Google+

Specialmente… a Sorrento

Pubblicato il: 19 novembre 2017 alle 3:00 pm

A Sorrento, la (vera) bellezza non è ovvia

spec Sorrento-1-intro 1

A Sorrento il rischio dell’ovvio è altissimo. Rischiamo di incapparci tutti.

E’ ovvio che sia una città bellissima.

E’ ovvio che sia un luogo romantico.

E’ ovvio che abbia panorami mozzafiato.

E’ ovvio che non si possa non visitarla almeno una volta nella vita.

E’ ovvio che sia tutto talmente ovvio da sprofondare nell’ovvietà.

spec Sorrento-1-intro 2

L’ovvietà che sembra avere trasformato una città di pescatori e artigiani in buona parte in un divertimentificio per turisti, meglio se danarosi. Mai registrata in un altro centro storico una simile percentuale di esercizi commerciali, una continua area shopping come nemmeno a Venezia.

spec Sorrento-1-intro 3

Con un’attenzione spasmodica verso gli stranieri, perfino da parte delle istituzioni religiose…

spec Sorrento-1-intro 4

… tanto da farci venire in mente la gag di Enrico Montesano in una trasmissione televisiva degli anni ’70 in cui indossava i panni di un’anziana donna inglese in visita in Italia che definiva tutto ossessivamente “molto pittoresco”.

spec Sorrento-1-intro 5

E in effetti Sorrento molto pittoresca lo è, basti pensare di quanti quadri siano protagonisti i suoi scorci.

spec Sorrento-1-intro 6

Un effluvio di bellezza che ha condotto troppi operatori del settore turistico a inseguire il guadagno più facile e immediato, puntando sulle clamorose apparenze, capaci da sole di creare movimento e quindi business.

spec Sorrento-1-intro 7

Tutto lecito, tutto comprensibile. Ovviamente.

Meno ovvio che in tutto ciò si sia privilegiata l’oleografia, a scapito delle vere radici culturali identitarie della città.

spec Sorrento-1-intro 8

Così se cerchi servizi di lusso e attività ludiche le trovi a ogni passo, mentre le opere di intarsio ligneo devi andartele a cercare tra commoventi piccole mostre o coraggiosi musei.

spec Sorrento-1-intro 9

Eppure le tarsìe dovrebbero rappresentare la primissima fonte di notorietà per tutta Sorrento, per la loro storia e soprattutto per l’importanza artistica che rivestono.

spec Sorrento-1-intro 10

Stesso fenomeno per il cibo.

Tutti conoscono e cercano il bar Primavera, perché meta agognata della gente famosa, come dimostrano le pareti interamente tappezzate di foto di vip.

spec Sorrento-1-intro 11

Non pensate che si tratti soltanto di starlette televisive, perché lì in mezzo c’è perfino, pensate un po’, Umberto Eco, proprio lui (!), la massima solenne effigie della cultura italiana, incastonato tra un tronista e una velina, come una Belen qualsiasi.

spec Sorrento-1-intro 12

Perché evidentemente non si può venire a Sorrento senza passare dal bar amato da calciatori, attori e cantanti che ti accoglie con la musica dance trash a palla fin dal mattino.

spec Sorrento-1-intro 13

Nulla di male e nulla da ridire sulla qualità dell’offerta del bar: abbiamo preso la specialità del posto, una buonissima spremuta di limoni che ci hanno detto essere quelli di Sorrento.

spec Sorrento-1-intro 14

Qualcuno del posto ci ha detto che in verità quelli che ci hanno spremuto, così grandi, sarebbero i limoni di Amalfi e non di Sorrento, ma forse sono soltanto sottigliezze.

spec Sorrento-1-intro 15

Rimane il fatto che chiunque sia stato a Sorrento è più facile ti parli di questo bar invece del Bastione di Parsano costruito dai Borboni. Ma forse è ovvio che sia così.

spec Sorrento-1-intro 16

Così come deve essere ovvio vedere i ristoranti dalla bassa offerta turistica stracolmi di avventori, mentre non abbiamo avuto nessun problema a trovare posto in uno dei migliori locali d’Italia, il ReFood. Eppure quest’ultimo è l’unico ad avere in menu i piatti tipici del territorio.

spec Sorrento-1-intro 17

Per lo shopping gastronomico poi è ovvio che tutti si lancino sui babà sotto spirito e i limoncelli industriali, passando indifferenti invece accanto ai Burrini, tipologia di formaggio strettamente locale.

spec Sorrento-1-intro 18

Detto tra noi, i burrini non ci hanno entusiasmato, per l’eccesso di grasso del cuore di burro contenuto da queste provole, ma rappresentano comunque un pezzo della tradizione alimentare sorrentina che andrebbe provato.

spec Sorrento-1-intro 19

Saremo strani, ma, alla fine, le scalette nascoste tra le pieghe verdeggianti della città ci sono apparse ben più suggestive di un porto tempestato da yacht…

spec Sorrento-1-intro 20

… e i segni di antropizzazione delle pareti rocciose ci sono apparsi più pittoreschi dei mega hotel da nababbi.

spec Sorrento-1-intro 21

Se a qualcosa di popolare dobbiamo inchinarci, preferiamo farlo davanti alla villa comunale, intelligentemente dedicata alla gloria locale Salvatore D’Esposito, conosciuto come Salve, il compositore di un classico della canzone napoletana (e quindi mondiale) come Anema e core.

spec Sorrento-1-intro 22

E, sempre ovviamente, il cuore Sorrento lo ha rapito anche a noi, ma lo ha fatto regalandoci vestigia storiche nascoste…

spec Sorrento-1-intro 23

… limoneti in pieno centro cittadino…

spec Sorrento-1-intro 24

… e bellezze delle quali si avverte il fascino anche quando sono chiuse al pubblico, come il Sedil Dominova del XIV secolo.

spec Sorrento-1-intro 25

Un appello accorato ai turisti frettolosi o alla ricerca di solo relax: non trascurate le piccole vere meraviglie di questa città, vi perdereste suggestioni irripetibili. In fondo, se ne può godere anche tra una passeggiata e una sessione di shopping compulsivo.

spec Sorrento-1-intro 26

Consiglio finale: a Sorrento è bello arrivarci dal mare al mattino, con uno dei traghetti che salpano da più parti in Campania (Napoli compresa), mentre è suggestivo lasciarle la città in treno, per comprendere in pieno tutto il mondo che sta intorno a questo luogo.

spec Sorrento-1-intro 27

Un luogo bellissimo, ovviamente

 

Al Museo Correale, la storia di Sorrento è tutta una meraviglia

spec sorrento-2-Museo Correale 1

“C’è un angolo di Sorrento che merita l’interesse e l’accorta partecipazione di quanti hanno a cuore i valori dell’arte, della storia, della cultura: è il piccolo, ma delizioso e ricco di cose d’arte, Museo Correale di Terranova”.

spec sorrento-2-Museo Correale 2

Si presenta con questa discreta grazia ai visitatori un museo poliedrico capace di essere seria memoria storica di una città ma anche lunga sequenza di camere delle meraviglie o delle curiosità.

spec sorrento-2-Museo Correale 3

Una natura composita da cui deriva la capacità di suscitare interesse e attenzione “sia per gli appassionati di pittura che per gli amatori di oggetti d’arte decorativa e archeologica”, scrive il direttore Filippo Merola, sottolineandone il valore di documento delle “antiche radici storiche della città di Sorrento”.

spec sorrento-2-Museo Correale 4

“Passeggiando nelle sale di questa splendida dimora, decorata come un’antica residenza nobiliare, con mobili preziosi, raffinate porcellane europee ed orientali e rari dipinti napoletani e stranieri, si può ancora cogliere quella straordinaria atmosfera fatta di luci, colori e profumi per cui un tempo Sorrento andò famosa”, ribadiscono dal sito del Museo.

spec sorrento-2-Museo Correale 5

Le opere pittoriche partono dal ’400…

spec sorrento-2-Museo Correale 6

… ma “il nucleo fondamentale è costituito dalla collezione di nature morte di scuola napoletana del Sei e Settecento…

spec sorrento-2-Museo Correale 7

… e dal cospicuo gruppo di paesaggi della scuola di Posillipo”.

spec sorrento-2-Museo Correale 8

Seguono “i preziosi arredi che un tempo adornavano la dimora”, come i “pregevoli prodotti di ebanisteria napoletana del XVII secolo” e “mobili a cineserie di manifattura inglese del primo quarto del Settecento”…

spec sorrento-2-Museo Correale 9

… attorniati da “orologi francesi, tedeschi e svizzeri, vetri di Murano, cristalli di Boemia, tessuti, maioliche e porcellane”.

spec sorrento-2-Museo Correale 10

Imponente la collezione di ceramiche, molte quelle rare, il cui nucleo sono le produzioni napoletane.

spec sorrento-2-Museo Correale 11

Preziosa la biblioteca, istituita nel 1918, in cui è custodita una “vasta raccolta di testi relativi alla penisola sorrentina dal Seicento a oggi”: molte delle opere “sono impreziosite da tavole e incisioni”.

spec sorrento-2-Museo Correale 12

Tutto questo dentro un palazzo storico collocato al numero 50 di via Correale che già vale la visita, anche per il giardino che la attornia: si tratta della villa usata come residenza estiva della Famiglia Correale e “il Parco del Museo costituisce oggi una delle aree verdi più belle e ricche di storia di Sorrento”.

spec sorrento-2-Museo Correale 13

Sono tutti lasciti dei fratelli Alfredo e Pompeo Correale, Conti di Terranova, ultimi discendenti di un’antica famiglia sorrentina, i quali nei loro testamenti “disposero che le loro collezioni d’arte, ordinate nella villa Correale, costituissero un Museo intitolato a loro nome”.

spec sorrento-2-Museo Correale 14

Collezioni ordinate in ventiquattro sale dislocate su tre piani: ce le illustra il direttore Filippo Merola.

Info: www.museocorreale.it

 

L’Intarsio Sorrentino, stupefacente gloria nazionale da (ri)scoprire

spec sorrento-3-intarsio sorrentino 1

Sorrento oggi è nota per mille ragioni, dai limoni al commovente canto di Dalla, dalle delizie della penisola sorrentina al panorama del Golfo, ma un tempo la sua fama era legata a un prodotto artigianale adesso in declino: la tarsìa lignea.

spec sorrento-3-intarsio sorrentino 2

“Il termine tarsia (più comunemente noto come intarsio) deriva dall’arabo tarsi (decorazione preziosa o incrostazione) e fu dato ai primi lavori certosini i cui motivi ornamentali traevano ispirazione dagli intarsi marmorei musulmani” racconta il sito della Ditta Maione di Sorrento, tra le più attive nel settore…

spec sorrento-3-intarsio sorrentino 3

… raccontandola come “l’arte di contornare un disegno, in ogni sua parte, su impiallacciature (strati sottili di legno pregiato in varie essenze e colori), con la tecnica del traforo; tutti i disegni finiti, pertanto, si compongono di centinaia di piccoli pezzi, traforati prima e ricomposti poi dalla sapiente mano dell’artigiano che non potrà in nessun modo essere sostituita da macchina alcuna”.

spec sorrento-3-intarsio sorrentino 4

Il fascino del risultato finale consisterebbe nell’accostamento “di colori caldi e delicati che solitamente caratterizzano queste realizzazioni artistiche” (www.intarsiosorrentino.it).

spec sorrento-3-intarsio sorrentino 5

La tecnica artigianale dell’intarsio a Sorrento occupava centinaia di persone e i prodotti che ne scaturivano erano esportati in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti. Negli ultimi anni però si è drasticamente ridotto il mercato e con esso anche il numero di artigiani attivi in questo ambito, a causa dei prezzi non più competitivi e della concorrenza feroce dei manufatti cinesi.

Di conseguenza anche la fama di questa eccellenza dell’arte manifatturiera italiana è andata scemando, tanto da rendere necessarie iniziative culturali per tenere viva la memoria di una tale gloria nazionale.

spec sorrento-3-intarsio sorrentino 6

Tra queste, le mostre organizzate dall’Unione Artigiani Intarsio Sorrentino con il sostegno del Comune, imperdibili per ragioni storiche e artistiche: rende orgogliosi infatti conoscere la storia dell’artigianato sorrentino che ha conquistato il mondo, così come lasciano di stucco i capolavori realizzati dagli artigiani locali, miracoli di manualità certosina e di grande gusto estetico.

spec sorrento-3-intarsio sorrentino 7

Durante la visita alla mostra allestita la scorsa estate al Chiostro di San Francesco di Sorrento, abbiamo incrociato la squisita gentilezza e la generosa competenza di Giosuè Agrillo, pronto a guidarci tra storia e meraviglie dell’intarsio sorrentino.

 

Il Museobottega della Tarsialignea a Sorrento, Grand Tour nella cultura materiale

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 1

Collocato all’interno di Palazzo Pomarici Santomasi in via san Nicola 28 a Sorrento c’è un labirinto di storia ed emozioni che profuma di legno e creatività: è il Museobottega della Tarsialignea, luogo della memoria vivissima di quello che dovrebbe essere la prima ragione di vanto della città, l’intarsio ligneo.

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 2

“La produzione artigianale napoletana per secoli arricchì e decorò le dimore dei re e dell’aristocrazia del Regno delle Due Sicilie” informano dal Museo, raccontando che “a quella napoletana si aggiunse, alla metà del XIX secolo, la produzione intarsiata sorrentina, sviluppatasi con l’afflusso sempre maggiore di viaggiatori stranieri, che soggiornavano a Sorrento per lunghi periodi, acquistando mobili ed oggetti decorati con immagini tratte dalla cultura e dal paesaggio locali”.

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 3

Arte da godere tutti i giorni, dunque, in casa propria, in grado di creare un imponente indotto a Sorrento e di affermare ovunque la fama dei suoi artigiani.

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 4

Il Museobottega della Tarsialignea conserva preziosi e pregiati esempi di questa produzione locale e documenta la cultura ed il paesaggio in cui essa nacque e fiorì”: lo fa attraverso un percorso di visita inebriante, per la bellezza degli oggetti quanto per la grazia della cura espositiva.

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 5

Del resto non poteva essere diversamente, dato a che l’anima di tutto è Alessandro Fiorentino, architetto di raro gusto, con un talento che deborda nel design e nell’arte pura.

Il Museobottega è il suo generoso dono alla città di Sorrento, a tutela della memoria più nobile di una città oggi distratta dal turismo di massa disattento.

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 6

Una visita al MUTA è un viaggio nella Sorrento nell’Ottocento, perché le collezioni vogliono fare rivivere l’epoca del Grand Tour, quando la città “era una tappa fissa del viaggio in Italia dei maggiori rappresentanti della nobiltà e della cultura internazionale”.

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 7

Si possono ammirare mobili e oggetti intarsiati, plastici, quadri, stampe, libri, opere d’arte contemporanea, ceramiche, cimeli, fotografie d’epoca, attrezzi di lavoro, organizzati “attraverso un percorso didattico diviso in tre sezioni: Sorrento nell’Ottocento, La Tarsia in Italia dal Quattrocento all’Ottocento, La Tarsia sorrentina nell’Ottocento”.

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 8

Si viene introdotti “nell’ambiente culturale ed economico all’interno del quale nasce e si sviluppa la produzione locale di mobili ed oggetti intarsiati”…

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 9

… si compie un “excursus attraverso la tradizione italiana ed europea della lavorazione di mobili ed oggetti in intarsio in legno”…

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 10

… giungendo alla collezione moderna che “offre esempi di applicazione dell’intarsio ad elementi di arredo ed oggetti della cultura contemporanea, grazie alla collaborazione di noti designer ed artisti italiani e stranieri, che hanno firmato due collezioni Le regioni incorniciate e 24 scatole d’autore”.

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 11

Per i gruppi di almeno quindici persone è attuabile la formula Visita+Laboratorio che prevede anche un’attività di laboratorio “durante la quale i visitatori sperimentano, con l’assistenza di un maestro intarsiatore, le varie fasi e le tecniche dell’intarsio in legno e realizzano, con le proprie mani, un segnalibro intarsiato, che porteranno via a ricordo della visita al museo”.

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 12

Si tengono anche corsi “rivolti a coloro che desiderano ricevere le conoscenze di base sull’arte del traforo in legno, attraverso la partecipazione a lezioni teoriche e pratiche” di varie durate, dal week-end fino a diverse settimane.

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 13

Il museo di recente si è arricchito di un Bistrot, chiamato GustArti, il cui nome già annuncia la singolarità della collocazione come quella della proposta.

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 14

Infatti “la taverna propone diverse tipologie di polpette, ognuna accompagnata da un contorno e servita, con una propria salsa, in barattoli di vetro”.

spec sorrento-4-museobottega tarsialignea 15

Abbiamo approfondito il senso di questo multiforme luogo di cultura materiale con il suo fondatore, Alessandro Fiorentino.

Info: www.museomuta.it

 

Le scatole musicali della collezione del sorrentino Enrico Salierno

spec sorrento-5-scatole musicali 1

Hanno sempre un aspetto struggente le storie degli emigranti di successo che alla fine della propria vita decidono di rendere un tributo alla terra d’origine, donando al territorio di provenienza parte delle fortune.

Non fa eccezione la storia del sorrentino Enrico Salierno che da imprenditore ottenne successo negli Stati Uniti, creando l’azienda Sorrento Specialità che si occupava di importare prodotti proprio della penisola sorrentina.

Collezionista di preziose scatole musicali realizzate tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900, decise di lasciarle in eredità all’Unione Artigiani Intarsio Sorrentino, un modo per rendere omaggio alla sua città.

spec sorrento-5-scatole musicali 2

Quella raccolta di oggetti musicali, comprendente carillon, dischi, orologi, quadri, scatole, è diventata la Collezione Salierno, la quale a più riprese è protagonista di mostre allestite nella città di Sorrento.

spec sorrento-5-scatole musicali 3

Nel periodo estivo ne abbiamo visitata una incentrata sui carillon, ospitata nei suggestivi ambienti del Chiostro di San Francesco.

spec sorrento-5-scatole musicali 4

Una mostra non soltanto da vedere ma anche da ascoltare, visto che i meccanismi sono perfettamente funzionanti e che la visita prevedeva la possibilità di ammirarli in azione.

spec sorrento-5-scatole musicali 5

Abbiamo documentato l’atmosfera fatata che si creava nell’ambiente della mostra una volta messi in funzione i carillon.

 

ReFood, il più buono e autentico ristorante tipico di Sorrento

spec sorrento-6-ristorante ReFood 1

Vi sembrerà incredibile trovare un’oasi di autentica cucina tipica in una Sorrento pullulante invece di locali per turisti che abbassano la cucina a mero amo per adescare clienti, ignorando quasi totalmente le vere peculiarità della gastronomia locale.

Questa sorprendente oasi della ristorazione sorrentina è ReFood, in via Accademia 10, nel centro storico cittadino.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 2

Ci si strabuzza gli occhi davanti a una carta che trabocca di autentiche tipicità, soprattutto dopo avere letto decine di menu degli altri ristoranti infarciti di banalità.

Ci si chiede chi sia l’eroe del buon gusto che sta dietro a un simile ottimo locale e quando otteniamo la risposta comprendiamo finalmente la ragione di questa serietà: si tratta di Giuseppe Savarese, uno che non si limita fare il ristoratore, ma dedica invece tantissimo tempo a curare direttamente la produzione delle materie prime.

Infatti Savarese con la famiglia cura un’intensa attività agricola nella zona più vocata del sorrentino, Priora, nome che spesso si sente nominare quando si parla di eccellenze agro-alimentari del territorio.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 3

Qui la filiera è più che corta, è ombelicale: parte di ciò che ti ritrovi nel piatto, lo ha lavorato con le sue mani il gestore del ristorante.

Così comprendi l’aria di autenticità che pervade il ReFood, dove non c’è un solo prodotto che non sia strettamente territoriale e di elevatissima qualità.

Vista la zona in cui ci troviamo, impossibile non partire subito con una piccola degustazione di Provolone del Monaco: ci portano il sei mesi di stagionatura che entra con delicatezza tra le fauci per poi impadronirsi del tuo palato, pizzicandolo lievemente, in un dominio assoluto di un latte dall’aroma erbaceo.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 4

Ottima l’idea di attorniare il formaggio con una marmellata di arance di Priora, potente ma senza esagerare, ricca, con delizioso retrogusto amaro.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 5

Fragrante e sincero il pane integrale che usa tutte le proprietà del chicco del cereale. Stuzzicanti i grissini aromatizzati.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 6

Il Provolone del Monaco è protagonista principale anche dei meravigliosi Spaghetti alla Nerano, ricetta nata da queste parti che mette insieme al formaggio identitario anche la delicatezza delle zucchine, immerse in una soave mantecatura che è un alito di semplicità.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 7

Sbalorditivi gli eccezionali Spaghetti al Limone di Priora e burro di montagna del Faito, i quali riescono nell’impresa di spegnere l’acidità citrica del limone, esaltandone invece gli oli essenziali.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 8

Ma non è finita, perché arriva il tris di primi della tradizione, brillantemente presentato.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 9

Su tutti, i cannelloni, in ragione della loro origine storica, di cui in città sono certi: sarebbero un’invenzione sorrentina, risalente a circa un secolo fa. Secondo altre fonti, analoghi formati e medesima denominazione esistevano anche altrove, ma poco importa: a Sorrento dei cannelloni ci si fa vanto e non possono mancare in un ristorante che segue la tradizione.

Al Refood li fanno ieratici, ricchi di pomodoro di cui si avverte la freschezza di campo.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 10

Altro piatto identitario, ma su cui questa volta non ci sono dubbi circa la primogenitura, sono gli gnocchi alla sorrentina. Non date per scontato provarli qui, perché vi stupiranno: gli gnocchi del ReFood sono davvero fatti con le patate e preparati a mano, talmente buoni in partenza che li si potrebbe mangiare anche senza condimento. Figuratevi che prelibatezza diventano con l’aggiunta del formaggio fuso, una squisita treccia sorrentina di latte vaccino. Senza ombra di dubbio, i più buoni mai mangiati in tutta Italia.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 11

Chiudiamo con un altro classico, le vere lasagne napoletane, dal cuore ripieno di uovo e polpettine, semplicemente strepitose.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 12

A sancire la memorabilità del pasto, i vini delle Cantine Astroni, provenienti dal cuore caldo della Campania. Astroni infatti è il nome di un cratere dei Campi Flegrei, collocazione che annuncia la natura vulcanica di questi vini, con tutto il corredo sensoriale che ciò comporta.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 13

La Falanghina, per esempio, è ovviamente un’esplosione di mineralità, la quale accarezza provocantemente il palato fino all’ultimo sorso, mentre seduce il naso con un profumo unico di crisommole, le albicocche del Vesuvio in dialetto napoletano.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 14

Passando al Piedirosso in purezza del Colle Rotondella, si ha la conferma della mineralità, mentre al naso ci si sente immersi in un roseto in fiore e sul palato trionfano le amarene: niente tannini né acidità, soltanto la poesia.

Da encomio questa azienda insediata “al confine tra Napoli e Pozzuoli, nel cuore dei Campi Flegrei sulle pendici esterne del Cratere Astroni, oggi riserva naturale dello Stato ed oasi WWF”.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 15

La cantina “per volontà della famiglia Varchetta” punta “esclusivamente sui vitigni autoctoni per produrre vini con una spiccata tipicità rivolti a chi ama ricercare il territorio nel bicchiere”.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 16

Ringraziamo commossi per questo intento, perché è soltanto grazie ad aziende coraggiose e intransigenti come Astroni se in Italia resiste ancora la vera Cultura del vino, minacciata dalla barbarie dei troppi produttori dediti al becero profitto che hanno infestato l’Italia con i vitigni internazionali (www.cantineastroni.com).

spec sorrento-6-ristorante ReFood 17

Anche questa ottima scelta non è casuale: il ReFood mette grande attenzione nella ricerca dei vini, tanto amati qui che i gestori hanno ricavato per loro una suggestiva cantina nei sotterranei dell’edificio che ospita il locale…

spec sorrento-6-ristorante ReFood 18

… con la grande raffinatezza architettonica di un’apertura in alto…

spec sorrento-6-ristorante ReFood 19

… che rende visibili le bottiglie pure dall’esterno.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 20

Non si può uscire da Refood senza aver gustato la Delizia al Limone, dolce tipico sorrentino dalla spettacolare eleganza. Accompagnatelo con il loro limoncello, il più clamoroso finora mai provato.

spec sorrento-6-ristorante ReFood 21

A questo tripudio di bontà, va aggiunto ancora un valore importante: la grandissima cortesia e competenza di chi gestisce (anche) il servizio, Antonino Esposito, al quale abbiamo chiesto di raccontarci questo locale.

Info: www.refoods.it

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Tag: , , , , , , , , ,



L'autore


Back to Top ↑