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I vini bianchi di Cascina Carlòt: Cortese, Arneis e i Moscati

Pubblicato il: 14 novembre 2018 alle 7:00 am

Il tempo scandisce l’impegno e forgia la serietà, saldando le radici e cementando la solidità di un progetto: pertanto se una vicenda agricola affonda le radici fino all’anno 1800, vuol dire che si tratta di una colonna fondamentale dell’identità del suo territorio, protagonista della sua storia, del suo sviluppo e della sua qualità culturale. E’ quel che accade con la Cascina Carlòt a Coazzolo, in provincia di Asti, la quale trae la propria definizione dallo stranom (il soprannome) di Carlo Marchisio che nel 1800 era il padrone unico delle terre che la circondavano: in assenza di eredi maschi “nel 1920, conferisce la loro gestione a Mario Mo – il nonno dell’attuale proprietario Claudio Mo – che successivamente acquista la cascina”.

Da lì è tutta una successione ereditaria che conduce, oggi, a Claudio Mo “che con orgoglio porta avanti il percorso iniziato da suo nonno”, sempre con il principio della conduzione familiare, dato che ad aiutarlo a prendersi cura “dei 7 ettari condotti a vigneto, dei noccioleti e dell’orto” sono la moglie e i genitori.

C’è tutto il meglio dell’Italia in questa storia di attaccamento alla terra e di amore per la famiglia, in cui il ferreo rispetto per la tradizione ancestrale non ha impedito innovazioni preziose sul piano etico e funzionale, come il votarsi alla sostenibilità, al rispetto dei ritmi scanditi dalla natura, all’adesione ai principi della biodiversità, all’impiego delle energie rinnovabili con la raccolta di acque piovane, con l’obiettivo di rendere energeticamente autosufficiente la propria azienda.

Da sottolineare anche che il metodo di difesa dei vigneti è la “lotta antiparassitaria integrata ad impatto ambientale controllato”, utilizzando come concime il letame naturale, mentre la vendemmia è “manuale in cassetta con selezione in vigna”: tutto ciò crea un’elevata ode agreste di grande valore anche civile.

Tutta questa complessità operativa è messa al servizio di una filosofia “tipicamente piemontese” estremamente semplice e diretta, quanto mai condivisibile, secondo la quale “il vino si fa innanzitutto in vigna e poi cantina”, poiché così potrà raccontare “il territorio e il vitigno in modo autentico e franco”.

Nell’ampia produzione della Cascina, la nostra attenzione è stata catturata dai vini bianchi, quanto mai caratteristici della zona di nascita.

Come l’Arneis che porta le Langhe nel suo nome e si presenta con un ammaliante bouquet di fiori di campo, mentre in bocca è un’esplosione di acidità e mineralità, con sentori di albicocca, cotogna e prugna. Sorso lieve, beva avvincente.

Il Cortese ha profumi di fiori freschi e di mela, mentre al palato colpisce la sapidità che avvolge note di pera e rafano.

Corpo sottile, beva invitante.

I Moscati sono nella loro zona di elezione e non deludono le aspettative.

Il Moscato d’Asti Docg è apodittico nel confermare al meglio i descrittori olfattivi e le impronte varietali, distinguendosi per il suo virare su frutta estiva a polpa bianca innervata di erbe aromatiche.

Sorprendente la versione secca, il Mosec Moscato Bianco Canelli che vede un contributo del 30% di Traminer: ne scaturisce un bouquet fenomenale, con tutta la fragranza di miele in evidenza.

In bocca rimane sottesa la nota zuccherina, lasciando spazio a un intrigante incontro tra l’acido e l’aspro, insieme a una possente personalità esotica.

Quest’ultimo vino ha una storia particolare: “nonno Mario, negli anni ’50 del secolo scorso, nei meandri della vecchia cantina, si dimenticò una damigiana di mosto di moscato; riportato il contenitore alla luce, assaggia il liquido sicuro di trovare dell’aceto: scopre, invece, un vino bianco piacevolmente secco di cui fa una settantina di bottiglie; da allora cercava ogni anno di dimenticarsi una damigiana di moscato in quell’angolo…”.

A Claudio Mo abbiamo chiesto di parlarci di questi Moscati, davanti alla nostra telecamera, nel video che segue.

 

Info: http://www.cascinacarlot.it/vini.html#filter=.bianchi-wines

http://www.cascinacarlot.it/vini.html#filter=.moscati-wines

Distribuzione: http://www.propostavini.com/ricerca-prodotti/?q=Cascina+Carl%C3%B2t

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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