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Per i vini di Quaquarini, sempre più convincente la via del biologico

Pubblicato il: 21 gennaio 2020 alle 7:00 am

La scritta “organic winery” che campeggia subito sotto il marchio evidenza subito la centralità della missione biologica nella filosofia dell’Azienda Agricola Quaquarini Francesco di Canneto Pavese in provincia di Pavia, sancita anche da apposita certificazione del BIOS, Organismo di Controllo e Certificazione del metodo di produzione biologico autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali.

“Una scelta etica e attenta all’ambiente” la definisce la cantina sul proprio sito, dove spiega che “scegliere l’agricoltura biologica significa abbracciare uno stile di vita sostenibile, nella prospettiva di un futuro migliore per tutti”, in cui si usano “fertilizzanti organici di origine animale e/o vegetale” e si sostiene la biodiversità evitando le tecniche di sintesi chimica, rifiutando gli Ogm e sostenendo la ricerca scientifica.

Merito della lungimiranza e del sincero spirito etico di Umberto Quaquarini che sta conducendo l’azienda verso un futuro illuminato di qualità organolettica associata alla più pura responsabilità sociale d’impresa, in maniera di garantire elevati standard di qualità per i suoi vini mettendo sullo stesso piano anche la tutela e il rispetto del paesaggio rurale e assicurando al cliente “una gamma di vini eccellenti di alta qualità, privi di residui chimici, sostenibili e buoni anche per la nostra salute”.

Ripetendo a distanza di tempo la degustazione dei prodotti più rappresentativi della cantina, si conferma che Quaquarini fuga ogni perplessità che aleggia sul biologico e le produzioni più aderenti al rispetto della natura, manifestando una notevole stabilità sensoriale dei suoi vini, i cui sentori si mantengono coerenti con il susseguirsi delle vendemmie, senza tuttavia mancare di riflettere le condizioni climatiche di ogni singola annata.

E’ così che il Buttafuoco Storico Vigna Pregana conferma le note boschive della sua densità olfattiva, vedendo ampliarsi l’esuberanza dei frutti rossi e del cioccolato innestati sui suoi classici sentori di erbe e di radici di liquirizia.

La Riva di Sass a sua volta sviluppa un bouquet intensamente fiorito come segno distintivo, mentre al palato la frutta va precisandosi sempre più nella fragola e la nota erbacea amaricante in un chiaro rimando all’asperula.

Salda anche l’evoluzione delle bollicine, come il Classese, un sontuoso Pinot Nero Spumante Metodo Classico DOCG che al profumo di pesca nettarina ha aggiunto la sensazione della canditura, mentre in bocca il mandarino tardivo si sta spostando leggermente su stimoli agrumati più acidi maggiormente riconducibili adesso al limone.

Un caso a parte lo strepitoso Selezione Unica, assemblaggio di 60% Croatina, 25% Barbera e 15% Ughetta di Canneto che al naso propone atmosfere di sottobosco, mentre al palato dispiega un velluto sensoriale sul quale esplodono zuccheri zampillanti ricchi di frutti rossi e cioccolato bianco, con un pizzico di amarena.

Il sorso è morbido e avvincente, la beva strepitosamente seducente.

Un vino clamoroso.

Senza dimenticare la monumentale semplicità identitaria dell’autoctona Ughetta di Canneto vinificata in purezza, di cui abbiamo parlato da poco (http://www.storienogastronomiche.it/ughetta-canneto-vino-autoctono-delloltrepo-pavese-quaquarini/).

Poche cantine hanno un percorso produttivo avvincente come Quaquarini, dove ogni passo in avanti segna un passaggio culturale, una crescita di consapevolezza, un affinamento di sensibilità.

Tutti pregi che ribadiscono il valore culturale che si condensa in una bottiglia di vino.

Info: https://quaquarinifrancesco.com/?lang=en

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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