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Tarallo De.Co. di Agerola (Napoli)

Pubblicato il: 9 ottobre 2019 alle 3:00 pm

A parte la forma tondeggiante e il classico buco nel mezzo, il tarallo agerolese non ha, in verità, molto in comune con il più celebre ma anche più calorico cugino napoletano, il tarallo sugna e pepe, arricchito con le mandorle.

de.co tarallo di agerola 1

La versione classica è ottenuta con pochissimi ingredienti: l’impasto è realizzato con farina, acqua, sale e criscito. Qualche produttore aggiunge anche i finocchietti.

La caratteristica principale di questo tarallo è la doppia cottura che lo rende facilmente digeribile. Dopo aver ricavato dall’impasto delle ciambelle del diametro di circa dieci centimetri, si immergono queste ultime in acqua bollente dove restano per circa due minuti. Una volta scottati i taralli vengono passati in forno molto caldo (circa 240 gradi) per una quarantina di minuti. La successiva fase di essiccatura viene effettuata in una biscottiera ventilata per oltre tre ore.

de.co tarallo di agerola 2

Le origini di questo prodotto, straordinario per il gusto semplice e per l’eccezionale friabilità, sono molto antiche. Secondo antica tradizione, il tarallo veniva offerto durante le cerimonie insieme con i salumi, il fiordilatte o le provolette locali e, naturalmente, il vino della vicina Gragnano. Ma il sapore molto delicato e neutro lo rende adatto, come sostituto del pane, ad accompagnare ogni tipo di alimento, magari previa breve immersione nell’acqua.

Alcuni buongustai suggeriscono addirittura di utilizzarne i frammenti a mo’ di crostini per sostenere un prezioso velo di caviale.

de.co tarallo di agerola 3Qualche dritta per conquistare i prodotti migliori. I più storici tra i taralli made in Agerola sono quelli del biscottificio di Antonio Manna, a qualche metro dalla piazza Paolo Capasso nella frazione di Bomerano. Di grande pregio sono anche i taralli di Fausto nella prima traversa di via Macerenelle a Campore, i quali tuttavia devono la loro fama specialmente alla versione col burro. Altri indirizzi affidabili sono il tarallificio di Teresa Pisacane, sempre a Bomerano, Integral pane a Pianillo e il panificio Nicola De Stefano in via Coppola a San Lazzaro.

Il tarallo stimola anche la fantasia di alcuni chef che lo impiegano per creare un contrappunto di consistenze di alcune creazioni.

Andiamo a vedere come viene realizzato questo fragrante prodotto campano.

Info: www.infodeco.it

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L'autore

Roberto De Donno

Docente universitario da circa venti anni, con cattedra in Marketing presso Università degli Studi di Lecce e LUM Jean Monnet di Casamassima. Esperto in Marketing Territoriale e di De.Co.. Svolge attività di relatore in convegni e seminari ed è proprietario del sito www.infodeco.it. Ha firmato due pubblicazioni, edite da Giuffrè e Veronelli, facenti parte della Collana dell’Università LUM Jean Monnet: De.Co. Denominazioni Comunali. Sviluppo locale e Strumenti di Marketing Territoriale e Le Denominazioni Comunali: opportunità di sviluppo Territoriale.
www.dedonno.net


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