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San Massimo, il Carnaroli della riserva: boschi, fontanili, il riso…

Pubblicato il: 10 aprile 2019 alle 3:00 pm

L’autentico Carnaroli e la Riserva San Massimo a Groppello Cairoli, un’area naturale di oltre 600 ettari, nel Parco lombardo della Valle del Ticino.

Un terzo coltivato a riso, brughiere, quattrocento ettari di bosco, una foresta unica di ontani scuri, querce, pioppi, betulle, risorgive e quarantaquattro fontanili, alberi da frutto autoctoni intorno ai campi.

Un ecosistema autoregolato e unico dove la biodiversità, permette un’agricoltura bio-integrata senza chimica. Per il miglior riso italiano, scelto da Cracco, Bottura, Cerea, Scabin, L’Enoteca Pinchiorri, Battisti, il primo, al Ratanà.

A Milano lo trovate a Eataly e Rinascente. Alla Macelleria l’Annunciata. Dino Massignani è il custode della riserva e la memoria, “mia madre era mondina”. Ci porta su una camionetta militare fra i sentieri, i fontanili, i laghetti, il bosco e i campi, mentre corrono daini, caprioli…

… si nascondono la volpe, la faina, il tasso e l’istrice, sbucano dalle tane le nutrie, volano l’Airone bianco maggiore, l’Airone rosso, Ibis sacro, il Fagiano. I rapaci. Trote e carpe nuotano nell’acqua sorgiva che porta limo ai campi.

“Di 180 varietà di riso il Carnaroli è il più pregiato dei superfini – spiega Dino -. Noi abbiamo selezionato le migliori sementi, lasciamo i campi più esterni per alimentare uccelli e animali che nutriamo con mais e foraggio durante l’inverno. Il riso viene raccolto in ogni campo e pesato, selezionato, di ognuno abbiamo lo storico, lo scarto viene dato agli animali”.

Ci porta nel nuovissimo “impianto essiccamento a gas metano, bassa temperatura per non entrare in cottura, selezione e confezionamento sotto azoto. Solo i chicchi perfetti arrivano al consumatore. Lo stivaggio in silos non arriva a un anno. La pilatura lenta è a pietra”. Il problema è che si può vendere come Carnaroli “anche i risi similari, come il Carnak, Carnise, Carnise precoce, Poseidone, Ulisse. Noi garantiamo il 100 per cento. Il merito è di una proprietà che ha chiuso la riserva di caccia, acquisito altri terreni, investito sulla qualità e l’azienda agricola”.

Passiamo davanti alla villa inizio ’900, elegante e sobria, davanti a un laghetto sorgivo. Il Bianco, l’Integrale, il semi integrale Rosa Marchetti e il Vialone Nano sono i gioielli di famiglia (compro solo San Massimo da anni).

 

Info: https://riservasanmassimo.net/la-riserva-san-massimo/

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 30 marzo 2019

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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