica che un determinato prodotto è parte integrante della storia di un Comune e ha massimo rilievo nella vita della sua comunità, proprio come accade con la Paposcia a Vico del Gargano. La decisione spetta unicamente al Sindaco con la sua Giunta, quindi non può essere ostacolata o rallentata da nessun altro ente, nemmeno dallo Stato: basta raccogliere documenti che certifichino la relazione storica e sociale tra la Paposcia e Vico per fare scattare l’assegnazione della De.Co., la quale proteggerà così l’originalità della versione locale, aiutando i tanti visitatori del Gargano a consumarla in questo borgo e non altrove, per evitare esperienze deludenti come quella accaduta a noi in un locale di Vieste.

Appurato che bisogna dunque mangiare la Paposcia a Vico del Gargano, suggeriamo di gustarla al ristorante della Cantina Il Trappeto/Orto del conte in via Casale 168. Qui la paposcia rinfrescata è “simbolo e rito, alimento povero e nobile, ma è anche qualcosa di più di un impasto di acqua e farina, condito con olio extravergine di oliva, pomodorini e pecorino: si fa con le mani e con la sola abilità da oltre 30 anni”.

Il risultato è di una bontà clamorosa: impasto fragrante, ingredienti genuini, una pietanza dall’ancestrale golosità contadina in grado di appagare al massimo pur attingendo a ingredienti poveri della cucina bucolica.

Può essere gustata in tante declinazioni, tutte ghiotte, a partire dalla citata Rinfrescata con pomodoro fresco, pecorino e rucola…

… ma noi siamo impazziti per quella maggiormente radicale che è pure la più tradizionale, la Vichese, la quale viene condita con due soli ingredienti strettamente locali come olio extravergine di oliva e pecorino stagionato, un trionfo di sapidità e dolcezza…

… che si consiglia di accompagnare con il convincente vino rosato della casa.

Una degustazione che non potrebbe svolgersi in un ambiente più suggestivo, visto che il Trappeto e il relativo Orto sono documentati fin dal primo ’700: la struttura ipogea scavata nella roccia esprime un fascino enorme…

… con stanze che si inseguono tra scale e magnifiche pareti…

… angoli riservati di notevole eleganza litica…

… originali soluzioni d’arredo.

Un’esperienza dunque davvero radicata nelle tipicità del luogo, un modo per comprendere ancora di più l’unicità preziosa di Vico del Gargano.

Info pagina Facebook: Cantina Il Trappeto/Orto del conte Ristorante Pizzeria

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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