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Storia e origini culturali dei ristoranti

Pubblicato il: 28 giugno 2020 alle 7:00 am

Pierre-Auguste Renoir, Locanda di Mère Anthony, 1866, Stoccolma, Nationalmuseum.

Ripercorrere la storia dei ristoranti è un modo diverso ma valido per conoscere meglio i luoghi che tutti noi frequentiamo. Il consumo pubblico e quello privato sono facce della stessa medaglia, attraverso il primo però le persone non solo soddisfano uno dei bisogni primari (mangiare) ma scambiano idee, opinioni e rapporti interpersonali diversi a seconda dei luoghi.

Le origini di questi locali affondano nell’antichità e sono connesse all’esigenza pratica di chi si spostava spesso per lavoro di consumare pasti fuori casa. La nascita del ristorante moderno non fu però automatica ma frutto dell’elaborazione sociale e culturale del “concetto” del ristorante, già esistente.

Fu la Francia la patria dove ciò avvenne. Negli anni precedenti la Rivoluzione Francese si moltiplicarono le trattorie che avevano una più ampia offerta di piatti con piccoli tavoli apparecchiati destinati ad un numero di clienti prefissato. Già nel 1782 Antoine Beauvillers, abbandonato il servizio dal conte di Provenza, aprì un ristorante con queste caratteristiche a Parigi. Bisogna però ricordare che proprio a Parigi intorno al 1760 erano punti fermi per coloro che avevano bisogno di rimettersi in salute: brodi o zuppe avevano una funzione corroborante ma, al tempo stesso, vi era la possibilità di consumare anche piatti a prezzo fisso.

Durante l’epoca del terrore divennero un ottimo ritrovo per gli aristocratici grazie alla discrezione che offrivano. Nello stesso periodo i cuochi impiegati presso le dimore nobili cittadine rimasti senza lavoro crearono spazi pubblici dove poter soddisfare un numero sufficiente di avventori che garantisse la loro sopravvivenza.

Durante l’epoca napoleonica queste connotazioni andarono sparendo facendoli diventare unicamente luoghi di degustazione gastronomica. E’ interessante notare a questo punto come, di fatto, non vi sia stato un fattore scatenante ma cause di diversa natura che determinarono un cambiamento progressivo e inesorabile.

A inizio Novecento e fino al dopoguerra (soprattutto in Italia) i ristoranti divennero luoghi  destinati alla borghesia in cui la gente povera non poteva neanche sognare di entrare per rimpinzarsi (chi si ricorda a tal proposito la scena al ristorante nel film “Ladri di biciclette” del 1948?!).

Dopo gli anni Cinquanta e il boom economico che investì anche l’Italia si assistette ad una costante evoluzione e differenziazione del concetto di ristorante; ancora oggi questo ambiente è in evoluzione, cercando di soddisfare le aspettative di una clientela sempre più esigente e variegata.

 

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L'autore

Aldo Lissignoli

Sono sempre stato affascinato dalla cucina, fin da piccolo, quando con mia cugina e altri bambini facevo finta di gestire un piccolo ristorante (ovviamente io ero ai fornelli). Più tardi, seguendo i miei sogni, ho deciso di iscrivermi all'Istituto Alberghiero di Brescia (http://www.istitutomantegna.gov.it/). Negli ultimi due anni sto cercando, anche grazie al mio blog (http://alberodellagastronomia.
blogspot.it), di avere un lavoro che riesca a mettere in pratica non solo l'esperienza in cucina ma anche e soprattutto le nozioni, le informazioni e i saperi che l'Università mi ha trasmesso, ma soprattutto far conoscere la mia passione per la cultura alimentare, facendo in sostanza di questo amore un lavoro.
alberodellagastronomia.blogspot.it


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