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Villa Angarano, vini da Vespaiola in purezza versione secca e Torcolato

Pubblicato il: 28 giugno 2019 alle 7:00 am

 

Vini che nascono in contesto storico, familiare e architettonico dalle radici secolari, ne assorbono necessariamente fascino e lignaggio, aggiungendo carisma ai pregi organolettici: come accade con i nettari dell’azienda agricola Villa Angarano nel vicentino, la quale specifica di trovarsi “nella zona più a est della DOC Breganze, nel comune di Bassano del Grappa”, dove “attualmente comprende cinquanta ettari, di cui 8 a vigneto che si estende fino alla sponda destra del fiume Brenta”, su un terreno di origine alluvionale particolarmente vocato alla vitivinicoltura, tanto che “il vino, come testimonia anche il Palladio, qui si è sempre prodotto”.

Ci sono quindi “quasi settecento anni di metodi tradizionali” alle spalle dell’attuale impegno delle cinque sorelle Bianchi Michiel, “cresciute con la passione per la vendemmia, con l’amore per il vino, portando avanti la nuova produzione con la consulenza dell’enologo Marco Bernabei”.

Anni ricchi di vicende dinastiche che ruotano anche intorno a Villa Angarano Bianchi Michiel, “commissionata dal Conte Giacomo Angarano al suo amico Andrea Palladio”, il quale ne inserì il progetto nei suoi Quattro Libri dell’Architettura, annotando che “è questo luogo celebre per i preziosi vini, che vi si fanno, e per li frutti che vi vengono, e molto più per la cortesia del padrone”.

Infatti “la storia del complesso produttivo agricolo è molto più antica della metà del 1500”, come testimoniano tracce archeologiche di un centro di produzione agricola nei pressi della villa, in cui si è riscontrato che si producevano vino, olio e cereali.

Il presente parla di una solida attività produttiva nell’ambito della quale ci ha affascinato il lavoro su una gloriosa uva autoctona, la Vespaiola, la cui bacca bianca si identifica proprio con questo territorio.

Due le versioni di Villa Angarano, entrambe in purezza, ma una in versione secca e l’altra passita.

L’Angarano Bianco Breganze Vespaiolo Doc scaturisce da “vecchi biotipo dei suoi vitigni a bacca bianca”, riprodotti e trapiantati per “non perdere le caratteristiche di tipicità e unicità”, adottando “tutte le pratiche per una produzione limitata e di qualità”. Profuma di gelsomino e ha un approccio al palato intensamente minerale, sviluppando una sapidità che si incrocia con ananas, litchi e albicocca. Fresco, delicato, è dotato di una personalità spiccata che si staglia nel ricordo del degustatore.

L’altra versione rientra nelle eccellenze dei vini dolci italiani.

Si tratta del giustamente celeberrimo Torcolato, dall’azienda chiamato San Biagio, ancora Vespaiola in purezza, vendemmiata a metà settembre, selezionata accuratamente, quindi “raccolta manualmente in piccoli contenitori da 2 kg e fatta appassire in modo naturale in granai ben arieggiati”, con la torchiatura che avviene “in febbraio con una resa del 25%”.

In seguito a un lungo periodo di maturazione ed affinamento tutta questa cura si traduce in un seducente bouquet di pesca e canditi, la cui carica evocativa prosegue in bocca con mela cotogna, cannella e mandarino tardivo.

La sensazione zuccherina è viva e stimolante, tanto da impadronirsi inesorabilmente dei sensi.

A raccontarci questi vini è Giovanna Bianchi Michiel, nel video che trovate sotto.

 

Info: http://www.villaangarano.com/it/category/vino/

Distribuzione: http://www.propostavini.com/ricerca-prodotti/?q=angarano

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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