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Il Vino Santo del Trentino di Francesco Poli, tradizione di famiglia

Pubblicato il: 8 gennaio 2019 alle 7:00 am

Già la sua denominazione autorizzerebbe a gridare al miracolo, ma anche laicamente è impossibile frenare l’entusiasmo per uno dei più sublimi nettari della Terra: il Vino Santo del Trentino è un commovente apice organolettico che affonda le radici nel cuore più nobile dell’Umanità, la tradizione famigliare contadina.

Un vino che insegna il supremo valore del Tempo: ce ne vuole tanto per farlo e ancora di più per imparare a farlo. Pazienza, tanta, nell’attendere il lento appassimento delle uve, il loro lasciarsi temprare dal soffio dell’aria tersa trentina e modellare da laboriosi microrganismi capaci di mutare la materia in sogno sensoriale.

Non può che esserci una famiglia, solida e appassionata, dietro una tale vetta siderale del rapporto tra Uomo e Natura. Una famiglia come quella riunita sotto l’egida di Francesco Poli, vignaioli e magnifici distillatori in Santa Massenza, frazione di Vezzano, in provincia di Trento.

Siamo nel cuore del Vino Santo che qui irrora le vene dell’identità storica, con memorie certe e documentate almeno dal ’500 di quello che nella tradizione popolare è considerato “il classico ricostituente e corroborante”.

Le uve di partenza sono di Nosiola, ovviamente, in quanto unico vitigno autoctono del territorio a bacca bianca, in questo caso coltivato nei vigneti sovrastanti il lago di Santa Massenza e Toblino.

La vendemmia è “manuale in cassetta con selezione in vigna la prima settimana di ottobre”, con le uve che vengono raccolte selezionando i “grappoli più spargoli, sanissimi e a perfetta maturazione” che vengono quindi  posti su dei graticci, le tipiche aréle, in un apposito solaio deputato all’appassimento che dura più di cinque mesi. E’ in questo periodo che interviene la cosiddetta Ora del Garda, la quale contribuisce allo sviluppo della muffa nobile botrhytis cinerea.

Per la maturazione “la permanenza in vasca dura dai 2 ai 3 anni, poi il vino passa ad affinarsi e maturare in piccole botti di rovere per altri 2 o 3 anni”, fino all’affinamento in vetro.

Abbiamo avuto il privilegio di degustare l’annata 2003 e ne siamo rimasti estasiati. Al naso si individuano possenti i profumi di frutta matura ravvivati dall’intensità floreale della zagara, mentre in bocca un forte retrogusto agrumato fa da sfondo seducente a un’intensa acidità che impedisce all’apporto zuccherino di diventare stucchevole. Sul palato intanto ai avvertono albicocca, canditi, cotognata, carrubo e un ammaliante tocco di zenzero.

Impressionano la freschezza e la complessità. Sognante la beva, rigorosamente da meditazione.

L’azienda agricola Francesco Poli ha iniziato la produzione di Vino Santo nel 1985, affidandosi all’imperio della Natura, poiché “qualche annata bisogna saltarla per motivi climatici”.

Abbiamo chiesto ad Alessandro Poli di illustrarci tutti i dettagli del Vino Santo, lo ha fatto davanti alla nostra telecamera nel video che segue.

Info: http://www.distilleriafrancesco.it/schede/scheda_vinosanto.pdf

Distribuzione: http://www.propostavini.com/prodotti/2003-1-500-vino-santo-trentino-nobles-vini-estremi-poli-francesco-prodotto

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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