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Tintilia del Molise, le intense versioni dei vini di Claudio Cipressi

Pubblicato il: 21 marzo 2017 alle 9:57 am

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La Tintilia è l’unico vero autoctono molisano, da cui possono nascere vini di enorme personalità.

Sul sito del Consorzio per la Valorizzazione dei Vini D.O.C. del Molise, con sede all’Unioncamere Molise di Campobasso, si legge che questo vitigno è stato “introdotto nella seconda metà del settecento, in piena dominazione borbonica, in virtù dei commerci tra il regno di Napoli e la Spagna”, tanto che il suo nome deriverebbe “dall’etimo Tinto che in lingua iberica significa rosso”.

Sebbene alla fine dell’800 fosse “la varietà maggiormente coltivata in tutto il territorio del Molise e considerata necessaria nelle zone regionali più interne”, invece “nel dopoguerra si è assistette ad un progressivo abbandono delle vigne, proprio nelle zone di antica coltura del Tintilia, tanto da considerarlo virtualmente scomparso dalle superfici vitate regionali” (www.consorziovinimolise.centaurusweb.it).

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Per questo va un sentito applauso ai produttori molisani che negli ultimi anni hanno deciso di tutelarlo e promuoverlo.

A distinguersi è stato in particolare Claudio Cipressi che con la sua cantina di San Felice del Molise, in provincia di Campobasso, ha perfino rilanciato sulla Tintilia, facendone grandi vini e ampliando la gamma delle loro declinazioni, come se volesse esplorare tutte le potenzialità di queste uve.

Sono così presenti anche un Tintilia Rosato (Collequinto) e un blend con il Montepulciano (Macchianera), ma la quintessenza è rappresentata dalle vinificazioni in purezza, contenute in tre vini.

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A sbalordirci sono state le sue versioni più estreme per sincerità, perché coraggiosamente maturate senza fare legno. Come il Macchiarossa che fa “24 mesi in acciaio + 6 mesi in bottiglia”. Sublime il suo profumo, da roseto in fiore. Di rara grazia il sorso, tenuamente acido, appena balsamico, sempre gentile malgrado la potenza alcolica. Echi lontani di liquirizia ed erbe officinali. Un vero capolavoro.

Caratteristiche simili per il Settevigne che però eccelle in freschezza, offrendo sfumature del tutto proprie, pescate dai sette vigneti di proprietà. Il retro della bottiglia riporta in etichetta come il Settevigne nasca “dall’amore per il vino e per il territorio a cui appartiene”.

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Rispetto ai precedenti, il Tintilia {66} intensifica il frutto e conduce verso un sentiero in pieno sottobosco, tempestato di piccoli frutti rossi. Trentasei mesi in legno arrotondano certe pulsioni selvatiche presenti invece nel Macchiarossa e nel Settevigne.

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Da notare che Cipressi applica il metodo “rigorosamente biologico per la coltivazione in vigna”, tanto che dal 2014 la sua azienda agricola è certificata come Bio.

Da sottolineare anche che è stato proprio Claudio Cipressi a riscoprire questo vitigno, operando il lungo, faticoso e certosino lavoro di individuarne le poche viti rimaste, rimettendole poi in coltura per arrivare a dare nuovamente vita al vino che se ne trae: un atto di eroismo che corrisponde a una potente azione di tutela di un bene culturale del Paese come la Tintilia del Molise.

Per questo è particolarmente interessante ascoltare la sua video-intervista che segue.

Info: www.claudiocipressi.it

         www.propostavini.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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