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Il Tocco ad Acireale, pizzeria di alta scuola in una riserva naturale

Pubblicato il: 11 luglio 2019 alle 7:00 am

Un locale che ha fatto e continua a fare scuola, come esempio di ristorazione moderna, responsabile, congrua e appagante: perché il Tocco ad Acireale è riuscito nell’impresa di collocarsi in un’area naturale protetta facendo dialogare istituzioni che solitamente guardano con sospetto l’impresa privata, per offrire al pubblico un’atmosfera da sogno nel pieno rispetto dell’ambiente, adottando criteri gestionali che uniscono la massima attenzione manageriale a un’elevata sensibilità per la cultura gastronomica.

Sarà anche per questo che pur essendo una (grande) pizzeria preferisce definirsi una “food farm”, adagiata sui terrazzamenti un tempo agricoli di via dello Ionio 38 ad Acireale, in provincia di Catania, all’interno dell’area B  della Riserva Naturale della Timpa. Da qui, la struttura svetta sullo “splendido panorama che spazia dalla vicina Calabria all’Etna al Golfo di Catania” che i clienti possono godere “sulla terrazza più bella della riviera jonica”.

Un primato difficile da contestare, una volta che ci si immerge nella natura rigogliosa che avviluppa la grande complessità architettonica della struttura, da raggiungere su fondi naturali passeggiando in mezzo ad alberi ad alto fusto e tipica macchia mediterranea.

La Natura è così protagonista da trovarsi perfino dentro l’edificio che accoglie i clienti, con alberi ben piantati tra un tavolo e l’altro nella posizione che hanno sempre occupato…

… inserendosi con discrezione estetica in ambienti che li vivono come elementi decorativi ma anche quali richiami alla filosofia del progetto, altamente conscia di inserire un’attività commerciale in un contesto che pretende rispetto etico e massima considerazione umana.

Lo scrupolo è evidenziato anche da particolari di elevata raffinatezza, quale l’avere mantenuto e inglobato tra le pareti perfino le tracce di una colata lavica, come se si trattasse di un aggraziato intervento di arredo, mentre è pura espressione materica del genius loci…

… creando un angolo che non è soltanto memoria, bensì vita locale che si perpetua, come dimostrano le piante che vegetano sui residui litici di origine magmatica.

Per rispettare la composizione del terreno, il locale si sviluppa su più livelli, seguendo quelli già utilizzati per coltivare la terra, creando quindi una potenziale notevole complicazione per il servizio che si deve muovere su piani differenti, risolta invece con una prodigiosa organizzazione che consente di gestire alla perfezione anche quattrocento coperti in un paio d’ore.

Merito pure di un menu studiato a lungo, adottando tutti i criteri di ottimizzazione forniti dal management gestionale e perfino dal neuro-marketing, al fine di creare un felice incontro tra la legittima necessità di fare quadrare i conti da parte dei titolari e la sacra aspettativa del cliente di appagare il proprio palato al giusto costo.

Un sistema perfettamente sintetizzato dal menu, chiaro nei contenuti, accattivante e induttivo nella forma grafica, in grado di indirizzare rapidamente l’avventore verso le proprie scelte, senza costringerlo a lunghi studi e riletture della carta.

Abbiamo voluto capirne di più su questo progetto che unisce la mente alla gola, creando un caso che merita di essere approfondito: ne abbiamo parlato con il titolare Cristiano Vitale che ha inventato Il Tocco e il manager Sebastiano Manna che lo gestisce.

Il citato menu ci comunica che oltre la pizza c’è di più, una serie di sfiziosità altamente consigliate.

Come quelle della sezione “per iniziare”, con una bella presentazione su un ceppo di legno che affianca tuma fritta filante e golosa, panelle da manuale, un perfetto arancino rivisitato, ghiotte patate fresche fritte con la loro buccia e una sostanziosa bruschetta che su una fetta di pane in stile casereccio propone ottima mozzarella di bufala sormontata da fiore di zucca in tempura e mentuccia.

Le pizze sono divise tra “bianche”, “rosse” e quelle “consigliate da Il Tocco”.

Due invece gli impasti, entrambi da farine macinate a pietra. Quello base, da Petra 3, dà vita a un disco ben alveolato e fragrante, mentre la Miscela Il Tocco, frutto di un assemblaggio in proprio di farine italiane integrali provenienti da agricoltura integrata e biologica unite a un insieme di varietà di grani antichi siciliani, lascia scaturire intensi sentori di panificazione di una volta e notevole croccantezza.

Tra le bianche, imperdibile L’Etna, con mozzarella fior di latte, cime di rapa o cicoria, salsiccia e scaglie di eccellente formaggio piacentino ennese: un condimento ricco ma essenziale che dà vita a una pizza concreta dall’evocazione contadina.

Tra le pizze consigliate dalla casa svetta invece la Sicilia ad ogni morso, con pomodoro, ciliegino infornato, stracciatella di burrata, pesto di finocchietto selvatico fatto in casa e basilico: accogliete il suggerimento di provarlo con il bordo siciliano arricchito da semi di sesamo che diventano tostati una volta infornati, perché l’effetto organolettico sarà strepitoso, esaltando la sua originale commistione di freschezza e acidità, parecchio invitante.

In un’ottima carta dei vini, ridotta nelle referenze ma ricca di spunti, abbiamo pescato la bella scoperta del Baccarìa, un Viognier in purezza vinificato con metodo ancestrale dalla cantina Mastro di Baglio di Marsala (http://www.mastrodibaglio.it/a42_baccaria.html), capace di veicolare con le sue vellicanti bollicine sentori di miele, crosta di pane e frutta essiccata.

Una pizzeria capace di tradursi in vera esperienza, individuata grazie alla segnalazione di CityMap Sicilia (https://www.citymapsicilia.it/catania/mangiare/), portale che dedica spazio anche ai percorsi culturali ed enogastronomici da compiere nel catanese.

Info: https://www.iltocco.it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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