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Antica Osteria da la Stella ad Urbino (PU), la storia come ristoro

Pubblicato il: 12 gennaio 2017 alle 2:57 pm

antica osteria de la stella a urbino 1

Si narra che nel centro della città rinascimentale “si trovava la famosa osteria da la Stella luogo di incontro e ristoro della vita artistica e culturale del ducato di Urbino”. Documenti testimoniano che “sono registrate spese per pagamenti a Niccolò della Stella per alloggio e vitto dato ad artisti”, fra cui “Paolo Uccello molto ghiotto di frutta (1464-69)”. Ma tra gli avventori c’erano anche Raffaello Sanzio, Piero della Francesca e Paolo Uccello.

Nel Settembre del 2009 Giovanna Cecchetti decide con Elivio di fare rivivere l’Antica Osteria da la Stella “nel palazzo del 1400 dove probabilmente era ubicata l’omonima osteria, riproponendo in un ambiente molto ben restaurato e curato piatti tipici della tradizione culinaria marchigiana”.

Potenza dello storytelling, così suadente da rendere questo ristorante il più interessante in assoluto di tutta Urbino, in maniera però indipendente dalla qualità dell’offerta gastronomica del locale. Troppo forte la suggestione di quell’osteria di secoli fa che annoverava alla propria tavola tanti geni dell’umanità.

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Oggi l’Osteria da la Stella sul suo sito dice di offrire “piatti dalla tradizione rivisitati”; al tempo stesso, nello stesso sito, dichiara di dare vita a una cucina “saldamente ancorata alla tradizione culinaria del Montefeltro”: ma appena poche righe dopo, eccola asserire di ispirarsi alle “tradizioni marchigiane e romagnole”. Un certo senso di confusione emerge, dalla lettura del sito, tra contraddizioni evidenti e un accumulo di istanze che appaiono affastellate.

Sorprende di più e negativamente che dopo avere sciorinato tanta storia antica e nomi roboanti, in carta non sia presente alcuna ricetta di quel tempo tanto decantato nella presentazione del locale: sarebbe interessante capire cosa mangiassero i grandi artisti rinascimentali seduti al tavolo della stessa osteria. Invece per il menu si parla di “deliziose paste fatte in casa come i tradizionali cappelletti in brodo di gallina, le tagliatelle al tartufo bianco o al ragù antico”.

Durante il nostro test, abbiamo invece trovato piatti creativi o che volevano essere tali. Come lo sformatino di patate e porcini con chips, buono, ma un po’ asciutto: una carenza di umidità che ha limitato la potenzialità golosa della ricetta.

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Il risotto di zucca con erborinato di capra e mandorle è apparso un azzardo che non ha pagato: il formaggio utilizzato è un detonatore di sapore, da usare con grande parsimonia e mano sicura, altrimenti rischia di sbilanciare il piatto coprendo gli altri sapori, esattamente come in questo caso. L’acidità spinta dell’erborinato è entrata in perniciosa pugna con la tenue dolcezza della zucca, trasformando un potenziale contrasto virtuoso in un conflitto vizioso.

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Convincono invece le preparazioni più semplici in cui non c’è la malcelata intenzione di volere fare grande cucina a tutti costi, come nel caso del pane fatto in casa: ghiotti i grissini al sesamo, buono il pane ai cinque cerali.

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Come dolce, la panna cotta al caramello con cantuccini si lascia mangiare, ma senza lasciare il segno.

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Se lo storytelling si potesse mangiare, questo sarebbe forse il primo ristorante d’Italia. Ma purtroppo per i gestori la Storia non è edibile e allora bisogna riscontrare una mano poco felice in cucina, forse per un eccesso di ambizione.

Chissà che una scelta gastronomica generale più semplice e concreta non possa rivelarsi maggiormente consona con il fascino che il locale vuole evocare, quello di solide radici artistiche di cui esistono omologhi anche nella nostra cucina storica che potrebbero essere seguiti con migliori risultati di quelli attuali.

Nota di merito invece per gentilezza di chi gestisce la sala: anche in condizioni di stress, il servizio è attento e ben disposto all’ascolto del cliente. Non è poco. Ma non può essere tutto.

 

Info: anticaosteriadalastella.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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