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Una storia valida da raccontare, secondo la direttrice del Museo Ferragamo

Pubblicato il: 18 agosto 2020 alle 3:00 pm

“L’obiettivo del museo è di documentare l’importante lavoro creativo di Salvatore Ferragamo nel campo della pelletteria ed in particolare della calzatura e di dimostrare il rapporto che da sempre esiste tra l’azienda, l’arte, il design e il costume”: questo il dichiarato assunto di partenza del Museo Ferragamo di Firenze che lo realizza nelle sette sale a disposizione, in cui fa ruotare ciclicamente, in mostre temporanee, parte degli oltre quattordicimila modelli conservati nell’archivio.

Museo Salvatore Ferragamo 1

“Modelli che dimostrano il rapporto di Salvatore Ferragamo con gli artisti dell’epoca […]; altri provano la continua ricerca della perfetta calzata e l’invenzione di particolari costruzioni e di materiali […]. Vi sono, inoltre, calzature famose per essere state create per le star di Hollywood, come Marilyn Monroe, Greta Garbo, Audrey Hepburn”.

Museo Salvatore Ferragamo 2

Abbiamo approfondito l’analisi del Museo Salvatore Ferragamo con la sua direttrice, Stefania Ricci.

Cosa significa per un’azienda come Ferragamo essere titolare di un Museo?

“Per un azienda come Salvatore Ferragamo avere un museo aziendale significa avere una storia e una storia che vale la pena di raccontare. Questa storia ha ormai più di cento anni, visto che Salvatore Ferragamo ha iniziato a fare il calzolaio quando era un bambino. Un’azienda che può vantare una storia più o meno lontana e che riesce a narrarla nell’archivio e nel museo, ha una marcia in più per la sua capacità di affermazione sul mercato. Si spiega quindi come mai la Salvatore Ferragamo per celebrare gli ottanta anni dell’azienda abbia deciso di farlo con una mostra del Museo Salvatore Ferragamo nel Museum of Contemporary Art di Shanghai”.

Museo Salvatore Ferragamo 3

“Il museo è anche inteso come il salotto buono in cui accogliere la propria clientela, effettiva e potenziale e dimostrargli la propria capacità di affermazione nel tempo. E’ il luogo dove sono tangibili i valori del marchio e gli elementi di distinzione dalla concorrenza.

Ma è anche il luogo della memoria in senso dinamico, per la creatività stessa dell’azienda, vale a dire come laboratorio che raccoglie le testimonianze della produzione passata, dalla quale si generano nuove idee, nuovi prototipi, nuovi prodotti, nel rispetto di quell’identità del marchio, di cui l’archivio e il museo sono i numi tutelari, aldilà delle mode e del turn over manageriale. Progetti di comunicazione, eventi commerciali, collezioni di accessori e di abbigliamento prendono sempre avvio in Ferragamo dal museo e dall’archivio, dalla storia dell’azienda, alla ricerca di quei elementi di originalità e di innovazione  da reinterpretare che rendono il marchio Ferragamo unico e inimitabile”.

Museo Salvatore Ferragamo 4

“Il museo è inoltre ritenuto per la Salvatore Ferragamo uno strumento importante per creare quel senso di appartenenza all’azienda in chi lavora all’interno dell’azienda e per l’azienda, per le loro famiglie, per gli amici, che nella crescita frenetica di un marchio e nella sua sempre maggiore internazionalizzazione, c’è sempre il rischio di perdere. In una società sempre più impersonale, costruire uno spazio, ove ognuno può vantare di essere stato in qualche modo protagonista diretto o indiretto, rappresenta certamente un valore positivo, con un enorme potere aggregante”.

Museo Salvatore Ferragamo 5

Quale rapporto (o differenza) esiste tra l’allestimento museale e quello del negozio contiguo?

“Nessuna relazione, volutamente. Il museo è la parte culturale dell’azienda, il negozio riflette l’anima commerciale, come deve essere. Soltanto in occasione dell’inaugurazione delle mostre, le vetrine dei negozi Ferragamo sono dedicate al tema della mostra. Il personale del negozio, come tutti i dipendenti ricevono una presentazione della mostra che inaugurerà sia per essere partecipi dell’evento, sia per essere portavoce dei contenuti della mostra. Come ha sempre detto la Signora Wanda Ferragamo: il personale del negozio è il primo ambasciatore dell’azienda”.

Museo Salvatore Ferragamo 6

Ci spiega la scelta di rinunciare a una mostra permanente e di allestire invece mostre temporanee?

“Le mostre temporanee hanno la funzione di rendere dinamica l’attività del Museo e di interagire con il territorio e con la popolazione locale, che in questo modo ha più occasioni di tornare al museo. L’ideale sarebbe potere avere nello stesso spazio museale, la parte permanente che racconta la storia di Salvatore Ferragamo, della famiglia e dell’azienda e la parte temporanee. Ma al momento lo spazio che abbiamo a disposizione non è sufficiente”.

Museo Salvatore Ferragamo 7

Quanto è importante per voi lo storytelling e come lo sviluppate?

“Abbiamo affrontato il tema solo con la mostra in corso, Il calzolaio prodigioso, che ha come soggetto storie, fiabe e leggende di scarpe e calzolai. E’ stata una mostra di produzione per la quale artisti in vari campi hanno realizzato un’opera, sculture, film, fotografie, musiche, testi illustrati e anche un fumetto sulla storia di Salvatore Ferragamo”.

Museo Salvatore Ferragamo 8

“Quest’ultima esperienza è stata per noi entusiasmante, tanto che come Fondazione Ferragamo, voluta dalla famiglia Ferragamo per tramandare i valori del fondatore e per formare le nuove generazione abbiamo istituito lo scorso anno Comicsjam, otto ore in cui circa un centinaio di giovani fumettisti hanno realizzato otto pagine. Il risultato è stato premiato con corsi di specializzazione in Italia e all’estero e con una mostra a Lucca Comics lo scorso novembre”.

Museo Salvatore Ferragamo 9

Come organizzate marketing e comunicazione del Museo?

“Abbiamo all’interno del nostro organico un gruppo di persone che si dedicano a questo. Viene fatto un lavoro capillare di promozione attraverso contatti con associazioni, scuole, istituzioni varie, attraverso il sito del Museo e le newsletter, attraverso la pubblicità stradale, sugli autobus, negli aeroporti, su alcune testate”.

Museo Salvatore Ferragamo 10

Qual è la vostra visione di un Museo d’Impresa e il vostro ruolo nell’associazione Museimpresa?

Credo di aver già risposto in parte nella prima domanda. Vorrei aggiungere che lo spirito d’impresa e la cultura del fare, del produrre, del vendere di per sé rappresenta una parte importante della cultura del nostro Paese e costituisce un contributo irrinunciabile al progresso delle nostre arti e della nostra civiltà. Un marchio, un prodotto, un documento non sono solo brandelli di storia d un’azienda, della sua innovazione tecnologica. Sono tappe del lungo viaggio dell’economia e anche della cultura dell’intero paese e di un territorio”.

Museo Salvatore Ferragamo 11

“Questa consapevolezza è aumentata nel nostro paese negli ultimi anni, grazie anche al grosso lavoro che ha fatto Museimpresa di cui siamo soci fondatori, sia attraverso l’organizzazione di convegni, giornate di studio, partecipazione ad eventi come associazione, sia attraverso l’organizzazione di seminari di formazione per gli associati in cui sono stati approfonditi molti argomenti importanti per il nostro lavoro  e soprattutto per la nostra crescita professionale”.

Museo Salvatore Ferragamo 12

La filosofia del Museo Salvatore Ferragamo si palesa in maniera eclatante nella mostra Il Calzolaio Prodigioso. Fiabe e leggende di scarpe e calzolai, allestita nella sede storica di piazza Trinita a Firenze.

Lo dimostrano i seguenti appunti visivi filmati tra le sale espositive.

Info: www.museoferragamo.it

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L'autore

Domenico Liggeri

è attivo dal 1988 nel mondo della comunicazione in tutti gli ambiti, dalla televisione al cinema, dal giornalismo professionistico ai video musicali, dall’insegnamento universitario alla regia, dall’editoria libraria al teatro, dal web alla carta stampata.
Attualmente firma come autore la trasmissione Tiki Taka su Italia Uno condotta da Piero Chiambretti, scrive per i mensili della casa editrice del calendario di Frate Indovino per la quale ha appena pubblicato il suo nuovo libro; inoltre è direttore responsabile della testata giornalistica on line Storie Enogastronomiche specializzata in enogastronomia e turismo culturale, Presidente della Giuria del Festival Internazionale del Videoclip IMAGinACTION, docente universitario della IULM di Milano e per vari insegnamenti in diversi master della Business School della RCS Academy del gruppo editoriale che comprende il Corriere della Sera.

Da oltre vent’anni svolge attività di docente in varie Università, come IULM, Cattolica di Milano, Dams di Bologna, IED - Istituto Europeo di Design e per l’Istituto Internazionale di Ricerca e Studi Avanzati del Ministero per i beni e le attività culturali.
Ha pubblicato diversi volumi come saggista e scrittore, per case editrici come Bompiani, Mondadori e Sperling & Kupfer: diversi suoi volumi sono stati adottati da varie università italiane. E’ autore di voci per alcune delle più importanti enciclopedie italiane.
Come autore televisivo ha lavorato con Piero Chiambretti, Maurizio Crozza, Francesco Facchinetti, Belen Rodriguez, Vanessa Incontrada, Paolo Bonolis, Giancarlo Magalli, Claudio Lippi, Elisa Isoardi, Pupo, scrivendo anche per alcuni comici di Zelig (tra cui Leonardo Manera) e firmando molte trasmissioni soprattutto di prima serata per tutte le reti Rai e Mediaset, ma anche per La7 e Sky. Tra le sue trasmissioni più note, Dopofestival di Sanremo su Rai Uno, Markette e Crozza Italia Live su La7, X Factor su Rai Due, Wind Music Awards su Italia Uno. E’ stato direttore editoriale della tv musicale satellitare Match Music, mentre per i Festival di Sanremo del 2004 e del 2005 ha realizzato come autore unico i profili dei cantanti andati in onda sulle reti Rai e gli spot ufficiali della trasmissione. Come regista televisivo ha firmato servizi, live ed esterne per Rai, Mediaset e diverse tv musicali, nonché l’evento multimediale Come and Dance Rihanna con Garrison di Amici di Maria De Filippi. Ha collaborato come autore e copywriter a vari spot per alcune campagne della Wind. E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker voluta da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central).
Giornalista professionista dal 1996, ha scritto per Il Giorno, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale di Sicilia, Maxim, Campus, Frate Indovino, InTV, svolgendo anche attività di critico cinematografico (Duel, Ciak) e critico musicale (Maxim, il Mucchio Selvaggio). Suoi servizi sono stati pubblicati on line anche da Tiscali.it e LiberoQuotidiano.it, Rockol, Mtv.it.
Regista di videoclip, ha firmato il pluri-plagiato Dedicato a te per il gruppo Le Vibrazioni, Cleptomania per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista e sceneggiatore cinematografico, è autore di vari cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti dalle strutture di Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati a prestigiose rassegne in Italia e all’estero come Torino Film Festival, Locarno International Film Festival, Bellaria Film Festival, FIFF - Festival International de Films de Fribourg, Genova Film Festival, Capalbio International Film Festival. E’ stato assistente alla regia di Roberta Torre e collaboratore di Ciprì e Maresco. Ha firmato un contratto come soggettista, sceneggiatore e regista per un film lungometraggio con l’importante casa di produzione Lux Vide (Don Matteo, Che Dio ci aiuti, L’Isola di Pietro).
Come autore e regista teatrale, ha portato in scena lo spettacolo CabaRE’ al Derby di Milano e altre opere come quella che ha visto quali protagonisti Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada al Teatro Donizetti di Bergamo.
E’ stato ideatore e direttore artistico della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri. Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt. E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica marchigiana Ultrasuoni (prima label italiana distribuita dalla multinazionale tedesca Edel) e ha svolto anche attività di produttore artistico musicale, realizzando album di diverse rock band per etichette come la CNI - Compagnia delle Nuove Indye.
www.domenicoliggeri.it


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