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Salvetta, cantina dedita al Nosiola Biologico e al Vino Santo Trentino

Pubblicato il: 22 giugno 2018 alle 7:00 am

L’Azienda Agricola Salvetta è uno dei mondi rurali che più ci commuovono, per il senso della dignità attribuita al lavoro e il carico della responsabilità di farsi presidio culturale, per il rispetto della tradizione e la continuità assicurata a una lunghissima storia familiare, per la capacità di conquistare il freddo mercato e i palati più sofisticati senza rinunciare minimamente al calore della poesia bucolica e alla struggente semplicità del faticoso lavoro della terra.

Un eroismo quotidiano che commuove quando si nota come tutto questo impegno sia indirizzato a un solo vitigno, la Nosiola, con una motivazione disarmante nella sua imponente e inoppugnabile evidenza: è “l’unico vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino”.

Ecco come un agricoltore si fonde con il proprio genius loci, come un imprenditore si identifica con il terroir da cui discende, come un Uomo interpreta la vita quale missione di tutela e valorizzazione del luogo in cui è nato.

Il luogo è quella Valle del Sarca in cui la tradizione vitivinicola ha antiche origini: “qui, in un triangolo di terra racchiuso tra il fiume Sarca ed il monte Casale, si trovano i vigneti, con esposizione a sud e a 250 m. s.l.m., dell’Azienda Agricola Salvetta”, nella frazione Sarche del comune di Madruzzo, in provincia di Trento.

Il terroir è quello immerso “in un clima semi mediterraneo particolarmente favorevole alla maturazione della Nosiola”, in cui Salvetta si è impegnata “a ricostituire le condizioni pedoclimatiche del vigneto storico attraverso il ritorno ad un’agricoltura biologica certificata ICEA dal 2012”, riportando “le vigne alla coltivazione a guyot con pali in castagno: la bassa concentrazione di grappoli che la caratterizza consente una migliore maturazione delle uve grazie all’ottima esposizione”.

Da questa varietà di uve a maturazione tardiva Salvetta trae “due vini tipici di questa regione: dall’uva fresca il Nosiola e dalle uve in appassimento il Vino Santo”.

Un’intera azienda concentrata su una sola varietà di uve, per produrre soltanto due vini: la più concreta applicazione del concetto di Rigore che si possa immaginare.

La Nosiola merita questo tributo, vista la storia del suo rapporto con il Trentino, lunga diversi secoli, nonché il rapporto remoto proprio con Salvetta, poiché “si hanno informazioni certe della sua presenza nel Vigneto Rauten già dai primi dell’Ottocento (è del 1825 un Vino Santo Puro qui prodotto) dove fu coltivata anche per gran parte del Novecento”, fino alla sua reintroduzione più recente.

Non è meno lungo è il rapporto tra questo terreno e la vitivinicoltura, nonché quello dell’azienda con il terreno medesimo. Il terreno di Rauten è “storicamente dedicato alla viticoltura biologica” e “a voler andare indietro negli anni, si può risalire addirittura fino al Cinquecento”, mentre è negli anni Trenta del ’900 che avviene l’acquisizione dei terreni da parte di Dario Salvetta che così diede avvio a una lunga tradizione di famiglia che prosegue ancora oggi.

Sottolineando che “la tradizione cui si rifà l’Azienda Agricola Salvetta è quella dei terreni lavorati come una volta, in cui la mano dell’uomo, accorta ed amorevole, coltivava le vigne in attesa della maturazione dei grappoli, quella in cui si attendeva pazientemente che il vino, lasciato riposare sulle bucce, si arricchisse di profumi ed aromi”.

Questo stile antico conduce al vino Nosiola Biologico, da uve sottoposte a spremitura soffice “lasciando le bucce a contatto con il mosto per estrarre gli aromi primari della varietà”, con separazione del mosto che avviene in maniera naturale, quindi riposo in botti di acacia sui lieviti, per un affinamento che si conclude “almeno un anno e mezzo dopo la fermentazione, in bottiglia renana antica”.

L’annata 2015 si presenta con un inebriante profumo di alta pasticceria, intriso di sfumature agrumate e candite. In bocca sorprendono le note erbacee e floreali, come gelsomino e alloro, mentre per la frutta si segnala l’esotismo dello Yuzu. Nel retrogusto si fondono come in un ossimoro lo zenzero candito e talune note officinali amaricanti.

Beva fluida e non banale, corpo esile ma sinuoso, intenso carattere minerale dal tocco litico e quasi sapido. Nettare spettacolare.

Il Vino Santo aziendale deriva da una raccolta tardiva dei grappoli di Nosiola che poi “vengono lasciati riposare in zone ben areate sulle Arele, dei graticci su cui le uve appassiscono in maniera naturale per diversi mesi, fino alla pigiatura che avviene durante la settimana Santa”, mentre dalla fermentazione e dall’affinamento all’imbottigliamento trascorrono cinque anni, in cui il nettare staziona in botti di rovere e acciaio.

Nell’annata 2009 è da estasi il bouquet che richiama proustianamente il ricordo di sontuosi dolci carichi di panna e creme golose, con l’aggiunta di note floreali.

Sul palato si stagliano fichi secchi caramellati, prugne essiccate, mela cotogna, per un sorso che è sì zuccherino ma non mieloso, di bell’equilibro. Beva non impegnativa, con la sua dolcezza controllata, perfetta per ogni abbinamento sensoriale.

Ci siamo fatti raccontare questa splendida storia e tali magnifici prodotti dalla viva voce di Francesco Salvetta, nel video che segue.

Info: http://rauten.it/it/home

Distribuzione: http://www.propostavini.com/ricerca-prodotti/?q=SALVETTA+

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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