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Tradizioni gastronomiche della Befana

Pubblicato il: 5 gennaio 2016 alle 4:30 pm

tradizioni befana 1

La Befana, incisione di Bartolomeo Pinelli. XIX secolo.

Le tradizioni legate alla Befana sono pratiche che affondano la loro origine nelle culture antiche e nei riti legati all’inverno. In un assetto in cui l’uomo era fortemente legato alla natura e agli eventi climatici, i riti propiziatori assumevano un ruolo importantissimo, specialmente in vista del risveglio primaverile, e si realizzavano nei culti di matrice agraria. Le pratiche cristiane diffusesi successivamente conservarono alcuni dei tratti caratteristici di quelle pagane (come, in alcuni luoghi, il rito di bruciare un fantoccio con le sembianze di una vecchia signora).

Questi riti arcaici arrivati fino a noi conservarono per molto tempo il loro carattere propiziatorio; soprannominati le “befanate”, avevano lo scopo pratico di scacciare il male per assicurarsi un buon anno, soprattutto dal punto di vista produttivo. Chiaramente rientravano in questo grande calderone di superstizioni anche alcune pratiche che avevano come protagonista il cibo, come per esempio la questua alimentare fatta di porta in porta dai ragazzi della comunità.

Dal punto di vista gastronomico sono numerose non solo le pratiche conservatesi fino a noi ma anche preparazioni gastronomiche o alimenti, ne sono un esempio i legumi e il maiale, impiegati per celebrare questa festa.

Immancabile è inoltre in molte località la “torta dei magi”,torta o focaccia contenente piccoli oggetti (o anche monete o fave) che portano soldi e fortuna a chi li trova nella propria fetta, uno degli esempi meglio conservati dal punto di vista culturale delle pratiche dell’antica Roma.

Per la gioia dei bambini come non ricordare inoltre le innumerevoli varietà di dolci che costellano il territorio italiano e si differenziano da zona a zona; ne sono alcuni esempi i Befanini in Toscana (frollini aromatizzati con agrumi e rhum), la Fugassa d’la Befana, dolce che somiglia molto ad una margherita ed è tipico del Piemonte.

Anche per questa festa l’uomo ha saputo conciliare le pratiche religiose, superstiziose e materiali (perché esorcizzare l’anno produttivo imminente era un’esigenza pratica) con le proposte gastronomiche confermando, ancora una volta, il forte legame che lo lega con il cibo e l’importanza che quest’ultimo ha da sempre assunto nella vita quotidiana, divenendo simbolo esoterico, religioso, fonte di nutrimento e strumento per festeggiare le ricorrenze e le feste religiose e da ultimo, data la protagonista di questo articolo, premio per i bambini buoni.

 

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L'autore

Aldo Lissignoli

Sono sempre stato affascinato dalla cucina, fin da piccolo, quando con mia cugina e altri bambini facevo finta di gestire un piccolo ristorante (ovviamente io ero ai fornelli). Più tardi, seguendo i miei sogni, ho deciso di iscrivermi all'Istituto Alberghiero di Brescia (http://www.istitutomantegna.gov.it/). Negli ultimi due anni sto cercando, anche grazie al mio blog (http://alberodellagastronomia.
blogspot.it), di avere un lavoro che riesca a mettere in pratica non solo l'esperienza in cucina ma anche e soprattutto le nozioni, le informazioni e i saperi che l'Università mi ha trasmesso, ma soprattutto far conoscere la mia passione per la cultura alimentare, facendo in sostanza di questo amore un lavoro.
alberodellagastronomia.blogspot.it


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