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I vini territoriali del Roero dell’azienda familiare di Fabrizio Pinsoglio

Pubblicato il: 18 maggio 2018 alle 7:00 am

Se metti il concetto di famiglia davanti a ogni altra cosa e poi sottolinei il territorio come valore vitale, hai già fatto capire chiaramente chi sei e quindi che vino fai: con il piemontese Fabrizio Pinsoglio accade esattamente questo e percepisci immediatamente che nel bicchiere, insieme a grandi nettari, ti verserà anche appassionata sincerità e supremo senso di appartenenza e quindi di dignità.

Basta cercarlo on line per imbatterti subito nel concetto di “azienda a conduzione familiare” che precede perfino il suo nome, facendo intendere di sentirsi come il prosecutore di una nobile tradizione.

Immediatamente dopo arriva la collocazione fisica che è molto di più di una indicazione geografica, facendosi invece fiera dichiarazione identitaria.

L’azienda dei Pinsoglio affonda le sue radici nella zona di Canale, “centro focale del Roero”, nella Frazione Madonna dei Cavalli: “è nata con il padre Oreste negli anni sessanta e come tante aziende tipiche roerine gestiva più produzioni”, ma “la svolta decisiva è avvenuta nel 1997 quando con il figlio Fabrizio si modificò l’impronta aziendale, il tipo di lavorazione in vigna e l’organizzazione della cantina”, partendo dal “diradamento dei grappoli effettuato nei mesi estivi” per ottenere un prodotto migliore e passando per l’accurata scelta dei terreni in diverse posizioni tra i comuni di Canale, Castellinaldo e Castagnito.

Terreni che Pinsoglio ha studiato in profondità, appurando che “derivano da sedimentazione di detriti marini di diversa natura”, poiché “il territorio del Roero risale al periodo pliocenico ed è formato in prevalenza da sabbie di origine marina e da argille grigio-azzurre”.

Pinsoglio spiega che “la parola Roero (in piemontese Roé) identifica questa regione geografica situata alla sinistra orografica del fiume Tanaro composta da 24 comuni”, sottolineando con comprensibile orgoglio che “insieme a Langhe e Monferrato è entrato a far parte del Patrimonio dell’Unesco”.

I vini che portano anche nel nome il senso di appartenenza al territorio sono il rosso Roero Riserva e il bianco Roero Arneis Docg Malinat.

Il Roero Riserva deriva da uve Nebbiolo in purezza e si presenta con profumi di spezie e di tabacco dolce dominicano, insieme a note ipogee.

Al palato il tannino fa subito avvertire la sua importanza con una lieve azione astringente, preparando la veicolazione di uno spigliato carattere zuccherino.

Di buona acidità, ha sentori che parlano di fragoline di bosco e corbezzoli, con un accenno di pepe bianco.

Il risultato è un vino di elegante imponenza che mantiene la beva avvincente.

Il Malinat utilizza per il 100% le magnifiche uve di Arneis, coccolate con una pigiatura soffice, per vivere poi tutte le fasi della vinificazione sempre in acciaio.

Il bouquet è fresco, floreale, con un’evocazione salmastra.

In bocca l’approccio è salino, intriso di avvolgente ananas e di bergamotto, un missaggio aromatico che rende avvincente la beva, grazie anche a  originali screziature amaricanti e sprazzi di stuzzicante aspro.

Nel retrogusto intanto si annidano erbe aromatiche, con l’alloro in evidenza.

Vino niente affatto ruffiano che pretende (e ottiene) attenzione e rispetto.

A parlarci di questi vini territoriali del Roero davanti alla nostra telecamera è Andreina Tarasco, moglie di Fabrizio Pinsoglio, la cui competenza tecnica è talmente estesa e importante da rendere estremamente interessante il video che segue.

 

Info: http://www.fabriziopinsoglio.com/it/

Distribuzione: http://www.propostavini.com/ricerca-prodotti/?q=Fabrizio+Pinsoglio

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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