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Cantine Ceci, mille sfumature di bollicine dal Lambrusco agli aromatici

Pubblicato il: 25 gennaio 2021 alle 7:00 am

Ha il valore culturale di una grande enciclopedia del mondo enoico emiliano più sincero la ricchissima produzione delle Cantine Ceci di Torrile nel parmense che mette in bottiglia un’esaustiva e stimolante teoria di nettari di Bacco territoriali, con in testa le molteplici anime del Lambrusco e le non meno significative espressioni di uve regionali e bollicine identitarie.

Una di quelle enciclopedie che esaltano il valore del contenuto attraverso una rilegatura di pregio, visto che è convintissimo il plauso per il lavoro di elevatissima qualità estetica di Ceci nella sua ostinata ricerca di design originale e d’effetto per le bottiglie delle proprie linee, un vero campionario di forme estreme, volumi insoliti e slanci prodigiosi che sublimano questi contenitori di vetro fino al lignaggio di sculture seriali.

Alla Ceci si definiscono “produttori di felicità”, in quanto “un calice di Lambrusco Ceci è ben più di un semplice bicchiere, perché il Lambrusco, più di ogni altro vino, è perfetto per stare in compagnia: stimola il sorriso, la felicità, l’ottimismo; fa vedere il mondo in rosso, per prendere le giornate con la leggerezza tipica delle sue bollicine”.

Un inno all’ottimismo che effettivamente si riscontra nell’approccio al Lambrusco dell’azienda che ammette con inusitato e apprezzatissimo candore che “non facciamo il miglior Lambrusco perché lo facevano i nostri antenati”, ma affermando di farlo “perché ci rende felici e ci piace portare questa felicità sulla bocca di tutti”, facendosi vanto della capacità di tale vino di non pretendere “abbinamenti con cibi sofisticati, perché sta bene con tutto: sta bene con la vita”.

Affermazioni così importanti da tracimare nel coraggio pretendono spalle larghe, come quelle di una realtà dinastica che individua le proprie radici nel 1938 quando “nonno Otello Ceci gestiva una delle più rinomate osterie della bassa parmense: qui, gustando i piatti tipici della tradizione, i commensali assaggiavano il rinomato Lambrusco che Otello Ceci produceva con le migliori uve dei produttori locali”.

Saranno i suoi figli Bruno e Giovanni a intuire per primi che “quel Lambrusco merita un grande successo: sono i ruggenti anni ’60 e l’osteria si trasforma in cantina”.

Arriviamo così al giorno d’oggi con i suoi nipoti Alessandro, Maria Teresa, Maria Paola, Elisa e Chiara che “conducono un’azienda familiare nello spirito che però esporta in tutto il mondo, contribuendo a definire un nuovo standard per la riconoscibilità del Lambrusco”.

Per il terroir alla Ceci fanno riferimento alla “memoria di una terra” che vive in simbiosi con il suo vino d’elezione, richiamando alla mente “la genuinità dei nostri uomini; il coraggio delle nostre nonne, madri, sorelle, mogli; la passione di tutti i nostri collaboratori”, insieme al “rosso dei tramonti sulle colline, la nebbia tra i filari, i contadini al lavoro, la leggerezza delle serate in osteria”.

Un patrimonio ambientale, paesaggistico e antropologico legatissimo alla tradizione locale che ha portato Parma a guadagnare il titolo di città della gastronomia, riconoscendo il suo essere da sempre “tra le capitali mondiali del buon cibo e dell’ottimo vino”.

L’analisi delle produzioni conferma l’importanza del dato estetico della confezione, al punto da fare usare alla cantina la definizione di fashion winery, poiché una bottiglia Ceci “è sempre una sorpresa”, tesa a identificare le varie linee di produzione, tanto da potere fungere da guida nella straordinaria offerta vinicola dell’azienda.

A partire dalla straordinaria bottiglia quadrata della sezione Otello Ceci, ritenuta “il più ispirato capolavoro di Cantine Ceci”, tanto da portare il nome del fondatore, per proiettare in “una visione spiccatamente internazionale” il Lambrusco per eccellenza “vestito d’oro per raccontare tutta la classe dell’Emilia più tipica”.

L’Otello Ceci 1813 Nerodilambrusco è un’esplosione di ciliegia in ogni sua declinazione olfattiva e degustativa, dal profumo di sciroppo di amarena al sapore di marasca e visciole, con note di karkadè.

Nell’Otello Ceci 1813 Malvasia Spumante Brut i profumi evocano la pasticceria, il gusto invece si concentra su pera e ananas: mille i possibili abbinamenti, ma è certo che la sua capacità sgrassante lo rende magnifico con il pesce fritto.

In Otello Ceci 1813 Rosè Spumante da Uve Pinot Nero Extra-Dry è singolare il bouquet floreale che sfocia in afflato balsamico, mentre in bocca agrumi come arancia e mandarino candito si uniscono alla genziana, creando un mirabile equilibrio tra toni dolci e vegetali.

Discorso a parte per Otello Ceci Color, spumante da Uve Pinot Bianco Brut : successo assicurato a tavola con gli ospiti grazie al sensazionale impatto visivo della bottiglia rosa shocking; il naso avverte la pesca e il palato la conferma insieme a mango e papaya. Beva golosissima e al tempo stesso rinfrescante.

Punta sulle linee slanciate la linea Terre Verdiane 1813 in cui deborda il Lambrusco Amabile con il suo sfacciato piglio zuccherino che attraversa marmellate di vari frutti di bosco, mentre la versione base di Lambrusco Frizzante Rosso attinge dal suo corredo sensoriale un’intrigante mineralità, sprazzi di barbabietola ed echi di paprika.

Ci sono quindi le edizioni speciali To You, personalizzabili a mano grazie alla superficie rivestita dal materiale di una lavagna e la fornitura in allegato di un gessetto con cui potere scrivere sulla bottiglia.

Il contenuto è Lambrusco Frizzante che parte dalla serenità olimpica del classico melange di sottobosco, per poi piazzare tra un sorso e l’altro cenni salini, coriandolo, pepe rosa, creando un sorso ghiotto che lascia il segno anche grazie a una lunga persistenza.

In Bruno Ceci lo Spumante Lambrusco Emilia Brut al naso riproduce l’atmosfera di un rovo con i suoi frutti, mentre in bocca emergono mora, cotognata, liquirizia e rooibos. Secco con decisione, austero, dal perlage appena vellicante, è materico ma riesce a parlare all’anima.

Il poetico Bruno e Le Rose, Spumante di Lambrusco Brut, il roseto in effetti lo propone al naso, seguito in bocca da succo di melagrana, corbezzolo e un tocco amaricante di erbe officinali.

Lo Spumante Ceci 1938 Extra-Dry da Uve Pinot Bianco, Sauvignon e Malvasia ha profumi di frutta essiccata che sono il preludio a sensazioni che in bocca riverberano vaniglia, miele, pesca e avocado.

Lo Spumante Ceci 1938 Brut da Uve Chardonnay e Pinot Nero invece sorprende con l’innesto di un sensibile richiamo ai prodotti da forno e alla crosta di pane, innervati da screziature di agrumi e mandorla amara.

Gli Spumanti Nani in versione Brut ed Extra Dry, entrambi Millesimato Annata 2019, partono da un comune bouquet di mela e condividono un avvincente spettro sensoriale in cui si ravvisano pera Williams, susina gialla e yuzu, differenziandosi per i diversi gradi di seduzione, essendo più amabile il primo, mentre il secondo assolutizza l’acidità in direzione del rigore.

Bolle anche in Fortanina La Luna, un Fortana Frizzante leggero e carezzevole in cui al bouquet di viola seguono al palato fragola, susina rossa, papaya essiccata e frutti rossi canditi; abboccato, spumoso, semplicemente irresistibile.

Nella presentazione la cantina ricorda che Fortana “è un vitigno autoctono di origine antichissima, da cui si ottiene un vino rosso frizzante perfetto per i nostri piatti storici: come una volta, il tappo legato a spago ne preserva la giusta fermentazione, ricordo di quando si imbottigliava in luna crescente”.

Chiusura senza bollicine con il Decanta Rosso Barbera dal bouquet di sottobosco e muschio, mentre in bocca si susseguono marasca, melagrana, pepe nero, cioccolato bianco e un’intensa sensazione di karkadè. Ottima la sua acidità, intrigante il corpo snello, scorrevole la beva, suadente il finale ben fruttato.

Strepitosa la rivoluzionaria bottiglia sagomata che “si inclina di 68,2 gradi e diventa un decanter che ossigena perfettamente il vino”.

Un viaggio lungo e appagante nell’intreccio tra il Pensiero e i Sensi che rende la dimensione dell’impegno di Ceci a cantare una monumentale elegia di valori contadini in un linguaggio che può arrivare a tutti, sul piano organolettico come su quello intellettuale, ponendosi come modello da seguire nel creare una mirabile sintesi tra imprenditoria vincente e impresa socialmente virtuosa.

Info: https://www.lambrusco.it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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