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Dall’Alto Adige vini e distillati di Radoar, tra natura e biodinamica

Pubblicato il: 12 settembre 2019 alle 7:00 am

Avviso ai degustatori: se vi avvicinate a vini e distillati di Radoar, abbandonate ogni stilema consolidato e rinunciate alla ricerca di paragoni attinti dalla consuetudine, perché la cantina altoatesina trae nettari dalle profondità ancestrali della terra, nella maniera più pura possibile, lasciando che nel bicchiere giunga soltanto il tumulto della Natura senza sovrastrutture, quella che si sviluppa intorno al maso di Velturno, in provincia di Bolzano.

Ne derivano nettari che non danno punti di riferimento nell’esperienza passata, spiazzanti e quasi provocatori nel proporre una complessa ma stimolante anarchia organolettica.

Esemplare in tal senso la vinificazione delle uve Kerner nel Radoy che già al naso sorprende con un intreccio di istanze floreali ed echi di idrocarburo, proseguendo nelle contraddizioni anche al palato dove un approccio abboccato viene presto sovrastato da un’intensa sapidità, affiancando cedro candito, avocado e susina.

Tanti gli spunti anche per il Müller-Thurgau, nella cui versione omonima l’interpretazione del vitigno mantiene il carattere floreale incline al gelsomino, mentre in bocca le erbe spontanee avvolgono in un tono linfatico delle sensazioni di bergamotto e frutta tropicale. Il tocco aspro rende ancor più interessante la beva e richiede attenzione per l’abbinamento con il cibo.

Anche Etza è da uva Müller-Thurgau, ma qui si passa alla categoria dei vini estremi in cui al bouquet floreale e all’agrumato che sa di cedro seguono note di camomilla. Torna lo spunto balsamico, questa volta su una forte acidità. Vino difficile per ampiezza dello spettro sensoriale e singolarità del retrogusto, la cui sfida al piacere fuori dagli schemi va però assolutamente accolta.

Niente di scontato nemmeno nel Loach, un blend di Pinot Nero e Zweigelt (incrocio tra St. Laurent e Blaufränkisch ottenuto un secolo fa) che profuma di sottobosco, mettendo in evidenza il fogliame, mentre una buona acidità veicola gelsi neri, fragoline, cioccolato bianco e pepe nero.

Sono esternazioni di un progetto che si spiega con il dichiarato intento di creare una “sinergia tra natura e agricoltura biodinamica” sublimata ad azione artistica e concretizzata come “massima espressione di valore nel nostro stile di vita”.

Una vita condotta tra vigneti che “crescono fino ad un altitudine di 900 m. e hanno raggiunto un’età superiore ai 40 anni di vita”, in cui la lavorazione prevede l’uso di preparati biodinamici, tisane e “semina diligente” in armonia con le fasi lunari, mentre in cantina vengono usati fermenti naturali.

Con medesimo scrupolo, “le nostre grappe e le nostre acquaviti provengono da frutti coltivati biologicamente e lavorati con dedizione”.

La scelta del mastro distillatore è di creare prodotti dalla gradazione quasi minima, intorno ai 39°, consentendo così un’estrazione che esalta il frutto.

Nella Grappa di Kerner il bouquet è compatto, caldo, floreale, mentre il palato ne coglie la morbidezza e un caratteristico sostrato balsamico mentolato: si riconoscono anche tipiche erbe di montagna, radici e in particolare il rabarbaro. Tendente all’amaro, lascia mirabile freschezza.

Edelkastanie, l’Acquavite di Castagna, al naso richiama la crema di marroni, mentre in bocca al prevedibile gusto di caldarrosta si avvicinano l’alloro e il tarassaco. Delicata, molto elegante, perfino ecumenica nella sua gradevolezza.

A raccontarci filosofia e applicazioni concrete delle produzioni biologiche della cantina è Norbert Blasbichler, nel video sottostante.

Info: https://www.radoar.com/index-it.php

Distribuzione: http://www.propostavini.com/ricerca-prodotti/?q=Radoar

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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