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Zeni, storia e filosofia di vini trentini con radici secolari

Pubblicato il: 31 agosto 2020 alle 7:00 am

Una famiglia, un territorio, una storia secolare, ma diverse declinazioni per mettere a frutto una passione che scorre nel sangue: è piena di talento e idee l’attività vitivinicola della trentina Zeni che riunisce marchi, areali, stili di vinificazione e distillazione senza mai dimenticare le proprie radici che affondano nei secoli.

E’ il 1882 quando Roberto Zeni “dopo lunga fatica, domande e pratiche a non finire” ottiene dalle autorità del tempo “la licenza di aprire una osteria nei pressi del ponte sull’Adige”: in occasione dell’apertura, per festeggiare l’evento, mesce un Teroldego proveniente da un vigneto di famiglia.

Il Campo Rotaliano culla del vitigno “nasce proprio in quel periodo quando l‘imperatrice Lorena d’Asburgo fece eseguire la bonifica idraulica dell’imbrigliamento del fiume Adige e del torrente Noce, creando un terreno ideale alla coltivazione della vigna”.

Un secolo dopo l’attività dell’ultima generazione degli Zeni prosegue nel medesimo alveo: è il 1973 “allorché i due fratelli Roberto e Andrea Zeni, ancora studenti presso la Scuola Enologica di S.Michele all’Adige, misero in bottiglia una piccola partita di Teroldego Rotaliano, circa mille bottiglie, presa in prestito dal padre Romano”, mentre nel 1975 “finiti gli studi, l’idea di sviluppare l’attività vitivinicola del padre si concretizza e quindi i due fratelli fondano due nuove società: l’Azienda Agricola R. Zeni e la Distilleria Zeni”.
Elemento di continuità in questo arco temporale è il piccolo borgo di Grumo, frazione del comune di San Michele all’Adige in provincia di Trento, “le cui origini si perdono nella notte dei tempi”, il cui nome latino indica “dosso di terra e roccia”, identificando così “il colle che emerge sulla confluenza del torrente Noce e il fiume Adige”, in pieno territorio “della Piana Rotaliana riconosciuta fin dal 1271 come Comunitas Medycorone”.
Un patrimonio storico che ha avuto la funzione di stimolo per il fondatore Roberto Zeni, libero “di dare libertà alla propria inventiva, creando e valorizzando prodotti del Campo Rotaliano fin dall’Ottocento”.
Una passione che resiste alle avversità. Comprese le guerre.

Fin da subito il progetto è quello di puntare alla qualità e non alla quantità.
Un progetto ritenuto ambizioso che “comportava un grosso impegno in termini di lavoro e di organizzazione: la riconversione agricola, l’ammodernamento della cantina sia come struttura che come attrezzature, l’attivazione degli alambicchi e naturalmente l’organizzazione di vendita.”
Nel frattempo all’azienda di famiglia si sono aggiunti Rudy e Veronica (figli di Roberto) e Mattia (figlio di Andrea).

La cantina è sempre intenta a creare vini di territorio marchiati Zeni, Maso Nero Trentodoc e l’innovativo Schwarzhof.
Tra i suoi meriti culturali, aver salvato dall’estinzione l’uva autoctona Rossara, grazie anche al sostegno del distributore Proposta Vini.
L’azione odierna è indirizzata su due fronti: “il primo in vigneto, al fine di raggiungere una corretta maturazione dell’uva permettendo così di incantinare una materia prima molto zuccherina e nel caso dei vitigni a bacca rossa con dei tannini morbidi e complessi; secondo e successivo fronte è la lavorazione delle uve con la tecnica dell’appassimento e il miglioramento della conduzione della fermentazione alcolica”.
La sensibilità di questa famiglia di vitivinicoltori ha condotto Zeni a diventare “ufficialmente azienda certificata in conduzione biologica dal 2015”. Un percorso che ha spinto al graduale abbandono della chimica nei vigneti, producendo come conseguenza “un ambiente di crescita migliore” e “un equilibrio vegeto-produttivo ottimale”.

In questo modo “la linea dei vini classici nasce dal forte legame con il territorio”, vini quindi “di tradizione ottenuti da vigneti storici e allevati secondo le tecniche della pergola trentina e della riscoperta spalliera”, in cui “la vinificazione è indirizzata al mantenimento dei profumi varietali, senza lavorazioni che possano interferire con i profumi originali del singolo vitigno”.
Perfetta espressione di tale filosofia è l’identitario Teroldego Rotaliano Lealbere che riporta al naso suggestioni di vegetazione selvatica, mentre il palato percepisce fragole di bosco, mirtilli, ribes, con una stuzzicante nota minerale.
Descrittori e sensazioni che vengono esaltati nella distillazione del medesimo vitigno nel dare vita alla Grappa di Teroldego, trionfo di profumi intensi e di un gusto che si fa perfino materico e carnoso.

Altro glorioso vitigno locale è la Nosiola, da cui nasce lo spumante Arlecchino Brut il cui bouquet fresco e fruttato arriva a vette balsamiche, mentre la bocca riconosce yuzu, albicocca e ananas. Elegantemente esile, conquista con la sua golosa acidità.
Sempre in tema di bollicine, la cantina propone Trento Brut Riserva Maso Nero e Rosè Trento Brut metodo classico Millesimato. Il primo proviene da uve Chardonnay in purezza in cui alla frutta a polpa bianca si intrecciano note quasi abboccate che ne rendono il carattere a tratti sontuoso.
Il secondo proviene da un blend di Pinot 60% e Chardonnay che introduce la suggestione dei prodotti di panificazione e li rende più stuzzicanti con lampone e gelso nero.

Noi abbiamo individuato un capolavoro nel Pinot Grigio Ramato che si presenta con il fantastico colore che dà il nome al vino, aggiungendo un magnifico bouquet di cotogna e di sorbo, mentre al gusto propone susina bianca, papaya, bergamotto e fragola essiccata.
Sapido, fruttato, ha una beva irresistibile.

Anche sui vini dolci la cantina dice la sua, con il Moscato Rosa che rivela un ampio spettro sensoriale in cui si ravvisano creme pasticcere e spezie orientali, aromi antichi quasi da rosolio ed echi di carruba.

A entrare in profondità in tale realtà ci aiuta Rudy Zeni nel video sottostante.

Info: https://www.zeni.tn.it/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/zeni

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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