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Teroldego Rotaliano di De Vigili, quando il vino si specchia nel terroir

Pubblicato il: 30 marzo 2020 alle 7:00 am

Una storia lunga e intricata e avvincente come in un grande romanzo bucolico, quella della cantina De Vigili di Mezzolombardo, in Trentino: l’incipit è da giallo a sfondo archeologico, quando “un reperto ritrovato nella vecchia cantina testimonia che Ottavio De Vigili ad inizio ’800 marchiava le botti con le sue iniziali”. Sembra la testimonianza di un’antica lineare vicenda di successo imprenditoriale ante litteram e invece l’attività di vinificazione della famiglia De Vigili si interrompe nel 1939, a causa delle conseguenze nefaste della seconda guerra mondiale.

Un blocco che potrebbe segnare la fine di un’esperienza, ma è difficile sradicare le radici metaforiche di chi fa il viticoltore da generazioni, così la passione per il vino in casa De Vigili si tramanda comunque “di padre in figlio, da nonno a nipote, sino a giungere a Francesco”, attuale conduttore della cantina, il quale nel 2015 a soli ventitré anni ne ha rimesso in moto l’attività.

Malgrado la giovanissima età, l’elevata consapevolezza culturale di Francesco ha fatto sì che riprendesse con lo stesso spirito di chi l’ha preceduto, concentrandosi sul vitigno con cui si identifica il proprio territorio, il Teroldego della Piana Rotaliana.

Un lavoro condotto su cinque ettari, lavorati con il principio di rese ridotte in vigneto e del massimo scrupolo in cantina.

Con una precisa missione: “rispetto del suolo, la cura delle uve di Teroldego provenienti dalla zona Pasquari e una vinificazione rispettosa delle caratteristiche originarie fanno rispecchiare nel nostro prodotto il territorio di origine”.

Così Francesco è riuscito in cinque anni a raggiungere un volume tra le venticinquemila e le trentamila bottiglie l’anno, aggiungendo al Teroldego una piccola produzione di Chardonnay in purezza da uve coltivate in una collina di gesso nella zona di Lavis, sempre in provincia di Trento.

Delle tre referenze di Teroldego Rotaliano, quella di punta è Ottavio, la selezione, con quei suoi profumi di rovo e il sorso setoso e caldo che pone in evidenza prugna, barbabietola e cioccolato al latte, proponendo un piglio zuccherino che ghermisce e incanta.

Nella versione basica il Teroldego Rotaliano, pur rimanendo fedele ai descrittori esposti, è invece contrassegnato da un frutto che esplode in tutta la sua pregnanza organolettica, offrendo una beva più agile e immediata.

Rivela altre sfaccettature ancora il Teroldego Rotaliano ma nella versione Rosato, con un bouquet che richiama petali di giglio, mentre in bocca una buona acidità veicola melagrana e fragola.

Un’intensa sapidità ingolosisce la beva, con un finale che conferma la tendenza alla vivacità zuccherina.

Tutti vini sinceri e in cui si avverte davvero la suggestione della terra di provenienza.

Abbiamo allora chiesto a Francesco De Vigili di raccontarci la vicenda della cantina e il senso delle sue produzioni: ci ha risposto nel video che trovate sotto.

Nel 2016 per “portare il Teroldego nel mondo per farlo conoscere e dare gioia” la cantina De Vigili ha creato il progetto TeRoldeGO Evolution (https://www.facebook.com/teroldegoevolution/), un movimento evocativo fin dalla grafica del logo che gioca anche con il concetto di rivoluzione ma sempre legato a profonde radici non soltanto metaforiche…

… i cui aderenti si presentano come “un gruppo di giovani viticoltori liberi, le nostre radici sono profondamente legate alla Piana Rotaliana e al Teroldego”, con un preciso obiettivo: “attraverso il confronto e la sinergia puntiamo alla crescita e alla valorizzazione di questo vitigno unico”.

Info: http://www.cantinadevigili.it/

Distribuzione: http://www.propostavini.com/info-per-ordini

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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