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Alla Trattoria Trinacria di Milano, una cotoletta diversa: à Trapanisa

Pubblicato il: 9 febbraio 2018 alle 3:00 pm

trattoria Trinacria a Milano 1

Nella Milano capitale della cotoletta, bisogna annotare una nuova tipologia, rara e curiosa, da affiancare alla costoletta De.Co. alta e con l’osso del Nuovo Macello, al duetto di Vito allo Star Rise con la catanese (fritta) e la palermitana (alla griglia), nonché alle mille pallide versioni della Wiener Schnitzel austriaca chiamate orecchia d’elefante.

Parliamo della cotoletta alla trapanese. L’ha portata in città Filomena Oroni, volitiva signora palermitana che dispensa grandi piatti e sorrisi alla Trattoria Trinacria di via Savona 57. Antica ricetta dei giorni di festa, à Trapanisa ha la sua peculiarità nell’impanatura, caratterizzata dalla forte presenza di mandorle sbriciolate, nonché della maliziosa aggiunta di formaggio, finocchietto ed erbe aromatiche. In bocca scrocchia che è un piacere, rilasciando una potente fragranza di terra di Sicilia.

Del resto qui tutto parla siciliano, letteralmente, a partire dal menu declinato in dialetto della Trinacria. Potrebbe sembrare una posa, invece la ricerca è autentica, come testimonia la presenza del ricercato e succulento Cascavaddu Rausanu all’Argintera (caciocavallo ragusano cotto al forno con aceto e origano).

C’è da perdersi già con i soli assaggi, a partire dal Kaos girgentino, rutilante antipasto con arancino, caponata, panelle, sarde a beccafico e panino c’a mauza, tutto a regola d’arte. I clienti che affollano il locale dal ’99 gettonano parecchio anche Bucatini chi Sardi, Cous Cous a’ trapanisa (di pesce) e Nvoltini di Pisci Spata.

trattoria Trinacria a Milano 3

Intransigentemente isolana anche la carta dei vini: presenti le perle di De Bartoli e di Benanti, ma soprattutto i vini di Gulfi realizzati dal più grande filosofo dell’enologia siciliana, Salvo Foti. Se però al tavolo volete mettere d’accordo chi ha preso carne e chi pesce, allora dirigetevi sicuri sul rosato di Bonavita, suadente versione ricca di acidità e povera di tannini del classico blend di uve autoctone del villaggio messinese di Faro Superiore.

 

Info: www.trattoriatrinacria.it

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