La creatura dello scomparso Gregorio Rotolo è oggi un tempio della gastronomia tradizionale dell’Abruzzo e della cultura della pastorizia che produce sempre con lo rigore e sensibilità capolavori caseari e piatti favolosi dai sapori antichi: queste le straordinarie prelibatezze da provare sul posto. (Clicca per leggere l’articolo.)
Un locale capace di ergersi a vero tempio della cucina territoriale di questo stupendo angolo di Sardegna, traendo dalla celebre laguna della zona materie prime tradotte in favolose ricette tradizionali: queste le specialità imperdibili. (Clicca qui per leggere l’articolo.)
Salvo la curata estetica d’antan, delude tutto il resto in questo locale, dalla medietà dei sapori alla mancanza di spinta organolettica dei prodotti, a fronte di prezzi eccessivi non giustificati dalla qualità e di un pessimo servizio pieno di errori, indifferenza, freddezza e perfino supponenza: il nostro test. (Clicca qui per leggere l’articolo.)
Locale da frequentare sempre ma che si esalta in occasione di feste ed eventi, con menu specifici capaci di brillare per capacità ai fornelli, sapori brillanti e accostamenti equilibrati, cui vanno aggiunti ottimo servizio e buona carta dei vini: vediamo cosa vi si può gustare… (Clicca per leggere l’articolo.)
Oltre 160 anni di successo ne fanno un punto di riferimento della ristorazione del capoluogo ligure: il suo gestore ce ne descrive la filosofia e le pratiche virtuose in una nostra intervista. (Clicca per leggere l’articolo.)
Abbiamo provato questo locale la scorsa estate, nel frattempo abbiamo appreso dalla stampa locale che sono avvenute alcune sue evoluzioni gestionali (https://www.ilrestodelcarlino.it/…/alessandro-belli…) prima che potessimo scrivere di averlo trovato il miglior pub d’Italia, per questo abbiamo deciso di sottolinearne uno stile di cucina che lo ha reso un punto di riferimento nazionale, mentre chi ne sta proseguendone l’opera garantisce non soltanto qualità immutata ma anche miglioramenti, dichiarando che “l’idea che si è sviluppata negli anni non cambierà, la ricerca e la scelta delle materie prime rimarrà invariata, anzi, si sta evolvendo sempre più: nuove teste pensanti e soprattutto giovani possono solo che portare migliori risultati”: in attesa di poterci tornare, ci piace mostrarvi i piatti iconici che ne hanno fatto la storia precedente, anche perché dicono dal locale “i ragazzi in cucina sono gli stessi di quando avete fatto queste foto con anzi l’aggiunta di un altro cuoco che ha aggiunto altra qualità e bontà a quella che già da tanto tempo c’era”. (Clicca per leggere l’articolo.)
Il geniale Marco Colombo ha appena portato il suo format più ghiotto in questa località della provincia di Varese che lo sta già premiando con un enorme successo, grazie alla favolosa golosità delle sue cotolette farcite e di tante altre specialità che vi descriviamo qui… (Clicca per leggere l’articolo.)
E’ stato un fulmine a ciel sereno la chiusura di questo fantastico locale, unica perla davvero rilevante delle attività gastronomiche e di ristorazione della città varesotta, grazie a favolosi piatti di pesce preparati secondo la lezione campana: in attesa di un’auspicata riapertura, ricordiamo l’eccellenza. (Clicca per leggere l’articolo.)
Un brillante intellettuale di origine nigeriana ha creato nella provincia lombarda il più affascinante nuovo progetto di ristorazione italiano, proponendo sapori strepitosi e piatti commoventi creando un ponte tra l’Italia e mamma Africa, impegnandosi anche per stimolare la cultura locale: ecco i piatti imperdibili. (Clicca per leggere l’articolo.)
Davanti a un panorama favoloso in uno dei borghi più belli d’Italia si possono gustare specialità marchigiane meno note ma dai sapori straordinari: ve le descriviamo qui… (Clicca per leggere l’articolo.)
Un locale che ti tocca il cuore con la grandissima umanità che dispensa, l’enorme generosità del titolare e una cucina tipica rigorosa capace di farsi custode di ricette esclusivamente locali, regalando sapori autentici da sogno: queste le sue specialità… (Clicca per leggere l’articolo.)
Il più importante locale del capoluogo campano per ricerca storica e rigore filologico, grazie agli studi rigorosi del gestore che ha recuperato ricette codificate nell’800 dal Cavalcanti, tradotte in piatti favolosi dalla chef Ylenia Petrillo: ecco le specialità di questa perla assoluta della ristorazione mondiale. (Clicca per leggere l’articolo.)