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I vini di Brunnenhof Mazzon, Pinot Nero e altre perle dall’Alto Adige

Pubblicato il: 27 aprile 2020 alle 7:00 am

Alla cantina Brunnenhof Mazzon lo chiariscono subito: qui regna il Pinot Nero in tutte le sue declinazioni, con fierezza pari alla buona ragione, vista l’eccellenza e la particolarità dei vini che scaturiscono dall’iconica uva a bacca nera nella vocatissima area vitivinicola del comune di Egna in provincia di Bolzano in cui si trova la struttura, nella frazione proprio di Mazzon, considerata un terrazzo naturale che rappresenta “uno dei migliori fondi per la viticoltura ad est dell’Adige” secondo la Strada dei Vini del posto (https://www.weinstrasse.com/it/strada-del-vino-dell-alto-adige/egna/mazzon/).

Un territorio che si è dunque guadagnato la definizione di Grand-Cru altoatesino del Pinot Nero, grazie a “terreni sabbiosi con un’alta percentuale di argilla e calce, l’esposizione a ovest, il sole pomeridiano, l’Ora del Garda e le notti fresche”.

La tenuta è condotta a gestione famigliare da Johanna e Kurt Rottensteiner che coltivano le viti “secondo direttive ecologiche, in modo tale da farle restare vitali e mantenere il loro carattere inconfondibile”, riscontrando che più vitalità si ha nel vigneto e “più ne abbiamo anche nel vino”, mentre in cantina “regnano la calma, la pazienza e la ritenzione”, quel “far niente controllato” grazie al quale “riusciamo ad elaborare le singolarità delle uve in modo tale da far avere ad ogni bottiglia la firma individuale del Brunnenhof Mazzon”.

Una storia familiare atavica, con gli avi che già “si dedicavano alle proprietà e alle particolarità della produzione del vino e da sempre ci hanno trasmesso questa passione”, prima che nel 1999 Johanna e Kurt prendessero in mano la tenuta con ben duecento anni di storia, iniziando a imbottigliare non soltanto nettari ma con essi anche “vitigni, territorio, clima e tradizione famigliare allo stato puro”, attività oggi condotta secondo direttive ecologiche insieme ai figli Johann ed Eva, con l’obiettivo di “produrre uve sane e mature anno dopo anno” che siano la loro “interpretazione del territorio, del clima e del vitigno”.

L’elevata consapevolezza della famiglia corrisponde alla sua sensibilità culturale, palesata dalle frasi che infarciscono la suggestiva presentazione del proprio lavoro sul sito dell’azienda, a partire dalla programmatica “vorremmo lasciare parlare la natura in tutte le sue sfaccettature” alla pragmatica “solo un territorio ecologicamente attivo e sano può far nascere uve di massima qualità”, passando per perle di saggezza (“Il tempo è una cosa che oggi nessuno ha, perché nessuno se lo prende. E proprio per questo noi lo diamo ai nostri vini”), sentenze morali (“La famiglia si definisce tale quando tutti danno una mano. Soprattutto quando la passione della famiglia è quella del vino”), umiltà contadina (“Il massimo che possiamo raggiungere è conservare il frutto e gli aromi nel vino”), orgoglio vincente (“La passione ci definisce. Ci distingue e ci spinge avanti”).

Fino alla considerazione “chi ha voglia oggi di aspettare domani se davanti a sé ha un buon vino?”, tanto condivisibile che passiamo subito alla degustazione dei vini della cantina che ha come missione “rispetto per la natura e nessun raggiro”, un patto di onestà per “fare vini che ci piacciono e che raccontano la loro storia”.

D’obbligo iniziare con il Pinot Nero, a partire dal monumentale Riserva Vigna Zis del 2015 che inebria già con la sua complessità olfattiva capace mirabilmente di mettere insieme muschio, spezie, fogliame fresco e tabacco, annuncio di un’esuberanza aromatica che in bocca lascia libero il frutto di far zampillare ribes, ciliegia, carruba e un pizzico di pepe bianco. Sorso sontuoso e beva irresistibile, per un vino clamoroso.

L’altro Pinot Nero Riserva della cantina pur confermando in massima parte i descrittori va poi a brillare di luce propria grazie a una più spinta freschezza del frutto e un corpo maggiormente snello che fa scorrere golosamente la beva.

Tra i rossi c’è anche il Lagrein Vigne Vecchie con il suo bouquet che innesta nella selva fitta sensazioni di idrocarburi, mentre al palato attraverso un approccio amabile veicola marasca, fragola e cioccolato al latte.

Corpo snello, beva intrigante, vino di considerevole personalità.

Tra i bianchi si staglia il Gewurztraminer che porta al naso un trionfo floreale, mentre al gusto sprigiona albicocca, mango e kumquat (mandarino cinese), affermandosi come intensamente minerale e di conseguenza ben sapido. Si avverte l’impatto alcolico possente come il suo carattere, tanto che necessita a tavola di un confronto con piatti intensi.

Eva fa riferimento alla figlia dei titolari ed è tratto da uve Manzoni Bianco 6.0.13, incrocio tra Riesling e Pinot Bianco, il cui bouquet fiorito cattura come il piglio zuccherino e minerale, intrigando poi con richiami a camomilla, avocado, pera e cedro. In questo caso l’impatto alcolico ancora una volta importante è mitigato da una succulenta acidità, senza scalfire l’imponenza del vino.

C’è anche un vino dolce dedicato fin dal nome alla nonna Tilda, un Moscato Giallo le cui uve “vengono vendemmiate per ultime a fine ottobre, delle quali ca. il 15% viene appassito in piccole casse di legno fino a febbraio, dopodiché pressate”, mentre “ad aprile il vino fermentato e maturato in acciaio viene tagliato con il vino passito ed imbottigliato con ca. 30 g di zuccheri residui”.

Un procedimento che sorprendentemente non porta all’abboccato estremo bensì trascina verso oriente con suggestioni di frutti tropicali essiccati che non tracimano nella canditura, stuzzicando i sensi con note sapide ed evocazione dei tè aromatici di Taiwan.

A parlarci di questi vini è Kurt Rottensteiner, nel video che trovate di seguito.

Info: http://www.brunnenhof-mazzon.it/it

Distribuzione: http://www.propostavini.com/component/virtuemart/?keyword=Brunnenhof&search=true&view=category&option=com_virtuemart&virtuemart_category_id=0

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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