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Sidro MeLaGodo, dalla Valtellina gli spumanti di mela dal gusto italiano

Pubblicato il: 19 gennaio 2021 alle 7:00 am

Una bevanda antichissima dalla sempre maggiore fama moderna è il sidro che nasce dalla fermentazione alcolica delle mele, oggi prodotto anche con tecniche mutuate dall’enologia per essere trasformato in particolari spumanti, come nel caso esemplare della linea MelaGodo che li realizza tramite un processo interamente artigianale, con l’impiego di frutta della Valtellina coltivata su terreni che vanno dagli 800 ai 1000 metri di quota.

A produrre questo sidro in varie declinazioni è l’Azienda agricola Laura Del Fatti di Grosotto in provincia di Sondrio, una piccola azienda a conduzione familiare dedita inizialmente alla sola coltivazione delle mele, fino a quando dieci anni fa a Simone, figlio della fondatrice dell’azienda, venne l’idea “di creare qualcosa di unico e non ancora presente sul territorio, ma al contempo in grado di racchiudere in sé i due elementi valtellinesi per eccellenza: la mela e il vino”.

Per i produttori quell’intuizione “nata così, quasi per caso, in un giorno qualunque, ora è una piccola realtà, lì ad insegnarci e ricordarci che a volte le idee migliori nascono in giorni ordinari e riescono a diventare realtà concrete grazie a passione e determinazione”.

Fino a ottenere riconoscimenti significativi: “la versione Extra Dry, già premiata alla fiera internazionale del sidro a Francoforte con medaglia d’oro, è stata di nuovo vincitrice della medaglia d’oro a Londra e del trofeo per il miglior sidro secco di mele in assoluto in Spagna; la versione Brut, invece,  è stata recentemente premiata con una medaglia di bronzo a Londra e una medaglia d’argento in Spagna; la versione Nuvolò, proposta in anteprima, è stata anch’essa premiata con medaglia d’argento in Spagna”.

Nella degustazione, è interessante cogliere le differenti sfumature delle tre referenze prodotte, anche perché dovute al lavoro in cantina teso ad esaltare ogni volta una peculiarità diversa.

Il prodotto basilare per comprendere il progetto può essere considerato il Nuvolò, un metodo classico da 24 mesi, pas dosé a sboccatura parziale, con fondo: è quello in cui sono maggiormente evidenti i riferimenti e i descrittori della frutta impiegata, dal potentissimo bouquet di purea di mela al gusto esplosivo del medesimo frutto con tutta la buccia, con aggiunte di cannella, camomilla e cardamomo.

La sua abboccatura è così esuberante da renderlo molto amabile e al tempo stesso quasi carnoso.

Esuberanza che viene asciugata e portata ai vertici dell’eleganza secca invece nell’Extra Dry che seduce subito lo sguardo con il suo affascinante colore dorato quasi bizantino, mentre il naso è irretito da note di mela cotta e spezie dolci, presentando pure un tocco balsamico.

In bocca si dispiega la confettura di mela, insieme a miele di Sulla e alloro.

Stuzzicante da impazzire, ha un bel piglio zuccherino regolato dalla giusta acidità.

Soltanto nel finale tanto equilibrio lascia il sopravvento al corredo aromatico del frutto.

In mezzo ai due estremi si colloca il Brut che affina sui lieviti da 6 a 12 mesi, la cui caratteristica originale è di variare lo spettro sensoriale dei precedenti, virandoli verso nette espressioni di frutta secca e in certe nuance anche tostata, aggiungendo una screziatura erbacea amaricante che lo ingolosisce.

Sono nettari eclettici che possono andare bene in ogni momento, ma che si esaltano a tutto pasto per la capacità di accompagnare qualsiasi pietanza donando freschezza, corpo e intensità.

Il livello è già molto alto, ma la sensazione è che sia soltanto l’inizio di un’esperienza di eccellenza destinata a lasciare il segno nel settore.

Info: https://www.sidromelagodo.it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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