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Cantrina, vini artigianali bio del Garda come libero esercizio di stile

Pubblicato il: 14 maggio 2021 alle 7:00 am

Totale libertà intellettuale, strettissimo legame con la propria terra: nella sintesi di un potenziale ossimoro si dipana l’esperienza di Cantrina

Il nome della cantina è mutuato da “un minuscolo borgo rurale della Valtènesi situato nel comune di Bedizzole, nell’entroterra bresciano del lago di Garda in Lombardia”.

E’ infatti proprio a Cantrina che vivono e operano Cristina Inganni e Diego Lavo, fautori di questa piccola azienda a conduzione strettamente familiare con a disposizione poco meno di 8 ettari di terra da coltivate “sulle colline di origine morenica in tre diversi appezzamenti per un totale di 45mila ceppi di vigne”.

Dall’uscita delle prime bottiglie nel 1999 perseguono l’affermazione di “un proprio stile con caratteristiche uniche legate sia alla personale filosofia produttiva sia alle proprietà che il suolo riesce a conferire alle varie tipologie di uve”.

Per questo affermano che gli “piace interpretare il lavoro di vigna e di cantina come un libero esercizio di stile, quindi scevro da preconcetti e condizionamenti, ma nel massimo rispetto delle peculiarità che la natura, dona ai frutti delle nostre vigne: i vini trasmettono il carattere del territorio d’origine e delle persone che lo realizzano”.

A ciò si aggiunga la formazione artistica di Cristina dalla quale scaturisce una pronunciata “impronta assolutamente creativa e di conseguenza unica”.

L’impronta caratterizzante al progetto la dà però anche un territorio che nel corso tempo si è guadagnato una meritata fama tra gli appassionati, la Valtènesi, tra quei pochi che soltanto a sentirne pronunciare il nome già evocano profumi, sapori, cromatismi e riferimenti ambientali estremamente tipici.

Un territorio divenuto denominazione d’origine per i vini nel 2011 e che rappresenta “l’ultimo avamposto di Mediterraneo nel cuore del nord-Europa, contraddistinto da un microclima unico, influenzato dal più grande lago italiano, il luogo più a nord del mondo dove crescono ancor oggi gli ulivi, i capperi e gli agrumi: le condizioni ideali di coltivazione della vite sono state storicamente determinate anche dai terreni, risalenti a differenti formazioni geologiche, ma prevalentemente occupati da depositi morenici e alluvionali, adagiati su un suolo di origine sostanzialmente calcarea”.

I suoli fanno dunque la propria parte grazie al loro essere “estremamente diversificati dove i ghiacciai e il fiume hanno lasciato un’evidente traccia di movimenti millenari”, consentendo la formazione di “terreni di medio impasto, tendenzialmente argillosi che danno origine a vini di notevole struttura e insieme anche di considerevole freschezza, due caratteristiche che garantiscono longevità alle nostre bottiglie”.

Bottiglie tra le quali brilla la gloria locale, il Groppello, così denominato “perché caratterizzato dagli acini serrati raccolti a groppo”, un vitigno “delicato, prezioso e anche particolarmente raro: ne resistono infatti circa 400 ettari, coltivati proprio in quest’area della riviera bresciana del lago di Garda”. Presente nelle due varietà Gentile e di Mocasina “che si adattano a particolari condizioni di terreno e microclima, è oggi l’elemento caratterizzante della doc Valtènesi”, anche perché soltanto “coniugato al suo terroir elettivo sa esprimere pienamente le sue caratteristiche di eleganza e serbevolezza”.

Le due varietà citate, il Groppello Gentile nella misura del 90% e il Groppello di Mocasina per il rimanente 10%, danno vita al Groppello Riviera del Garda Classico Bio 2018 che si presenta con un sublime bouquet di ciliegia e una schiera di sentori al palato che vanno della melagrana al ribes rosso, passando per barbabietola e fragola caramellata. Allegro, invitante, amichevole, si fissa nella memoria per l’intrigante acidità e il bel piglio zuccherino, prima che emerga il suo caratteristico aroma di pepe nero.

Nella versione rosata il Groppello diventa un’autentica leggenda enologica, il Chiaretto Valtenesi che oggi spopola sempre più ma che ha conquistato la sua doverosa credibilità ben prima di inserirsi nella tendenza enoica dei rosé: al suo incantevole colore aranciato corrispondono al naso fragoline di bosco e in bocca susina rossa, alchechengi, corbezzolo e karkadè.

In rosato anche il Pinot Nero del Rosanoire, un roseto profumato che al gusto evoca ribes rosso, sorbo, papaya e bacche di Goji.

Le referenze da uve a bacca rossa contemplano pure il Benaco Bresciano Rosso Zerdì, dal vitigno Rebo, annunciato da un bouquet di amarena sotto spirito che volge al palato in suggestioni di marasca, gelso nero e cardamomo.

E il Nepomuceno Benaco Bresciano Rosso, blend con 70% Merlot, 15% Rebo e 15% Marzemino, dai profumi di visciola e con sapori di corniolo, mirtillo rosso americano (cranberry) e paprika.

Il Rinè Benaco Bresciano Bianco, assemblaggio di 65% Riesling, 30% Chardonnay e 5% Incrocio Manzoni, conquista già con il suo bouquet di infuso di erbe e frutta essiccata, confermando il fascino in deglutizione con echi di albicocca, cedro candito, ananas e genziana. Freschissimo, molto minerale, decisamente goloso.

Chiusura di degustazione con il Sole di Dario Passito da uve Sauvignon 40%, Semillon 40% e Riesling 20%.

Aurea l’identità visiva, densamente compatta quella olfattiva che riporta al fico disidratato e alla mandorla tostata, profondamente ghiotto il sorso tra pomelo candito, abbamele, nespola e cannella.

Tutti vini che dal 2014 vengono prodotti in regime biologico.

Cristina Inganni ci ha illustrato tutti gli aspetti di quest’esperienza, nel video sottostante.

Info: https://www.cantrina.it/

Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/cantrina

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L'autore

Domenico Liggeri

è attivo dal 1988 nel mondo della comunicazione in tutti gli ambiti, dalla televisione al cinema, dal giornalismo professionistico ai video musicali, dall’insegnamento universitario alla regia, dall’editoria libraria al teatro, dal web alla carta stampata.
Attualmente firma come autore la trasmissione Tiki Taka su Italia Uno condotta da Piero Chiambretti, scrive per i mensili della casa editrice del calendario di Frate Indovino per la quale ha appena pubblicato il suo nuovo libro; inoltre è direttore responsabile della testata giornalistica on line Storie Enogastronomiche specializzata in enogastronomia e turismo culturale, Presidente della Giuria del Festival Internazionale del Videoclip IMAGinACTION, docente universitario della IULM di Milano e per vari insegnamenti in diversi master della Business School della RCS Academy del gruppo editoriale che comprende il Corriere della Sera.

Da oltre vent’anni svolge attività di docente in varie Università, come IULM, Cattolica di Milano, Dams di Bologna, IED - Istituto Europeo di Design e per l’Istituto Internazionale di Ricerca e Studi Avanzati del Ministero per i beni e le attività culturali.
Ha pubblicato diversi volumi come saggista e scrittore, per case editrici come Bompiani, Mondadori e Sperling & Kupfer: diversi suoi volumi sono stati adottati da varie università italiane. E’ autore di voci per alcune delle più importanti enciclopedie italiane.
Come autore televisivo ha lavorato con Piero Chiambretti, Maurizio Crozza, Francesco Facchinetti, Belen Rodriguez, Vanessa Incontrada, Paolo Bonolis, Giancarlo Magalli, Claudio Lippi, Elisa Isoardi, Pupo, scrivendo anche per alcuni comici di Zelig (tra cui Leonardo Manera) e firmando molte trasmissioni soprattutto di prima serata per tutte le reti Rai e Mediaset, ma anche per La7 e Sky. Tra le sue trasmissioni più note, Dopofestival di Sanremo su Rai Uno, Markette e Crozza Italia Live su La7, X Factor su Rai Due, Wind Music Awards su Italia Uno. E’ stato direttore editoriale della tv musicale satellitare Match Music, mentre per i Festival di Sanremo del 2004 e del 2005 ha realizzato come autore unico i profili dei cantanti andati in onda sulle reti Rai e gli spot ufficiali della trasmissione. Come regista televisivo ha firmato servizi, live ed esterne per Rai, Mediaset e diverse tv musicali, nonché l’evento multimediale Come and Dance Rihanna con Garrison di Amici di Maria De Filippi. Ha collaborato come autore e copywriter a vari spot per alcune campagne della Wind. E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker voluta da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central).
Giornalista professionista dal 1996, ha scritto per Il Giorno, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale di Sicilia, Maxim, Campus, Frate Indovino, InTV, svolgendo anche attività di critico cinematografico (Duel, Ciak) e critico musicale (Maxim, il Mucchio Selvaggio). Suoi servizi sono stati pubblicati on line anche da Tiscali.it e LiberoQuotidiano.it, Rockol, Mtv.it.
Regista di videoclip, ha firmato il pluri-plagiato Dedicato a te per il gruppo Le Vibrazioni, Cleptomania per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista e sceneggiatore cinematografico, è autore di vari cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti dalle strutture di Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati a prestigiose rassegne in Italia e all’estero come Torino Film Festival, Locarno International Film Festival, Bellaria Film Festival, FIFF - Festival International de Films de Fribourg, Genova Film Festival, Capalbio International Film Festival. E’ stato assistente alla regia di Roberta Torre e collaboratore di Ciprì e Maresco. Ha firmato un contratto come soggettista, sceneggiatore e regista per un film lungometraggio con l’importante casa di produzione Lux Vide (Don Matteo, Che Dio ci aiuti, L’Isola di Pietro).
Come autore e regista teatrale, ha portato in scena lo spettacolo CabaRE’ al Derby di Milano e altre opere come quella che ha visto quali protagonisti Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada al Teatro Donizetti di Bergamo.
E’ stato ideatore e direttore artistico della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri. Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt. E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica marchigiana Ultrasuoni (prima label italiana distribuita dalla multinazionale tedesca Edel) e ha svolto anche attività di produttore artistico musicale, realizzando album di diverse rock band per etichette come la CNI - Compagnia delle Nuove Indye.
www.domenicoliggeri.it


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