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I vini dei Fratelli Brugnera Muraro, bianchi da uve di terra bellunese

Pubblicato il: 28 luglio 2020 alle 7:00 am

Un progetto dichiarato di mettere insieme valori familiari, agricoli, enologici, culturali, naturali e organolettici che portano a realizzare vini con uve provenienti soltanto da terra bellunese e rigorosamente lontani da colture intensive: nasce con le idee molto chiare il marchio vitivinicolo Muraro sotto il quale propone le sue per adesso due referenze la famiglia dei fratelli Brugnera Muraro composta da Elena, Laura, Alberto e Maria, la cui giovanissima cantina ha sede in Santa Giustina, ovviamente in provincia di Belluno.

I produttori invocano a sostegno proprio il territorio in cui vivono e producono, in cui godono dell’aiuto di “un terreno pedemontano ricco di minerali e un microclima unico”, premesse per dare vita a vini “sapidi, profumati, freschi”.

Una nuova avventura nata dai “ricordi della nostra infanzia e dal desiderio di coltivare i terreni di famiglia per farli rivivere come vigneti”, scegliendo come area per piantare le viti quella che incrocia “il fiume Piave e il Monte Pizzocco”, al fine di ottenere la benevola influenza “di terreni minerali vicini alle Dolomiti, dove il clima è sempre più ospitale alla vite”.

C’è anche il contributo stimolante della nostalgia, condensata in un’immagine “romantica” che accompagna fin da bambini i quattro fratelli produttori, quella del loro nonno che “gestiva la cantina e l’Albergo Muraro a Santa Giustina e distribuiva vino in tutte le zone del bellunese”, un piccolo mondo antico che ha contribuito alla storia del posto.

Aggiungendo ricordi di un’infanzia felice in atmosfere bucoliche, si sostanzia la decisione di ripartire proprio dai terreni di famiglia, individuando nel fiume Piave “l’elemento naturale che lega la nostra famiglia al territorio”, attribuendo alla sua acqua “che scorre e trasforma il proprio alveo” la metafora “di cambiamento e capacità di rinnovarsi”.
Per questo è sempre il Piave a diventare simbolo della cantina, tradotto in immagine sulle etichette dei vini, in cui la stilizzata “acqua lucente fluisce senza mai fermarsi, modella il territorio e lo arricchisce”.
Il logo invece “è legato alla nostra storia personale: è la rivisitazione di un antico ferro battuto esposto fuori dall’Albergo Muraro, una vecchia insegna che ci ricorda il nonno Bepi e alcuni episodi avvenuti durante la Seconda guerra mondiale, un simbolo di forza e di volontà”.


Come detto, due sono le referenze dell’azienda.
Il Pinot Grigio delle Venezie in purezza si presenta con un intenso bouquet fruttato e fresco, proponendo in bocca pera, avocado e pompelmo. Verificata la sapidità promessa dalla natura del terreno, ci si adagia su un sorso affascinante e di estrema pulizia, associato a un intrigante retrogusto agrumato.

Il Bianco delle Venezie è un Pinot Bianco anch’esso in purezza che profuma di fiori e di iodio, mentre il palato ravvisa pera Williams, albicocca e mandarino verde.
Il sorso è elegante e carezzevole, mentre la sapidità si avverte in maniera ancora più intensa, alimentando la piacevolezza della beva.

Abbiamo chiesto a un’esponente del gruppo di fratelli e sorelle che ha dato vita al progetto, Elena Brugnera Muraro, di fornirci più dettagli di un’attività nata sotto i migliori auspici.

Info: https://www.fratellimuraro.it/
Distribuzione: http://www.propostavini.com/info-per-ordini

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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