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Trebbiatura, rito e festa antica d’Abruzzo: 7 grani antichi per la pasta

Pubblicato il: 30 agosto 2018 alle 3:00 pm

Primo piano. Gianluigi Peduzzi porta da Enrico Bartolini, al Mudec, la Rustichella d’Abruzzo, leader mondiale delle paste artigianali (una case history), mentre la sorella Stefania ha realizzato una cena futurista da Feltrinelli Red in Aulenti.

Vendono più dell’80 per cento in settanta Paesi.

Penne, Loreto Aprutino e Pianella declinano la filiera corta dal campo al pastificio.

La Trebbiatura è occasione e rito per capire la differenza fra una pasta artigianale e le altre (per una spesa informata).

Tre generazioni, la prima di rinomati mugnai nell’area Vestina, con Gaetano Sergiacomo che nel 1929 apre il primo pastificio a Penne.

Nel 1980 diventa con Piero Peduzzi la Rustichella d’Abruzzo a Pianella. Gente in gamba, che parla dei competitor con stima. “Se De Cecco, il primo a usare trafilature a bronzo, fosse rimasto artigianale non avremmo avuto lo spazio di crescere, con Mancini, Cocco, Cavalieri. E i Barilla sono seri, bravissimi”.

A Pianella impariamo le differenze.

Il grano. La Trafila in bronzo invece che in teflon. Lenta essicazione (26-56 ore) a bassa temperatura (40/50 C°). Produzione: 500 Kg all’ora. Industriale: 85/95 C° (colore più scuro pasta bruciata e caramellizata), 4-6 ore di essicazione, trafilata al teflon, 7000 kg di produzione all’ora.

Per la Rustichella solo grano italiano, canadese, americano per la linea classica, Primo Grano e Triticum 100% abruzzese e italiano. La Chitarra di Saragolla con verdure di stagione è il benvenuto a La Bilancia (agnellone e formaggio fresco straordinari). La festa della Trebbiatura di PrimoGrano è al tramonto, in contrada Cordano, all’ombra della chiesa rurale di Santa Caterina.

Il campo sperimentale è stato seminato con sette grani antichi italiani: la Saragolla abruzzese e lucana, il Senatore Cappelli abruzzese, l’Etrusco toscano, Timmilia, Russello e Perciasacchi siciliani, verranno riseminati creando un blend nuovo non al mulino ma al campo.

La trebbiatrice avanza sotto l’ultimo sole, gli ospiti assaggiano formaggi, salami e capocolli sublimi, si beve Trebbiano, Montepulciano (la sera prima Cerasuolo). Paesaggio magnifico fra Maiella e Gran Sasso, a un tiro dal mare. Profumi di campo, pasta, papera, focacce fritte, canti, balli e fuochi d’artificio fra la terra e le stelle.

Info: https://www.rustichella.it/

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 28 luglio 2018

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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